MA IL SONNAMBULO NON UCCIDE

0

TERESA LETTIERI

teresa-lettieri

In una notte tempestosa, tra fulmini e saette, mentre la pioggia squarcia le tenebre con il suo insistente battente cosa c’è di meglio di una bella sonnambula che vaga tra i ballatoi di un  castello? Quante volte avete sentito raccontare di questa figura mentre, streghe, fate cattive e lupi soccombevano sotto i colpi dell’eterna camicia da notte bianca, intenta a camminare nei posti più assurdi con le braccia distese in avanti e gli occhi chiusi? Almeno una volta ci è toccato e se siamimagesHO36E73Wo stati più fortunati, ci è toccato anche nella realtà di uscire dalla porta del bagno in piena notte e trovarci qualche anima inconsapevolmente vagante, non si capisce per quale motivo specifico, forse semplicemente per farci  prendere un “tocco”, come si dice comunemente. La scienza definisce il sonnambulismo come un disturbo del sonno, di natura benigna che si risolve spontaneamente, presentandosi nelle prime ore della notte con manifestazioni che al mattino non vengono ricordate a causa delle caratteristiche proprie del fenomeno. Quante volte ci hannoimg_come_evitare_il_sonnambulismo_2706_orig detto di non svegliare un sonnambulo qualora ci fosse capitato di trovarcelo al cospetto anche in notti non necessariamente di fulmini e saette? Sempre. E soprattutto per scongiurare reazioni preoccupanti tanto quanto l’episodio, sebbene anche in questo la medicina escluda quasi completamente una aggressività manifesta verso terzi ma principalmente verso se stessi. Non è stato dello stesso avviso, e per fortuna, il padre del signore cuneese di 51 anni, sonnambulo, che ha  tentato l’omicidio della madre mentre dormiva. Le urla della signora hanno richiamato il marito che è riuscito a fermare il figlio prima che potesse colpire di nuovo la donna, peraltro già ferita. Ovviamente l’incapacità di intendere e volere determinata dallo stato di dormienza ha consentito alla difesa, dopo perizia, di addebitare il delitto all’automatismo del sonno che impedisce coscienza e volontà a causa della cattiva ossigenazione del cervello. In realtà il sonnambulo in questione era reduce da un ictus dal quale non si era mai ripreso completamente e causa di questo comportamento notturno. Certo che tra una sonnambula sospesa tra i cornicioni dei tetti e un sonnambulo attrezzato come Jack lo Squartatore ne passa di differenza, anche per chi lo incrocia nel corridoio, ma oggettivamente se penso allo stesso figlio sedicenne che qualche mese fa ha ucciso entrambi i genitori nel sonno aiutato dagli amici e con causale “ i dissidicon la madre” qualche attenuante mi sento di concederla all’uomo fosse solo per il fatto di essere incappato in un disturbo determinato da una patologia pregressa. E in questi casi incriminare l’inconscio ricercando in esso eventuali dissapori con il genitore per trovare delle risposte sebbene solleciti la nostra fantasia da detective da scuola serale risulta quasi assurdo. Piuttosto sarebbe auspicabile, almeno per chi vive situazioni come queste, pensare di attrezzarsi con espedienti salvavita. Una trappola ai piedi del letto? Una camera bunker che costringa a girare su se stesso?  Una dose massiccia di sonniferi? Costringere il sonnambulo al letto forse è più utile che vederlo approdare sulla sponda del proprio … e in tempi di evoluzione sarebbe utile ritrattare anche qualche favola, dimenticare le notti tempestose e raccontare ai bambini che forse il lupo e la strega cattiva almeno di notte…dormono!

 

Condividi

Sull' Autore

Teresa Lettieri

Lascia un Commento