NUOVO TERREMOTO, VECCHIE CONSIDERAZIONI

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Giampiero d'ecclesiis TERREMOTO VECCHIE CONSIDERAZIONI

giampiero d’ecclesiis

 

24 agosto 2016, 03:36:32 (UTC +02:00) ora italiana. La Sala Sismica INGV-Roma comunica che un terremoto di magnitudo Mw 6.0 è avvenuto nella provincia/zona Rieti con coordinate geografiche (lat, lon) 42.71, 13.22 ad una profondità di 4 km.

Al comunicato dell’INGV seguono dati tecnici, parametri focali, ampiezza, dati; lo guardo e provo a comprendere dal punto di vista tecnico che cosa vuol dire, cerco di immaginarmi forze in gioco, meccanismi di rottura, punti di criticità. E’ il mio lavoro.

Devo astrarmi un attimo dalle immagini che ho visto stamattina in televisione mentre mi preparavo per andare al lavoro, cerco di immaginare le problematiche di rete, le difficoltà infrastrutturali per il dispiegamento delle forze di pronto intervento, i miei colleghi saranno al lavoro già da stamattina a partire da quelle stramaledette ore 3:36:32.

Ora giustamente ci si preoccupa delle emergenze, di salvare i feriti, di cercare i superstiti e io che vivo ad alcune centinaia di chilometri dall’area di quest’ultimo terremoto mi ritrovo a pensare a cosa sarebbe se un sisma importante si riproponesse nella mia Basilicata e, francamente, tremo.

Il nostro è un paese fragile, lo dicono tutti e io come tanti, solo con un pelino di competenza in più. Un paese che non ha finito di trasformarsi geologicamente schiacciato tra Africa ed Europa dalla tettonica e soggetto già all’azione della gravità che, inesorabilmente, cerca di riportare tutto al livello del mare erodendo montagne, facendo franare pendii, incidendo valli.

In questo contesto dinamico la nostra meravigliosa civiltà, nel corso dei millenni, ha scritto le sue pagine incastonando castelli, chiese, borghi antichi e man mano che lo sviluppo lo ha richiesto, strade, aeroporti, aree industriali, nuove edilizie.

Il dilemma è complesso, ad ogni terremoto si ascoltano sempre le stesse osservazioni: i centri storici antichi non adeguati, la speculazione, le furberie, gli intrallazzi ma tutto questo altro non è che una goccia, siamo una pulce sul dorso di un elefante e, purtroppo, questa circostanza ci rende fragili.

Consolidare: questa è la parola chiave che spesso viene usata in queste occasioni.

In Italia esistono 7.998 comuni; la densità di popolazione di oltre 200 ab/kmq rispetto agli altri paesi europei è tra le più alte, solo la Germania e il Regno Unito hanno un densità di popolazione di poco maggiore della nostra, la Francia ha una densità di 121 ab/Kmq, Spagna e Grecia ancora meno.

A fronte di questa distribuzione della popolazione rispetto al resto dei paesi UE l’Italia ha una più significativa e drammatica differenza, che risalta in maniera evidente osservando la Carta del Rischio Sismico Europeo (European Seismici Hazard Map).

L’immagine è impietosa e non da margini di interpretazione: mentre nel centro-Nord Europa il rischio sismico è bassissimo se non del tutto nullo, Italia e Grecia detengono il primato del rischio con la differenza che il patrimonio edilizio italiano è di gran lungo più consistente di quello greco e quindi la situazione italiana di gran lunga più fragile.

 

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Carta del Rischio Sismico Europeo (European Seismici Hazard Map)

Il patrimonio immobiliare italiano è il più vecchio d’Europa e comincia a presentare i segni del tempo in modo sempre più evidente. Il 5% degli immobili necessita di veri e propri interventi urgenti, mentre il 40% richiede interventi di manutenzione straordinaria.

Nuova immagine (8)

Nuova immagine (9)Come è possibile osservare dalle tabelle sopra riportate, estratte da “LA RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE DEL PATRIMONIO EDILIZIO” a cura del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è evidente che, date le tipologie edilizie, una parte estremamente consistente del patrimonio immobiliare italiano è a forte rischio in caso di sisma.

A cosa portano le mie considerazioni?

Portano alla valutazione che in Europa c’è un caso Italia per troppo tempo non adeguatamente sottolineato, c’è un problema di tutela del più vasto patrimonio artistico europeo e di tutela della popolazione maggiormente esposta a rischio dell’intera Unione Europea.

Essendo la vita umana uno dei valori tutelati dalla Costituzione Italiana e anche dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea a me pare del tutto logico dedurre che sarebbe più che necessario avviare un programma vasto, ambizioso e certamente lungo di ristrutturazione del patrimonio edilizio italiano.

Certamente molte sono le altre considerazioni che andrebbero fatte, una di queste è che il patrimonio edilizio non è eterno e che non tutto merita di essere tramandato ai posteri; molti sono gli edifici esistenti che potrebbero convenientemente essere demoliti e ricostruiti con tipologie più moderne, così come accade in molte altre parti del mondo.

Basterebbe trovare il modo di rendere tale attività di rinnovo del patrimonio edilizio conveniente, sostenendo questa pratica che consentirebbe di sostituire via via gli edifici degli ani ‘40, ‘50, ‘60, ’70 che non hanno un particolare pregio storico o architettonico, ristrutturando il patrimonio edilizio.

Occorrerebbero amministratori lungimiranti.

In attesa del prossimo terremoto restiamo tutti sgomenti per i lutti e le sofferenze dei nostri vicini del centro Italia e preoccupati e angosciati dalla consapevolezza che, prima o poi, toccherà ancora a noi.

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Sull' Autore

Giampiero D'Ecclesiis (Miles Algo) è un geologo. Forse anche per questo riesce ad amare la profondità dei luoghi e della terra. Poeta e scrittore pubblica i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla pagina Facebook e sul suo blog. Nel 2008 presenta un libro di sue poesie dal titolo “Fantasmi Riflessi” cui segue, nel 2009, il suo primo lavoro narrativo “Vota Antonio, Viaggio semiserio in una campagna elettorale del 2009” (Arduino Sacco Editore). Nel 2012 per la collana “Scritture in metamorfosi” curata dall’Associazione culturale LucaniArt, pubblica una silloge di poesie dal titolo “Graffi nell’anima”. Con il suo racconto “150° Unità d’Italia – 20 luglio 1915, Isonzo” vince il primo premio della sezione Narrativa adulti del 1° Concorso letterario Nazionale “Premio Carolina D'Araio” e, sempre nella stessa occasione, con la poesia “Salendo al paese” il terzo premio della sezione Poesia adulti. Pubblica “Due avventure di Giovacchino Zaccana viaggiatore” in una raccolta di racconti editi dalla casa editrice Pagine nella collana “Nuovi autori contemporanei”. Nel 2014 pubblica il libro “Ipnotiche oscillazioni ed altre storie” Edizioni Universosud cui segue, nel 2015 sempre con la Casa Editrice UniversoSud, il libro di racconti “Giovacchino Zaccana – Appunti disordinati di viaggio”. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. E’ curioso, irriverente. Odia ed ama la politica. Preferisce quella di prossimità. E’ capace di animare eventi complessi quando la letteratura, la musica, il teatro e la poesia possono restituire una occasione anche ai luoghi che vive. Così ha fatto rendendosi ‘testimonial’ del bisogno di spazi verdi fruibili nella sua amata Potenza, di luoghi da sottrarre all’amianto, all’incuria e all’abbandono.

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