STRONCATO L’AFFARISMO DEI RIFIUTI

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Le politiche ambientali sono quelle che hanno provocato il più acceso dibattito nella comunità regionale, sia per le questioni legate al petrolio, sia per quelle riguardanti lo smaltimento dei rifiuti e il funzionamento degli inceneritori. Su entrambi i fronti la Regione ha cominciato a reagire positivamente con l’ingresso di un giovane nell’esecutivo regionale , forse la migliore scelta di Pittella, che è l’assessore Pietrantuono. Discreto, finanche timido, mai aggressivo tenace e laborioso: si è messo prima a studiare e poi ad agire. E sono usciti provvedimenti interessanti, dalla decisa opposizione alle nuove trivellazioni, al potenziamento degli organici all’Arpab, allo stop al Cova dopo lo sversamento, al piano rifiuti, un provvedimento questo di enorme importanza ma che è praticamente  passato sotto silenzio in un momento in cui l’attenzione dei giornalisti è tutta proiettata sulle candidature, ma che rappresenta una risposta ad una esigenza attesa dalla comunità e sollecitata dalle associazioni. Che cosa significa questo piano dei rifiuti? Ne parliamo con Pio Abiusi, coordinatore dell’osservatorio su abiente e legalità.Pio Abiusi

Sono anni che chiedevi l’approvazione di questo piano. Perchè ci si è messo tanto?

Nella confusione ci  si sguazza. Ricordiamoci il tour della munnezza del 2010/2012 fino al 2015 i quattro chili di rifiuti prodotti dai cittadini lucani giravano per tutta la regione e ad un certo punto abbiamo rischiato di doverli portare anche ad altre regioni. Cose dell’altro mondo! Camion che andavano su è giù per la  regione  e spese di trasporto che lievitavano. Discariche tenute male e che inquinavano e che erano diventate la terra promessa.

Oggi con l’aumento del trattamento dei rifiuti e la raccolta differenziata la situazione si è stabilizzata. In regione la differenziata ha raggiunto il 50% e se non fosse per la pecora nera, Matera che è ferma al 16% ,sarebbe potuta essere anche pari al 65%.  La corsa alle discariche da costruire si è fermata perchè la Regione  ha un piano ed è capace di dire no a nuove discariche.

quali sono i i punti forti di questa legge?

E’ la programmazione sulla base di un piano diviso un due momenti.

Il primo è stato il Piano Regionale di gestione dei rifiuti approvato il 30-12-2016 in cui da una analisi della situazione si è stabilito il fabbisogno e si è tracciato lo scenario futuro

Nel secondo, con la cosiddetta legge sui rifiuti, si sono decise la modalità di intervento per i siti inquinati partendo da un monitoraggio  a cura di Arpab con la guida di Egrib- rifiuti, acqua-; si sono individuati gli  ambiti omogenei, di norma quelli esistenti per la raccolta differenziata,  es. Alto Bradano, Ambito del Materano diviso in 3 Sub-ambiti, Ambito del Potentino diviso in due sub- ambiti, ci sono altri ambiti da individuare in uno con l’organizzazione della raccolta differenziata specie per quello che riguarda la fascia jonica ed il lagonegrese. Con questa pianificazione si pone attenzione specialmente agli impianti di trattamento dell’umido  che dovranno avere una capacità di lavorazione  massima molto piccola 15/20 tonn. tenuto conto che è stata stimata la nostra produzione di umido pari a 60 mila tonn. Io credo debba essere un po’ di più, forse 70 mila, comunque quantità irrisorie.

Il piano assorbe anche i bandi di gara per i centri comunali di raccolta per la raccolta differenziata, il potenziamento o creazione di piccoli impianti di compostaggio presso ogni comune o addirittura presso piccole strutture private si crea così un  circuito virtuoso di trattamento dei rifiuti di prossimità. Tutto questo ricrea la tradizione del compostaggio privato, la vecchia tradizione di quanto accadeva ed accade nelle nostre campagne , tutto ciò è reso possibile attraverso piccoli finanziamenti: l’autocompostaggio!

E’ un piano che sfata il sogno degli impianti di compostaggio da 120 mila tonn ed oltre ed è chiaro che per chi sognava certe cose è un amaro risveglio perchè non saranno permessi. Nella legge è previsto anche  il risanamento dei siti  inquinati da amianto e delle piccole discariche di rifiuti illecitamente abbandonati.

Insomma, su queste cose ci si è mossi finalmente

l’Ass. Pietrantuno  che è stato assistito da un dipartimento a corto di personale (in modo particolare l’ufficio  Prevenzione e controllo ambientale) è riuscito ad arrivare lì dove tutti gli altri non ce l’hanno fatta. Ha reso autosufficiente il servizio, rapportato alle esigenze della Basilicata e non delle imprese dei rifiuti. Finalmente un certo tipo di andazzo è stato stroncato. 

E’ una programmazione incardinata che prevede, comunque, la partecipazione attiva degli enti territoriali specie i comuni, se ciò accadrà tutto scorrerà liscio come l’olio. Sarà così? Ce lo auguriamo fortemente .

L’ass  Pietrantuono  ha valorizzato  quel dipartimento  malgrado quanto si voglia dire . E non è stato facile, sopratutto in un periodo nel quali gli accadimenti del COVA hanno catalizzato attenzioni e sforzi. 

Insomma, sono considerazioni importanti, se fatte da uno come Pio Abiusi che è stato sempre considerato la bestia nera di molti assessori all’ambiente. Un piano a dimensione di comunità regionale che non ha bisogno di interventi esterni. Ed è qui che deve svilupparsi il secondo tempo di questa strategia: evitare che gli inceneritori lavorino i rifiuti di altre parti d’Italia e che vecchi cementifici si ricliclino in nuovi affari. Se non si apre questo spaccato, essere virtuosi in casa propria diventa una presa per i fondelli.

intervista a cura di Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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