Che la festa di San Gerardo sia un evento capace di attrarre il doppio della popolazione residente e che per ciò deve scontare l’evidente arrivo degli ambulanti legati a questo evento straordinario è un fatto: ma che si debba confondere l’ambulantato legato alla festa con un mercato vero e proprio è un’altra cosa. Da un paio d’anni a questa parte non assistiamo più alle bancarelle di dolciumi o di frutta secca o di torrone, ai venditori di palloncini: tutte quelle cose che davano il senso della festa, occasioni ai bambini per chiedere questo o quel giocattolo, e l’occasione per le famiglie di sedersi a discutere fra un gelato, un po’ di noccioline ed una birra. Così, trasformato il senso dell’ambulantato in un arrivo non selettivo, viale Dante è diventato nei giorni della festa un vero e proprio mercato straordinario: dai vestiti, alle scarpe , alle cianfrusaglie di tutti i tipi, al pseudo antiquariato .E’ giusto questo? Per la gran parte dei cittadini non lo è, o meglio non lo è perché fatto in città e non nel tradizionale luogo in cui si fa mercato . E ovviamente essendo un mercato che dura almeno due giorni porta con sé una serie di problemi di accoglienza, ricettività, logistica ed igiene che non è facile risolvere, pur con tutta la buona volontà. Dai social si avvertono i primi fermenti e le prime proteste. Insieme al solito ricorso alla politica, come testimoniano alcuni interventi ad un post del consigliere comunale Giuseppe Giuzio che riportiamo qui sotto, tra i quali anche la risposta dell’assessore Coviello , come se far tenere il mercato fosse di sinistra e vietarlo fosse di destra. No, non è questione di posizioni, è questione di buon senso e di capacità di affrontare i problemi per tempo con regole che o non ci sono o, quando esistono, non vengono rispettate. C’è una disciplina dei mercati che in questa circostanza viene violata. E’ semplice: bastava dire che quell’evento doveva essere disciplinato come per il mercato, e cioè non farlo in città. r.r.
IL SUK DI VIALE DANTE E LA VOGLIA DI BUTTARLA IN POLITICA
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