SINDACO DE LUCA, NON PERDA TEMPO CON V&V

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

E’ passata quasi una settimana ma il futuro del Potenza è avvolto ancora in una fitta nebbia. L’unica cosa certa è che Vangone e Vertolomo hanno aggiunto un’altra perla alla loro fallimentare esperienza potentina: quella cioè di mettere in libertà la squadra fino al 27 dicembre prossimo quando dovrebbero riprendere gli allenamenti. In pratica tutto l’organico godrà di 8 giorni di vacanza non prevista. Una decisione gravissima ed incomprensibile ed unica nel mondo della serie D visto che tutte le 162 squadre da martedi scorso e fino ad oggi hanno svolto regolarmente gli allenamenti. Ormai non ci possiamo più meravigliare del comportamento dei due proprietari del Potenza. E’, invece, grave che anche l’allenatore Biagioni si sia prestato ed abbia avallato questa scelta scellerata. Il che conferma che lo stesso Biagioni non ha forza e carisma sufficienti per imporsi oppure, peggio, si sta dimostrando connivente con le decisioni dei proprietari a scapito degli interessi della squadra. Un allenatore con la A maiuscola avrebbe fatto fuoco e fiamme per fare cambiare idea alla dirigenza fino al punto di dimettersi dalla carica. Ma non è il caso di Biagioni che si è prontamente adeguato al modus operandi dei due proprietari che sta caratterizzando la stagione attuale: improvvisazione e totale disorganizzazione. E non va bene nemmeno la situazione relativa alla sbandierata cessione della società. Nonostante l’impegno del sindaco De Luca che un po’ di imprenditori è riuscito a contattare e a coinvolgere nel suo tentativo di metterli seduti al tavolo con i due signori campani. Il vero problema, è inutile nasconderlo, sono Vangone e Vertolomo che non solo hanno mancato di rispetto e di educazione nei confronti del primo cittadino del capoluogo non presentandosi al comune come avevano promesso nella conferenza stampa di domenica scorsa, ma ancora una volta hanno, come è successo nel loro anno e mezzo di gestione della società rossoblù, cambiato le carte in tavola rispetto a quelle che erano le condizioni che lo stesso Vangone aveva esposto domenica scorsa. Un annuncio strumentale e non rispondente al vero fatto, ovviamente, solo per sottrarsi alla contestazione dei tifosi e per eludere le incalzanti domande e i necessari chiarimenti richiesti dai giornalisti. La verità vera è venuta a galla con le condizioni poste dai due signori campani per aprire una trattativa con la cordata potentina il cui, diciamo, referenteDonofrio molto correttamente si è presentato dal sindaco De Luca che lo aveva convocato. E in pratica si è tornati alle richieste fatte in precedenza anche a Gerardo Faruolo: la lista dettagliata di tutti i componenti la cordata e perché no anche il gruppo sanguigno  e la restituzione a Vangone e Vertolomo dei soldi anticipatinel frattempo che gli imprenditori interessati controllino la situazione economica del Potenza. Molto più in là di quanto fatto sempre con Faruolo a cui fu chiesto un  assegno circolarea garanzia della possibilità di vedere le carte contabili. Nel solco inaugurato tre anni fa da Notaritefani che alla cordata potentina aveva chiesto una fidejussione di 100 mila euro per vedere le carte contabili della società.  E’ inutile prendersi in giro: fare queste richieste, a cui bisogna aggiungere anche quella di una fidejussione bancaria per coprire i costi della gestione fino al termine della stagione e che nessun imprenditore serio può accettare, sono solo il misero tentativo di trovare alibi per nascondere gli scheletri e sono tanti che Vangone e Vertolomo hanno negli armadi relativi alla situazione contabile del Potenza. I signori campani invece di guardare alla pagliuzza negli occhi degli imprenditori potentini, farebbero meglio a guardare la trave che è nei loro occhi. Soprattutto quando parlano di credibilità e solvibilità. Perché gli imprenditori potentini che il calcio l’hanno già fatto ed anche con grandi successi quando Vangone e Vertolomo probabilmente non sapevano che esistesse questa disciplina sportiva, hanno dimostrato sempre la loro serietà nella gestione economica del Potenza. Altrettanto non si può dire di Vangone e Vertolomo che, oltre ad essere bugiardi e umorali, qualche problema di solvibilità lo devono avere sicuramente se hanno omesso di saldare spettanze a tesserati e fornitori. E non sono puntuali nel pagamento dei rimborsi spese ai giocatori. Come tante volte denunciato dagli stessi atleti. E se i debiti non sono solo intorno ai 50 mila euro, ma sicuramente molti di più, i due signori campani la smettano di tentare di fare le pulci agli altri, ma pensino, se vogliono continuare a gestire il Potenza, ad essere irreprensibili sul fronte solvibilità. Ma che cosa ci si poteva aspettare da questi due sedicenti imprenditori che due anni fa andarono a prendersi il Potenza a Martinafranca al buio e senza chiedere le carte contabili a Notaristefani? Salvo poi lamentarsi a più riprese del dirigente martinese e minacciare di adire le vie legali.  E’ chiaro che, con queste premesse, è bene che il discorso messo in piedi dal sindaco De Luca, molto lodevole, si interrompa definitivamente qui. Senza andare, ulteriormente, indietro alle sceneggiate di questi due signori: si trovino per conto loro  le persone disposte a comprare la  società calcistica, se ne hanno le capacità e di questo dubitiamo. Ma allo stesso tempo il sindaco di Potenza provveda a revocare, fin da subito, la convenzione per la gestione dello stadio Viviani a questi personaggi. Visto che ormai questo “Potenza” e la sua gestione targatiVangone e Vertolomo non interessano più alla comunità potentina per cui sarebbe il caso che i due pseudo dirigenti campani  comincino a trovarsi un altro campo, a Cava dei Tirreni o a Castellammare di Stabia e comunque fuori dalla Basilicata, sul quale continuare a fare, imperterriti, danni.

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Rocco Sabatella

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