SONO TORNATO

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valerio lottino

 

Era l’8 Maggio del 2001 quando un frizzante Silvio Berlusconi, in diretta su Rai 1 ospite di Bruno Vespa, firmava l’ormai famoso “contratto con gli italiani”. I punti di questo contratto erano 5 e trattavano principalmente dell’abbattimento della pressione fiscale e della creazione di oltre un milione di posti di lavoro. Questa mossa, a pochi giorni dal voto, risultò per lui fondamentale per la vittoria elettorale.

Dal 2001 ad oggi di cose nel mondo ne sono cambiate: c’è stato l’avvento dei social network, degli smartphone, dell’intelligenza artificiale, delle criptovalute e di tante altre novità in grado di cambiare le abitudini delle persone. In un mondo in continua evoluzione, dove la velocità e il cambiamento guidano affannosamente le nostre vite, in Italia invece il tempo sembra essersi fermato. Il 14 Febbraio del 2018 infatti a riprendersi nuovamente la scena mediatica ci ha pensato lui, Silvio Berlusconi. E come lo ha fatto? Firmando ancora un contratto con gli italiani, ancora a “Porta a Porta”, ancora su Rai 1, ancora dinnanzi a Bruno Vespa. E la promessa più grande rimane sempre la stessa: la creazione di posti di lavoro.

Quando tutti pensavano di essersi liberati della sua presenza, quando addirittura qualcuno auspicava la sua ritirata dalla scena politica italiana, il Cavaliere è tornato più in forma che mai. E non lo fa in un modo nuovo, moderno, avvincente. No. Lui ritorna in auge allo stesso modo, sfruttando la tv e riproponendo le stesse medesime scenette recitate ad inizio millennio. Nuovamente sono state le persone a convincerlo a scendere in campo, nuovamente ha deciso di intervenire direttamente per salvare un paese in discesa libera. E non importa se in questi anni ha dovuto affrontare decine di processi, di scandali sessuali, di accuse politiche e se ad oggi, a pochi giorni dal voto, sia ancora incandidabile. Non importa nulla. Lui, proprio come Benito Mussolini nel film di Luca Miniero dal titolo “Sono tornato”, è ritornato e lo ha fatto per salvarci dal baratro in cui stiamo sprofondando. Deve, nel suo immaginario, salvare un’Italia che lui stesso ha drasticamente contribuito a peggiorare. Nessuno infatti dimentica le figure meschine fatte dal Cavaliere a livello internazionale, i festini in Sardegna con Putin, i rapporti sessuali con minorenni, i rapporti d’affari con la mafia. Questo nessuno lo può dimenticare. E chi, volutamente o non volutamente dimentica, diventa complice di uno scempio non solo annunciato ma già ampiamente provato. Il passato è passato e il nostro Paese ha bisogno di guardare solamente al futuro ricordandosi che, se errare è umano, perseverare sarà sempre diabolico.

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Sull' Autore

Nato a Potenza il 23 Agosto del 1988, vivo ormai lontano dalla mia città natia da diversi anni. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale, mi trasferisco a Milano per completare gli studi presso l'università di Milano – Bicocca. Qui conseguo la laurea magistrale in Scienze dell'Economia con una tesi sull'analisi del PIL come indicatore quantitativo (e non qualitativo) dell'economia di una nazione. Bancario dal 2014 prima a Milano, poi a Padova e Bologna, città in cui attualmente vivo. Da sempre appassionato di calcio, nella tarda estate del 2006 corono il sogno di esordire con la maglia rossoblu in un Potenza – Nocerina: da lì seguiranno diverse esperienze calcistiche nei campionati di serie D ed Eccellenza. Seguo con interesse le vicende di politica nazionale e locale e amo profondamente la mia terra.

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