TINGOLA PER MARCELLO

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Nel premettere che da tempo coltivo una sincera amicizia con Marcello Pittella, amicizia che è nata quando da Sindaco di Lauria sposò in pieno il progetto sul “ Dopo di Noi” e lo rese un esempio di efficacia, anticipando una legislazione nazionale che sulla questione arriverà dopo dieci anni, ho la speranza che il lettore, nel prosieguo dell’articolo, possa dare credito al mio tentativo di essere imparziale ed obiettivo, cosa che mi incombe per l’obbligo di fedeltà al mio ruolo. La mia impressione è che la Magistratura abbia calcato la mano sulle misure cautelari , del tutto indifferente alle conseguenze che una non chiarita situazione può determinare  nella preparazione e nello svolgimento della campagna elettorale.  I tempi ed i modi in cui questa vicenda si snoda, lasciano pensare che in fondo l’obiettivo sia proprio quello di dare una svolta alla guida della regione, e ad alimentare il dubbio concorre proprio una frase scritta nella richiesta di misure cautelari ed avallata dal Gip secondo cui l’annuncio dato da Pittella sulla sua volontà a ricandidarsi costituisce esso stesso un pericolo sulla possibile reiterazione del reato. Una aberrazione sul piano giuridico che parte dalla assunzione di una colpevolezza di cui non vi è prova alcuna e su cui nessun Tribunale si è espresso.  Altre volte , la Magistratura lucana, quella potentina in particolare, ha dimostrato , fatti alla mano, di aver aspettato mesi prima di procedere, proprio per non alterare il corretto svolgimento delle elezioni, così come altre volte , per evitare cattive interpretazioni, i giudici stessi, a tutti i livelli, persino a quelli della Consulta, hanno accelerato la discussione, o l’emissione delle sentenze o  il deposito delle motivazioni, per consentire il rispetto di alcune scadenze che potevano interferire con la dinamica politica italiana. Nel merito , sarò altrettanto esplicito, avendo dalla mia  i capelli bianchi , una lunga esperienza di amministrazione e , per alcuni decenni anche una esperienza di servitore della mia città. Le raccomandazioni ci sono sempre state, da quando io indossavo i calzoni corti. C’era una tacita intesa tra i politici e gli amministratori che esse non travalicassero il diritto ma fossero una specie di attestato di sensibilità del politico verso la persona che si era rivolto a lui e non interferiva nella correttezza delle procedure. Questo perché il dirigente o l’amministratore era ed è chiamato per ruolo a difendere la legalità e nessuna cosa poteva passare al di sopra della legge. Puntualmente arrivava una risposta “ Sig. Ministro , o caro Onorevole, o carissimo Sindaco in esito alla Sua segnalazione le comunico che il dr…ha riportato la votazione di …, non superando la prova. Ad una migliore occasione per servirLa.”. Ebbene, sono da venti anni che questa barriera è saltata, perchè a) si è persa una cultura di governo b) le regioni si sono mostrate più fameliche e spregiudicate dello Stato c) molti dirigenti, nominati per fiducia, pur di continuare ad avanzare di carriera, hanno abbassato le mutande della dignità. Chi è dunque il deux ex machina?    Un dirigente, un amministratore, un funzionario  che fa crollare la diga tra politica ed amministrazione , percependone il tornaconto in termini di carriera e potere, oppure il politico che non raddrizza la barca, sapendola che dal lato della moralità perde peso ?. Dal punto di vista giuridico la questione può essere discutibile, da quello politico ed elettorale la questione riguarda i cittadini e la loro capacità di giudicare le persone, il loro operato, eventualmente, di rispedire a casa chi non ha saputo interpretare le esigenze di pulizia che la gente richiedeva da vent’anni a questa parte.  E Pittella merita di essere giudicato per le cose buone che ha fatto e anche per queste omissioni o promesse inevase, ma non di pagare per tutti perché è il fesso rimasto col cerino in mano e , una volta seppellito un protagonista politico, il sistema può continuare all’insegna del “ nuovo giro, nuovo vincitore”, stesse regole e facce diverse. Tanto per essere più esplicito: chi conosce la procedura dei Concorsi sa che nella sanità un solo membro è designato dalla regione e tre membri sono invece sorteggiati dalle Asl, una settimana prima delle prove. Il sorteggio è pubblico. Ebbene, se la prassi è il sorteggio pubblico, come si fa con tre estranei a prevedere addirittura  liste verdi, o blu o rosse?  E dunque, riportiamo serenità nella questione cercando di far trionfare la giustizia, come espressione di imparzialità, di equilibrio, di non indulgenza verso forme di accanimento. Se a questo aggiungiamo che nessuno, ma proprio nessuno, ha colto l’occasione per  dire pubblicamente che cosa ,a suo parere bisogna cambiare e come far rispettare le regole concorsuali, per assicurare trasparenza , meritocrazia e legalità nei concorsi  a livello locale ( non a caso ho suggerito di tornare ai concorsi nazionali), allora siamo al terzo indizio.  E tre indizi valgono se non una prova, almeno…un interrogativo. Rocco Rosa 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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