Storia della Città di Potenza 18 agosto 1860 : Potenza prima Città d’Italia che proclama la propria annessione al Regno d’Italia. -Piazza XVIII Agosto e la Scuola Elementare 18 agosto 1860-

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Storia della Città di Potenza

18 agosto 1860 : Potenza prima Città d’Italia che proclama la propria annessione al Regno d’Italia.

-Piazza XVIII Agosto e la Scuola Elementare 18 agosto 1860-

 

Piazza XVIII Agosto è sicuramente la piazza storica più importante della Città di Potenza.

I bambini, nonchè i ragazzi più grandi, sentono il nome della Piazza XVII Agosto, ma non conoscono la storia della nostra Città.

Bene ripercorriamo attraverso ricerche storiche il periodo storico dell’agosto 1860 a Potenza.

A Potenza, il 18 agosto 1860,  venne insediato il Governo Provvisorio ancora prima dello sbarco di Garibaldi in Calabria.

Il 18 agosto 1860 la città di Potenza dichiarò decaduto il re Francesco II di Borbone e proclamò la sua annessione al Regno d’Italia.

Le attività liberali erano presenti in Basilicata sin dalle rivolte del 1828 e del 1848.

In seguito alla concessione e alla successiva abrogazione della Costituzione del regno delle Due Sicilie, i liberali lucani si riunirono in comitati guidati principalmente da Giacinto Albini (ricercato dalle guardie borboniche proprio per aver già promosso e fondato un circolo costituzionale nel 1848), che nel 1850 a Montemurro aveva fondato un comitato anti-borbonico di stampo repubblicano.

Individuato ben presto Montemurro come centro d’azione dei comitati rivoluzionari e in seguito all’arresto del fratello Nicola, Giacinto Albini fu costretto a spostare la sede centrale a Corleto Perticara.

Dopo la battaglia di Milazzo e la presa della Sicilia da parte degli uomini di Garibaldi, Giacinto Albini, Camillo Boldoni e Nicola Mignona si riunirono a Corleto Perticara, la sera del 13 agosto 1860, per organizzare l’insurrezione della provincia.

Al colonnello Boldoni fu dato il comando delle azioni militari, così come stabilito da un telegramma pervenuto dal comitato unitario di Napoli del 10 agosto precedente.

I poteri civili furono invece avvocati dall’Albini e da Mignona.

Il 14 agosto furono inviati messi agli altri comitati lucani, per diffondere le notizie e l’intenzione di marciare su Potenza.

Il 16 agosto nella cittadina di Corleto Perticara, alle cinque del pomeriggio, Albini e i suoi uomini proclamarono ufficialmente l’Unità d’Italia, in una manifestazione popolare e religiosa tenuta in piazza Del Fosso, poi ridenominata piazza del Plebiscito.

Furono deposti gli stemmi e le insegne borboniche, e al loro posto innalzati immagini di Vittorio Emanuele II e bandiere del regno sabaudo.

La cerimonia fu accompagnata da musiche, sfilate militari e fuochi d’artificio.

Nella serata dello stesso giorno, giunsero nella cittadina i drappelli dei comitati insurrezionali dei paesi vicini: da Pietrapertosa giunsero 45 armati agli ordini di F. Saverio Garaguso; da Aliano arrivarono 14 uomini comandati da Giambattista Leo; da Ferrandina una colonna, di numero imprecisato, comandata da Carmine Sivilla e Giacomo Leonardis;  da Miglionico un drappello comandato da Giambattista Materi;da Missanello giunsero gli uomini capitanati da Rocchino de Petrucellis; da Gallicchio arrivarono 82 uomini comandati dal signor Robilotta; da Gorgoglione e Cirigliano furono riuniti gli uomini della colonna di Giuseppe Bruno; da Montemurro gli uomini di Pietro Bonari; da Spinoso quelli di Nicola Albini.

Il giorno seguente, nella cittadina di Rionero in Vulture, il sindaco Giuseppe Michele Giannattasio, scese in piazza con il ritratto di Garibaldi tra le mani e urlando «Viva Garibaldi!», per poi marciare con 54 uomini verso Potenza.

All’alba del 18 agosto 500 uomini riuniti a Corleto Perticara partirono verso Potenza.

Dopo una sosta nella cittadina di Laurenzana, furono raccolti altri uomini, con a capo Basilio Asselta; mentre da Accettura provenivano gli uomini di Leonardo Belmonte.

Giunti ad Anzi, oltre agli uomini della stessa città comandati da Francesco Pomarici, si unirono al contingente insorti provenienti da: Viggiano, comandati da Luigi Marrano; Tramutola, comandati da Carlo Caputo; Saponara, comandati da Camillo Schiavone; Calvello, comandati dal signor Guerrieri; Abriola, comandati da Vincenzo Arnone; Vietri di Potenza e Picerno, comandati da Nicola Capece.

Al comando di Boldoni erano quindi 800 uomini.

Già durante la notte del 17 agosto, le truppe insurrezionali giunte da Melfi e Sala Consilina erano alle porte di Potenza.

All’alba del giorno 18 gli uomini entrarono in città, scontrandosi con la Guardia Nazionale borbonica.

Una volta preso il controllo del municipio e dell’intendenza della provincia, la sera dello stesso 18 agosto gli 800 uomini del colonnello Boldoni giunsero dalla via di Rifreddo (presso Pignola).

Il giorno 19 agosto venne formato il governo prodittatoriale della provincia di Basilicata, con a capo Albini e Mignona, non faceva parte il colonnello Boldoni.

Al Boldoni lo stesso governo prodittatoriale assegnò però il comando dell’«esercito patriottico» con un’ordinanza del 19 agosto, che stabilì  l’istituzione di giunte insurrezionali in tutti i comuni della Basilicata.

A capo della Guardia Nazionale venne incaricato il maggiore Emilio Petrucelli, mentre la Guardia di Potenza venne comandata dai capitani Giuseppe Grippo, Giovanni Corrado e Federico Addone.

Un tentativo controrivoluzionario venne sedato a Melfi lo stesso 19 agosto, portato avanti da una coalizione legittimista che faceva capo al vescovo melfitano Ignazio Maria Sellitti.

Il successivo 22 agosto, da Salerno le truppe borboniche avanzarono nella direzione di Potenza passando per Auletta.

Il colonnello Boldoni, riunite le forze della Guardia Nazionale, aspettava le truppe regie per contrastarle nei pressi di Vietri di Potenza.

Lo scontro però non avvenne, in quanto il governo napoletano richiamò le truppe dirette in Basilicata nel tentativo di fermare l’avanzata di Garibaldi dalla Calabria.

Riuniti allora 2566 uomini, Boldoni inviò quattro colonne nel resto della provincia per propagare il moto insurrezionale nelle province limitrofe.

La prima colonna, comandata da Davide Mennuni, marciò verso Altamura, dove pochi giorni prima vi si era installato il Comitato insurrezionale Barese.

La seconda, comandata da Giuseppe Domenico La Cava, partì per la via di Ruvo del Monte verso l’Avellinese.

La terza, comandata da Francesco Pomarici, marciò verso il Vallo di Diano. L’ultima, al comando di Francesco Paolo Lavecchia, andò verso il Lagonegrese a rinforzo degli insorti di Calabria.

Il 2 settembre Giuseppe Garibaldi entrò in territorio lucano, a Rotonda.

Il giorno seguente attraversò in barca la costa di Maratea, e presso Lagonegro, in località Fortino, raccolse gli uomini lucani che lo seguirono fino alla Battaglia del Volturno.

 Il 6 settembre, Garibaldi e Albini si incontrarono ad Auletta, dove Albini fu nominato Governatore della Basilicata.

Dopo l’ingresso di Garibaldi in Napoli, il 10 settembre il Governo Provvisorio della Basilicata si sciolse, e la provincia passò agli ordini di Garibaldi dittatore di Napoli.

Torniamo ai giorni nostri e parliamo della Piazza V.Emanuele e della Scuola elementare 18 agosto 1860.

 PIAZZA VITTORIO EMANUELE II  O PIAZZA 18 AGOSTO

In tale piazza si incontrano le principali arterie del centro città e vi affacciano imponenti e importanti edifici storici.

Da Piazza 18 agosto si può scegliere di percorrere corso Umberto I o via Vaccaro, corso XVIII agosto o corso Garibaldi, senza trascurare però di soffermarsi ad ammirare anche solo per pochi secondi il palazzo delle Scuole elementari XVIII agosto 1860, in cui sono alloggiati anche gli ascensori pubblici comunali.

Benché intitolata all’ultimo Re d’Italia, i potentini la chiamano comunemente “Piazza XVIII agosto” per ricordare che Potenza è stata la prima città ad insorgere contro i Borbone.

 Scuola elementare XVIII Agosto 1860

 Nell’edificio della Scuola elementare XVIII Agosto sono alloggiati gli ascensori pubblici, colleganti la Piazza XVIII Agosto con la Via del Popolo,  i cui lavori, all’interno della scuola iniziarono nell’anno 1969-70 per finire nell’anno 1974-75; inoltre con accesso sempre dal piano terra dell’edificio, ovvero da Piazza XVIII AGOSTO vennero realizzate le scale mobili, colleganti la zona di Piazza XVIII AGOSTO con la zona periferica di viale Dante e Viale Marconi, i cui lavori terminarono nel giugno 1993 con inaugurazione effettuata nel dicembre 1993.

L’edificio della scuola elementare ,ultimato intorno al 1888, è stato sede dapprima degli uffici municipali, poi degli uffici postali, quindi della scuola elementare dedicata nel 1933 alla madre di Benito Mussolini, Rosa Maltoni, e denominata, dal 1943, Scuola elementare XVIII Agosto 1860.

Chiudo la trattazione ricordando gli anni più belli della mia infanzia, allorquando ho frequentato la Scuola Elementare di Piazza XVII agosto, dall’ottobre 1967 fino al giugno del 1972, alla Sez.A con il Maestro Prof. Angelo Mancino, grande persona e grande maestro.

Saluto caramente tutti i miei compagni di classe dell’epoca.

Bibliografia:

Storia di Piazza XVIII Agosto-Antonio D’Andria –Sito del Comune di Potenza;

L’insurrezione di Potenza -Articolo di Antonio Blasotta-Il Mattino di Foggia e Provincia.

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