SMART WORKING, STRUMENTO PER UN CONTROESODO

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  • Tra gli effetti sicuramente positivi che il contrasto alla pandemia ha prodotto nel nostro Paese, l’introduzione dello smart working, prima sotto forma di raccomandazione e poi con una disciplina provvisoria legata allo stato di emergenza, è forse l’elemento di maggiore rilevanza, non solo per aver consentito il prosieguo di numerose attività imprenditoriali ed economiche, ma anche e sopratutto per aver dimostrato che uno strumento del genere è valido anche oltre l’emergenza. Si è aperta, tra gli economisti, gli urbanisti, e gli operatori culturali, una feconda discussione sui vantaggi che l’introduzione a regime di questa modalità di lavoro potrebbe portare, mettendo insieme la possibilità di lavoro a distanza con la convenienza a vivere anche fuori delle metropoli, in ambienti dove la vita è meno cara e dove i disagi sono inferiori . C’è chi è andato al di là teorizzando, in maniera affatto peregrina- la possibilità di un ritorno a casa di tanti giovani meridionali , quelli più formati e quelli in possesso di professionalità capaci di lavorare a distanza ( ingegneri, architetti, designer,ricercatori  ma anche funzionari pubblici di varie categorie). Il vantaggio per il lavoratore che può rientrare in questa modalità contrattuale sarebbe evidente, come evidente sarebbe il vantaggio per le grandi città in termini di riduzione della pressione demografica,con il conseguente miglioramento dei servizi. Manca ancora la convenienza dell’imprenditore a preferire questa forma di contratto a) perchè non sarà una motivazione culturale a spingerli, b) perchè non è la qualità della vita del lavoratore il cruccio principale . Eppure, guardando un pò al di là del proprio naso, rendendo questa forma di contratto estremamente conveniente per i datori di lavoro, pubblici o privati, il Paese potrebbe subire la più grande trasformazione sociale  di questo inizio secolo, invertendo il flusso di attrazione verso il lavoro e portando quest’ultimo verso le persone. Poichè non è solo una discussione di tipo culturale o sociologica, la politica dovrebbe interessarsi a come legiferare in questa direzione e sopratutto la politica meridionale dovrebbe interrogarsi su come concertare insieme un’azione legislativa mirata al rientro di professionalità forti, insieme al recupero e alla rivitalizzazione dei paesi esangui e alla rirpesa della capacità attrattiva della vita di provincia. C’è qualche Deputato o Senatore che voglia mettersi alla testa di questa scommessa sociale che metta insieme gli incentivi per il sud e una legge organica sulla disciplina del lavoro a distanza in tutte le sue forme?  C’è qualche Governatore che voglia combattere questa battaglia? Rocco Rosa
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

  1. Giovanni Forastiere il

    Il discorso non farebbe una grinza se la causa dell’ esodo verso le grandi città fosse davvero il lavoro. Ma…forse bisogna prendere atto che quanto narrato dai versi di ” Che sarà ” ormai è quasi del tutto anacronistico

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