Intervista a Domingos Ailton Ribeiro de Carvalho assessore alla cultura e turismo della città brasiliana meta del pionerismo trecchinese dell’800

di Martina Marotta
Oggi ho l’onore di colloquiare con il professore Domingo Ailton Ribeiro de Carvalho *, scrittore, giornalista ma anche assessore alla cultura ed al turismo del comune di Jequiè, città che è fortemente legata, per le proprie origini, alla Basilicata, in particolar modo a Trecchina.

DOMINGOS
Infatti nell’ultimo ventennio del 1800 arrivarono e si stabilirono lungo le rive del Rio das Contas i primi lucani provenienti da Trecchina. José Rotondano, Josè Niella e poco dopo Carlos Marotta. Chiamati dai primi Trecchinesi ne giunsero altri e poi altri ancora tanto che dopo pochi anni , quello che era poco più che una fazenda cominciava a diventare una cittadina e negli anni man mano è cresciuta fino ai nostri giorni con una popolazione che si avvicina a 200,000 abitanti. Sono stati centinaia e centinaia i Trecchinesi che negli anni hanno lavorato in Brasile, in Bahia ma in particolar modo a Jequiè. Anche in altri paesi limitrofi genti di di Trecchina, Feira de Santana, Miguel Calmon, Jacobina, e in Salvador, Capitale dello stato Bahiano. Al momento sono oltre 50 le famiglie di Trecchinesi in Jequiè, sono i nipoti ed i pronipoti di quelli che furono i pionieri di fine ‘800. Sono a tutti gli effetti Brasiliani, che hanno le loro attività economiche, le loro professioni e che, come Brasiliani di origine italiane, vivono per contribuire allo sviluppo della propria città e della propria nazione. Ma nella loro mente c’è sempre il bisogno di riscoprire le origini, di sapere della storia della propria famiglia, dei propri nonni e bisnonni. Quanto sono importanti, assessore, tutt’ora gli italiani per Jequié e per la vita economica di Jequiè? All’epoca fu Casa Confiança a dare un grandissimo impulso alla economia locale, adesso cosa spinge l’economia locale e quanto contribuiscono i Trecchinesi e gli italiani a questa crescita economica?
“Gli italiani hanno lasciato a Jequié un grande esempio per le generazioni attuali e future: imprenditorialità, una parola che non era nella vita di tutti i giorni alla fine del XIX secolo, ma di cui gli immigrati arrivati dall’Italia nell’entroterra di Jequié mostravano nella pratica la sua essenza. Erano imprenditori di successo in un luogo dell’interno di Bahia ancora in formazione e non solo si svilupparono, ma fecdero crescere anche la nostra regione.
Casa Confiança e i suoi partner necessitano di essere studiati ancora meglio per la proiezione che ha segnato la nostra storia. Oggi Jequié vive un’economiadiversificata con l’industria, il commercio, l’agricoltura, l’allevamento e il settore dei servizi, che ha visto un’enorme crescita. Poiché il comune si trova geograficamente in una zona strategica di Bahia, poiché è vicino al sud di Bahia, alla Chapada Diamantina, alla regione di Vitória da Conquista e relativamente vicino a Feira de Santana e alla capitale di Bahia, attraversato da due importanti BRS e con un’enorme biodiversità formata dalla Foresta Atlantica, Caatinga e Mata de Cipó, con importanti fonti d’acqua, come i fiumi Contas e Preto do Criciúma, rende la nostra terra un luogo privilegiato per diverse attività economiche. I discendenti degli italiani sono presenti in molte di queste zone e hanno sicuramente contribuito allo sviluppo locale odierno.”
Una storia ultra centenaria lega l’Italia e il Brasile, Trecchina e Jequié. Quanto è importante preservare questo legame e portare avanti sempre più iniziative che celebrano questa unione? Il recupero della memoria e delle vicende storiche è molto importante, come lo è raccontare i fatti con la certezza delle date e dei fatti. La ricostruzione storico – sociale di una area geografica, di un pooolo, di una città affonda sempre le radici nella documentazione e nella certezza dei fatti. “Ha un’importanza immensa. La memoria è il patrimonio culturale di un popolo. E ciò che non si registra è perduto. Carlos Marotta ha avuto una visione straordinaria quando ha preso da Jequié, al suo ritorno in Italia, due bauli con documenti e fotografie rilevanti del periodo in cui ha vissuto nella nostra terra. Ciò permette di ricostruire una parte significativa della nostra storia. Per Jequié e Trecchina, città gemellate, promuovere azioni che possano recuperare le nostre radici storiche è l’incontro con l’eredità dei nostri antenati. In questo senso intendiamo costituire un gruppo di studio sull’emigrazione italiana a Jequié; con monografie, dissertazioni e tesi sull’argomento sono disponibili sulla pagina del Cedoc Lindolfo Rocha; Il Festival Letterario Internazionale 2025 del Sertão de Jequié – Felisquié onorerà la Colonia Italiana a Jequié e gli scrittori Jequiéense di origine italiana. Inoltre, intendiamo stimolare il turismo portando i turisti italiani a conoscere la storia e le bellezze naturali di Jequié in modo che i Jequieenses possano scoprire i monumenti storici d’Italia. Per questo scambio turistico-culturale abbiamo già il sostegno del geologo e scrittore italiano Carmine Marotta.”
Lei è l’assessore al turismo del comune di Jequié, come racconterebbe la città e le sue bellezze, le sue bellezze naturali, le sue tradizioni, il suo cibo tradizionale, a chi non è mai stato in Brasile o in
Jequiè ?
“Jequié è il fascino dell’incontro tra l’entroterra e la foresta. Ecco la Caatiinga, un bioma unico in Brasile, dove anche con il caldo soffocante e il sole intenso, cactus e alberi resistono senza perdere il loro colore verde. Anche nella solidarietà nel deserto del Catingueiro, il mandacaru resta verde, così come resistono
di un verde esuberante, i sisais, i croás e gli xiquexiques. In mezzo alla siccità che devasta l’entroterra e alle spine che circondano queste orchidee, appare sempre un fiore che abbellisce la vita. Le foglie e i fiori
della Caatinga emanano un aroma delizioso. Anche la Caatinga ha tante storie. Nell’entroterra di Jequié
visse la prima donna che si unì al cangaço, Anésia Cauaçu, che ho trasformato in un romanzo storico.
Pedra Santa e Mirante da Sereia svelano un panorama incantevole. Specchio d’acqua di oltre 80 km, più
grande della baia di Guanabara, il lago Barragem da Pedra circonda l’entroterra e ricorda la famosa frase
di Antônio Conselheiro “l’entroterra si trasformerà in mare”. Jequié ha la Foresta Atlantica, il limite della
foresta di questa foresta immensa e diversificata; Aree rappresentative della Foresta Atlantica con alberi
di latifoglie come il cedro, il jarandá di Bahia, l’ipês giallo, rosa e bianco, viti e molte altre specie abbelliscono il bioma, che presenta anche alte montagne, cascate e cascate. Jequié è il secondo comune
per diversità di specie di uccelli, come il gravatazeiro, una specie endemica di Mata de Cipó. Promuoviamo la migliore festa di giugno a Bahia con il “Trezenário de Santo Antônio”, santo patrono di Jequié e il più grande São da Bahia, che è il santo patrono di Jequié. Abbiamo una cucina molto ricca con pirão de leche con carne arrosto, escondidinho, feijoada, sarapel, mocofato, cocadas, dolci al latte e umbu, caruru, vatapá, acarajé, abará e molte altre prelibatezze.”
Cosa vuol dire di importante agli italiani ed ai lucani Trecchinesi in particolar modo ?
“Possiamo noi rafforzare questi legami. Invito gli italiani, in particolare i trecchinesi ed i lucani a visitare Jequié e a partecipare ad attività di ecoturismo, turismo di birdwatching, turismo rurale, turismo d’avventura, turismo religioso, turismo di eventi, turismo d’affari e turismo culturale. Abbiamo le braccia aperte per accogliervi tutti e sicuramente vivere qui in questo incontro tra l’entroterra e la foresta sarà un’esperienza indimenticabile.”
Grazie, assessore, vedrà che saranno tanti i Trecchinesi ed i lucani che verranno in Jequiè a rivivere le sensazioni che vissero i loro avi quando giunsero qui, speranzosi, ma anche sicuri di potercela fare in modo da poter dire a tutti “noi ce l’abbiamo fatta”. Grazie Assessore. Ci incontreremo in Jequiè in Rua Trecchina o in Rua Carlos Marotta.
Le foto a colori sono state fornite dall’assessore Domingos Domingos Ailton Ribeiro de Carvalho. La foto in B/N è tratta dal libro Casa Confiança di Carlos e Carmine Marotta (Attucci editrice) * Nota 1 – Domingos Ailton Ribeiro de Carvalho è nato il 24 maggio 1970 a Jequié, nell’entroterra di Bahia. Membro fondatore dell’Academia de Letras de Jequié – ALJ, è il più giovane accademico tra i nomi attuali che compongono l’ALJ ed è stato uno dei più giovani in Brasile e nel mondo ad entrare in un’Accademia di Lettere. Laureato in Lettere, specialista in Letteratura e Insegnamento della Letteratura presso l’UESB e master in Memoria Sociale nei Documenti presso l’Università di Rio de Janeiro – UNIRIO. È stato professore presso l’UNEB e l’UESB e un professore effettivo presso la Rete educativa statale di Bahia. Attualmente è Segretario della Cultura e del Turismo presso la Città di Jequié, Bahia. Numerose le sue pubblicazioni: all’età di sei anni scrisse il suo primo racconto, Pedro Januário de Freitas (inedito). È autore del racconto Pura (1987), del romanzo O Fogo do Povo (1991), del saggio Figuras Típicas e Religiosidade Popular de Jequié (2005) e dei romanzi Anésia Cauaçu (2011) e Antônio Burokô (2015) e coautore dei libri Jequié – Poesia e Prosa (1992), Jequié – 100 anni di Poesia e Prosa (1992), Percorsi della Memoria – Costruzioni dell’Immaginario Nazionale (2000) Frammenti di Memoria di Vitória da Conquista, Jequié e Regione (2001) Lettera al Presidente (2010) e (2012) e Jequié – Sol, Histórias e Charms (2014) e il Minidizionario O que a Galera Fala (2007). Ha scritto molti videodocumentari di ecologia e turismo.