Con l’iniziativa di assegnare l’esecuzione dei tamponi rapidi ai medici di famiglia, il Ministro Speranza ha fatto uscire allo scoperto le contraddizioni di molte sigle sindacali, CGIL compresa, che sempre pronte a criticare Governo e Regioni per questo o quello, si sono rifiutate di firmare il protocollo d’intesa, con il risultato che a livello nazionale ci sono solo CISL e FIMMG ad applicarlo e ,a livello locale, abbiamo solo la FIMMG che si è messa a disposizione per dare uno strumento in più alla lotta contro la Pandemia. Diciamo, per chi non lo sapesse, che l’accordo per l’esecuzione di questi test, riguarda determinate categorie di utenti e precisamente a) i contatti stretti degli asintomatici, i contatti sospetti degli asintomatici (frequentazioni certe), i soggetti che hanno fatto una quarantena di almeno dieci giorni. Cioè categorie ben definite , il cui monitoraggio serve a circoscrivere di molto la popolazione da controllare. Tra l’altro, l’accordo si preoccupava anche di escludere dall’operazione alcune categorie di medici che potevano essere a rischio come le donne medico in gravidanza, i medici affetti da alcune patologie e, per i medici che non avevano uno studio idoneo a praticare queste indagini, si mettevano a disposizione strutture pubbliche. Si aggiunga a questo che, insieme ai tamponi rapidi ( la cui risposta si ha in quindici minuti) tutti i medici vengono forniti di adeguati dispositivi di sicurezza. Ebbene , per quanto riguarda la Basilicata, la sola FIMMG , come si diceva,ha sottoscritto l’accordo e tutte le altre sigle sindacali se la sono squagliata, con il che confermando la intenzione di scaricare anche i propri pazienti alla sola responsabilità delle strutture sanitarie territoriali o ospedaliere. Come commentare quanto accaduto? Che c’è una vera e propria diserzione di alcune categorie rispetto ad un momento di grave emergenza: tengono chiusi i propri ambulatori con la scusa del Covid e quando gli danno armi per combatterlo si rifiutano di farlo. Ben altro esempio viene da Albano di Lucania, dove questi tamponi vengono fatti già da un mese , con una organizzazione fatta in casa ma che funziona benissimo: con la macchina che affianca a piano terra la finestra del medico, il finestrino dell’auto che si abbassa e il tampone è presto fatto. Insomma, come in guerra, c’è chi mette il petto avanti, chi si inventa soluzioni d’emergenza, e chi invece non si fa trovare alla chiamata. E se poi si scoprisse che qualche medico renitente effettua tamponi a pagamento, sarebbe proprio una di quelle storielle tutte italiane. Vergogna. Rocco Rosa
SOLO LA FIMMG ACCETTA DI FARE I TAMPONI RAPIDI. TUTTE LE ALTRE SIGLE SE LA SQUAGLIANO
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