Il professore in piazza per un arrivederci

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Giovanni Benedetto

 

Non ho mai visto ritornare su un palco un candidato a sindaco di Potenza tre giorni dopo una sconfitta elettorale.

Il professore Tramutoli l’ha fatto ieri sera a piazza Pignatari insieme a tutta  la sua squadra per festeggiare la sua vittoria e ringraziare pubblicamente i 16028 elettori che gli hanno dato fiducia.

Il Professore, come nel suo stile, ha usato toni pacati senza alterazione della voce e, con un volto a tratti  segnato dall’emozione ,si é  rivolto al suo pubblico come in campagna elettorale, per ringraziarlo di questa straordinaria e avvincente esperienza, da lui considerata  il punto di partenza per un cammino di crescita.

Un’esperienza che nel suo breve percorso ha fatto incontrare tanta gente, convinta che solo da un rinnovamento morale e valoriale si può tornare a costruire un futuro per questi nostri territori, soggiogati da una politica che aveva perso idealità e riferimenti valoriali per ridursi alla gestione  del potere per il potere.

Secondo il professore la classe politica che governerà  la città è partita già col piede sbagliato, perchè il nuovo si è già coperto di vecchio,  per la commistione con  liste trasversali o la presenza di transfughi del centrosinistra, compreso qualche assessore.

Il terreno di confronto con la nuova giunta sarà  su temi importanti non chiariti né sviluppati in campagna elettorale: l’eolico selvaggio, le cinque autorizzazioni dei pozzi petroliferi nel potentino, oltre al lavoro e al rientro dei giovani dalle città del centro-nord.

La nuova amministrazione dovrà  affrontare tutti i problemi derivanti dal federalismo fiscale e dell’autonomia differenziati e abituarsi a fare i conti con la spesa storica o invarianza di spesa o quant’altro, concetti che tra non molto entreranno nel linguaggio comune e che una volta entrati a regime serviranno a drenare finanziamenti al sud a beneficio delle regioni più  ricche al nord.

Secondo il professori sono indicatori, come pure la Flat tax, che dimostrano come stanno consegnando  alla peggiore destra le sorti delle nostre comunità.

Per porre un argine bisogna ritornare ad organizzare la partecipazione dei cittadini nei luoghi deputati alla discussione, al confronto per promuovere la solidarietà anziché  ricorrere all’odio contro il nemico di turno per distrarre i cittadini dai problemi che più  l’affliggono.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Ho scritto articoli diffusi dai quotidiani la nuova e il quotidiano, inerenti la storia della ricezione dei segnali televisivi in Basilicata dal 1954 ad oggi e la storia della sede Rai di Basilicata nata nel 1959. Collaboro col periodico di attualità e cultura, " il messo" con sede redazionale ad Albano di Lucania e diretto da Gianni Molinari Scrivo sul periodico " Armonia" edito dall'associazione Rai Senior, un bimestrale nazionale destinato a tutti i dipendenti della Rai.

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