TARIFFE, IL VERO SCONTRO E’… SOTT’ACQUA

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Con una dialettica politica ridotta a rissa quotidiana non è facile per l’opinione pubblica raccapezzarsi su chi ha ragione e chi ha torto , anche quando da entrambe le parti ci può essere la ragione ed il torto. E’ come quando le persone arrivano allo scontro fisico, durante il quale diventa del tutto irrilevante decidere su chi ha cominciato per primo. Così che la cronaca politica ogni giorno offre spunti che dovrebbero far meditare sulla ricerca di soluzioni e invece diventano solo titoli di gossip su chi ha “menato” di più. L’aumento delle tariffe dell’acqua è uno di quegli argomenti dove i contendenti hanno entrambi ragione ed entrambi torto. L’assessore Rosa considera l’aumento un male necessario determinato dallo spaventoso deficit di A.L., cui evidentemente non basta più l’annuale ristoro da parte della Regione per le bollette che riguardano le persone prive di reddito. I consiglieri di opposizione Pittella e Cifarelli ritengono che non è questa la via per risolvere il problema e  anticipano una proposta di legge tesa a ristorare di più  l’ente gestore della distribuzione idrica. Ora che A.L sia in forte deficit non è una ipotesi ma una certezza . E che questi debiti vengano dal passato non è neanche questo in discussione. Andando a ritroso si potrebbe partire dalla sciagurata avventura di chi, pur di  svincolarsi da Acquedotto Pugliese, si è andato a cacciare in un ginepraio, per il semplice ed elementare fatto che una cosa è spalmare i costi di esercizio ( impianti di sollevamento soprattutto ) su una popolazione di tre milioni, altro è addebitarli ad una popolazione che è poco meno del venti per cento di quella pugliese. Così che da una parte non si hanno i soldi per efficientare gli impianti , dall’altro si alvora con metà della risorsa effettivamente disponibile e monetizzabile. Basti dire che la diga di Senise accumula, anche in annate da pienone, la metà della sua capienza effettiva, perché l’Eipli non procede a portare a termine la gara per la manutenzione straordinaria dell’invaso: non solo lo sfangamento ma anche opere considerate di estrema sicurezza per le popolazioni che stanno a valle. L’altro tema su cui si deve concordare è che Acquedotto Lucano non ha mai pensato a recuperare i crediti, se non quando si è visto con l’acqua alla gola: non ha una lettura elettronica, come ce l’ha l’Enel,  e la occupazione prevalente del suo management è quello di fare appalti e opere , non quella di organizzarsi per abbattere i costi, ad eccezione forse del breve periodo in cui a dirigente l’Ente c’era uno dei pochi veri tecnici di cui disponiamo e cioè Michele Vita. Questo perché la politica non ha mai chiesto i risultati di gestione e si è limitata a chiedere ubbidienza e capacità di assecondare le richieste . In questo che ci siano responsabilità forti del passato lontano e prossimo è evidente . Che poi adesso si sia provveduto ad un aumento indiscriminato, non selettivo e tale da creare grossi danni ad alcune categorie ( vedi alberghi, vedi piscine,) è segno che si è passato da un eccesso all’altro: prima. con l’ASI che non facendo pagare il giusto e rimettendoci ogni mese sulla bolletta idrica, si è indebitato fino al collo , e adesso che si è alzata l’asticella per quelli che possono saltare ( FCA, Total, Eni,Barilal) e per quelli che non riescono manco a passare da sotto. Ecco, più che di una legge c’è bisogno di un piano dir risanamento che punti a finanziare l’adeguamento funzionale del sistema, con interventi pubblici per abbassare il costo energetico degli impianti di sollevamento e dei depurazione, un piano tariffario oculato tra chi può e non può pagare, un ammodernamento del sistema di letture, un lavoro certosino di riscossione del dovuto, una ritrattazione della tariffa di acqua all’ingrosso, una partecipazione proquota della Puglia per le spese di invasamento e di adduzione e per quelle non calcolate di salvaguardia del bene idrico che non può solo pesare sulla spalle della Basilicata. La Puglia sinora avrebbe dovuto partecipare per qualcosa come 25 milioni all’anno. Non sappiamo neanche se è tra i morosi delll’Egrib. Ma quello che sicuramente è certificato è che il prelievo per esigenze diverse da parte della Puglia è il 60 per cento del totale e una qualsiasi classe dirigente avrebbe dovuto puntare i piedi per terra per andare insieme verso una programmazione comune della risorsa idrica, con opere pensate nell’interesse generale.  Invece questa caspita di voglia di ognuno di essere padrone a casa propria, ha finito col determinare un costo esorbitante di entrambe le case. Rocco Rosa   

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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