C’è il rischio concreto che le dimissioni di Polese non aprano la strada verso un chiarimento ed un rilancio del partito a livello regionale ma verso una nuova stagione di polemiche e di contrasti interni. C’è il rischio che il tutto si giochi su nuovi posizionamenti romani con relativi premi al vincitore di stagione. Se è vero che Polese non è il solo responsabile, dovrebbe essere logico che nessuno che abbia avuto voce in capitolo in questi anni aspiri a succedergli . Dopo il naufragio della nave litigare a chi guida la scialuppa calata per il salvataggio sarebbe una cosa ad un tempo stesso patetica e ridicola. Qui ci sono da fare alcune operazioni, così forti da costituire veramente la premessa per un rilancio. La prima è una operazione di raccordo tra le espressioni più autentiche delle realtà locali, nell’idea che è solo dalla movimentazione della base che possono individuarsi nuove energie; la seconda è nominare un Commissario che sia persona tutta estranea al Pd regionale, o perchè scelto da fuori o perchè scelto all’interno in quel collateralismo associativo che è equidistante da persone e correnti. Questo sempre nella fortunata ipotesi che a Roma si continui ad andare tutti assieme , prendendo quel 24 per cento non come un trampolino per lanciarsi nel vuoto ma come un gradino per risalire giorno dopo giorno. Nel caso invece che si profilasse la spaccatura tra chi vede in prospettiva un accordo con i cinque stelle e chi invece guarda piuttosto ad una componente di centro, allora in basilicata si avrebbe una ennesima conta tra renziani e sinistra Pd: da un lato una formazione compatta su una parte di territorio, capace anche di votare da sola il suo rappresentante al Senato, dall’altra una serie di personaggi in frenetica ricerca del piccolo spicchio di sole rimasto. L’uscita di Speranza a favore di un accordo con i cinque stelle, in verità mira a far uscire Renzi allo scoperto. Altro che spirito unitario, è ancora una volta la fuga in avanti di chi da sempre pianifica la propria carriera, incurante di passare da una sponda all’altra. Il vero fatto nuovo, cui bisogna prestare attenzione, è che la sinistra lucana che si è ritrovata intorno al prof. Tramutoli, e che non ha voluto fare apparentamenti con nessuno, è , volente o nolente, il vero nuovo punto di riferimento e allo stesso tempo il probabile rottamatore di tutti i personaggi cui abbiamo accennato. Perchè in quell’ esperimento c’è stata una scintilla che ha acceso un fuoco destinato a durare. Rocco Rosa
TRAMUTOLI NON E’ UN FUOCO DI PAGLIA
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