#SudchiamaItalia, l’urlo (pacifico) dei meridionali in Piazza Montecitorio il 21 luglio

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LIDIA LAVECCHIA

 

Non solo per il PNRR “scippo” per il Meridione, ma anche per la difesa del Sud dall’autonomia differenziata.

“Siamo stanchi” esordisce De Bonis, “di sorbirci la retorica del Nord efficiente e produttivo, quando quel modello economico ha dato prova di fare acqua da tutte le parti. Ma il Sud è stanco e non ha più intenzione di rimanere in silenzio”.

Perché al Sud ci vogliono quarant’anni per costruire una strada, mentre ad ogni legge di bilancio vediamo rifinanziare pachidermi infrastrutturali, come la Pedemontana, che risucchiano soldi (e tangenti) da decenni?

Tema caldo sulle strade materane rimane infatti la quesitone del viadotto di La Martella, nel tratto materano della Bradanica, che continua a restare chiuso con tutti i disagi che arreca a causa della precarietà dei luoghi interessati soggetti a dissesti idrogeologici. L’Anas continua a monitorare, ma senza interventi risolutivi circa l’instabilità del sito.

Il senatore Saverio De Bonis è ritornato sulla questione e denuncia la politica dei “due pesi e delle due misure” che Anas adotta in aree diverse del BelPaese: per la ”Pedemontana” milioni di euro mentre per la Bradanica solo tanto silenzio.

“Sarebbe bello se ANAS battesse un colpo” afferma il senatore del Gruppo Misto “Qualche settimana fa aveva risposto a una mia missiva assicurando che entro il 30 giugno sarebbe stato completato l’ultimo tratto della Bradanica, un’importante bretella che serve ad accelerare la viabilità della Basilicata, collegando Matera all’autostrada verso Napoli e Foggia. Siamo al 17 luglio e gli ultimi quattro chilometri del nuovo collegamento non sono ancora ultimati.”

Il senatore ha anche affermato che si è fatto promotore, assieme al senatore Gregorio De Falco, al “Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale”, alla rete dei sindaci “Recovery Sud” e a “Liberi agricoltori”, con la partecipazione dei comitati per il ritiro dell’autonomia differenziata, della manifestazione del 21 luglio ore 15 a Roma, davanti a Montecitorio, su PNRR e PAC.

#SudchiamaItalia, una manifestazione pacifica in favore del Sud.

“L’Italia riparte se riparte tutta. L’Italia cresce se cresce il Sud. Per riequilibrare il sistema bisogna unire le forze. Per questo abbiamo voluto una manifestazione congiunta. Ci ritroveremo tutti insieme mercoledì 21 luglio davanti a Montecitorio per far sentire la nostra voce sul Pnrr e sulla Politica agricola comune (Pac).” Concludono De Bonis e De Falco. Abbiamo già affrontato il tema della beffa ai danni del Sud riguardo ai fondi del Recovery più che dimezzati al Sud rispetto al previsto.  Quanto alla Pac, negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a un progressivo taglio degli aiuti agricoli diretti e quindi alla marginalizzazione degli agricoltori. Con l’ultima programmazione (2021-2027), infatti, il taglio per l’Italia sarà del 15%, ossia 6,2 miliardi in meno.

“Inevitabilmente” affermano i due senatori “ciò peserà soprattutto sulle aziende agricole e le comunità rurali del Mezzogiorno. Ma l’Eurpa non esiste senza l’agricoltura, e l’agricoltura muore se muore la Pac. E a farne le spese saranno i consumatori, in termini di qualità e salubrità”.

 

 

 

 

 

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Lidia Lavecchia

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