Sul Viviani molte chiacchiere e zero fatti

0

Giovanni Benedetto

Il successo inaspettato della promozione in serie C non ha dato modo al Comune di fare scelte diverse da quella fatta  per il Viviani : un intervento urgente per consentire l’agibilità del campo per la terza serie. Ci ha messo due milioni, non poca cosa, per rendere compatibili gli impianti di illuminazione e gli spogliatoi oltre che la video sorveglianza.

Ci troviamo adesso con uno stadio che a volte fa fatica a contenere il pubblico : una capacità di  4700 spettatori, non utilizzabile per una futura serie B. La scelta di uno stadio idoneo per la serie superiore, è quindi da prendere in seria considerazione, sopratutto se si parte dal fatto che l’attuale Viviani non è appetibile per eventuali investitori  privati, situato com’è in un contesto cittadino che non permette di garantire la sicurezza pubblica, non consente l’evacuazione immediata in caso di eventi naturali imprevedibili e nemmeno un facile accesso ai tifosi per mancanza di parcheggi oltre ai disagi provocati ai residenti del posto.
Le limitazioni che presenta lo stadio, sono state oggetto di discussione di tutta la città sportiva. Analisi, suggerimenti, proposte, tentativi di prendere in mano la situazione,  ma finora , per dirla in soldoni, ” non si è cavato un ragno dal buco”.
L’assurdo che il movimento d’opinione si è messo in moto già il giorno dopo la promozione in serie C, ma di un atto ufficiale, di una proposta scritta, di una manifestazione d’interesse, di un progetto di massima o discussione in consiglio comunale non c’è  traccia alcuna.
Al momento abbiamo registrato delle esigenze che la società Potenza Calcio ha espresso verbalmente in più di un’occasione rispetto ad un’assenza di una posizione ufficiale del Comune, al di là, di una disponibilità di principio a riconoscere il problema.
Parlando di intenzioni possiamo riassumere quelle della società: il Potenza Calcio subordinera’ i suoi programmi ed investimenti in funzione delle infrastrutture che  verranno messe a disposizione da oggi a qualche anno.
La sua idea preferenziale rimane la costruzione di uno stadio, annesso un centro sportivo, per ospitare la scuola calcio e di un centro commerciale da valorizzare per recuperare gli investimenti occorrenti per la sua creazione.
Per realizzare l’idea, la Società del Potenza o una società esterna, sarebbe disponibile ad investire a patto che scelga il posto e le condizioni migliori per l’acquisto o la concessione del suolo.
Tutta la questione stadio verte su questa unica idea lanciata dal Potenza, se la paragoniamo al libro della genesi, siamo appena al primo giorno, per arrivare alla creazione dell’uomo, bisogna aspettare il sesto giorno!
Il comune procede con i piedi di piombo su questo argomento, in questi giorni farà un primo passo, incontrerà i vertici della Regione e dell’Asi per affrontare il problema del passaggio di tutte le aree di proprietà del consorzio industriale di Potenza al Comune, compresa l’area della ex Cip Zoo.
Solo dopo questo imprescindibile adempimento il Comune sarà nelle condizioni giuridiche di affrontare il tema della destinazione d’uso  d’uso delle aree liberate.
Solo dopo avere sciolto il dilemma si potrà meglio chiarire quale sarà il futuro del nuovo stadio: sarà il nuovo con fondi privati ?, sarà il nuovo con fondi pubblici o si ricorrerà al vecchio Viviani ristrutturato?

Il problema da mettere in conto è che i tempi della politica connessi a quelli della burocrazia sono lunghi ed in contrasto con le esigenze di una società privata che vuole risposte immediate e meno vincoli possibili

Condividi

Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia della sede Rai di Basilicata nata nel 1959. Collaboro col periodico di attualità e cultura, " il messo" con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari Scrivo sul periodico " Armonia" edito dall'associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.

Lascia un Commento