TRENI NUOVI E POLITICA VECCHIA

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Sulle infrastrutture ferroviarie il Governo regionale sembra aver scelto la strada dell’efficientamento sostanziale dei servizi esistenti e di collegamenti più veloci  Taranto –Roma.  Su tutto il resto prudenza, persino lessicale. Oggi, parlando del treno che la Regione ha acquistato per metterlo a disposizione dello Ferovie dello Stato, l’assessore Benedetto ha parlato del miglioramento della linea Taranto- Ferrandina- Potenza-Roma, dove Ferrandina è stata messa aggiuntivamente , quasi a far capire che sulla Matera –Ferrandina il Governo non esclude ma non s’impegna, quasi s dire che  se il Governo vuole essere munifico, ben vengail finanziamento, ma per noi le priorità sono altre, le confermiamo e le portiamo avanti. In effetti se per la realizzazione di una bretella di collegamento dobbiamo spendere dei soldi il cui ritorno economico è prossimo allo zero, allora conviene dar sotto alle altre priorità, a cominciare dalla velocizzazione sostanziale dell’intera linea Taranto- Roma. Anche perché , al di là delle questioni di principio che sono belle di per sé ma che non sempre fanno gli interessi generali, Matera è già meglio collegata con l’Italia di quanto non lo siano altre realtà, perché fra poco tempo ci sarà un’autostrada che porta a Bari in venti minuti e il cittadino dei Sassi , imprenditore o utente individuale, deve solo scegliere tra alta velocità , servizi aerei o quelli marittimi . Quello che colpisce in questa vicenda è la debolezza delle posizioni del M5S che si è messa a sbandierare la Matera-Ferrandina come una battaglia di civiltà, senza sapere né dove porta, né cosa comporta. Vogliamo spendere altri duecento milioni di euro per dire che Matera è collegata alle Ferrovie dello Stato e basta? Ed è questo il peso  specifico di quanti si apprestano a governare l’Italia ?  Si può capire che parte di quella classe dirigente che aveva puntato  sulla Matera Ferrandina in tempi in cui quella scelta aveva un senso oggi chiedano che non rimangano intestatari di un fallimento; ma che una classe nuova che dovrebbe puntare alla moralizzazione della politica, all’utilizzo responsabile dei soldi pubblici, allo sviluppo dei territori, si metta a fare una battaglia di retroguardia, non si capisce. Due le spiegazioni: o è vecchia politica quella di chi pone un obiettivo sapendo che non lo si otterrà , ma in compenso ci ha fatto una bella figura, oppure è la nuova politica di chi per il solo fatto di aver saputo cavalcare la sfiducia della gente si sente in grado di saper fare tutto.  Del resto, adesso che Del Rio arriverà con un po’ di conti  si farà chiarezza definitiva. Una cosa è certa, non pensi nessuno di cambiare le priorità a parità di soldi. Le cronache di questi dieci anni hanno parlato di un arretramento dei servizi esistenti che dire spaventoso è poco: treni sporchi, coincidenze che saltano, pericolosità che aumenta, stazioni che vengono chiuse, operai che scarseggiano, in nome di una economicità che esclude il Sud a priori. Pochi passeggeri, poche città grandi da servire, insieme allo spopolamento c’è la spoliazione di servizi e strutture . Se il nuovo deve essere qualcosa che costa e non serve, è meglio far funzionare al massimo quello che è sinora servito. Il Sud ha bisogno di una grande manutenzione straordinaria, nella quale il lavoro torni ad essere l’investimento principale. Anas, Ferrovie debbono rimpinguare notevolmente i capitoli della manutenzione, della pulizia, della sicurezza, della vigilanza, dei servizi ai cittadini , ove tutto questo significa nuove possibilità di lavoro. Se si vuol essere riconoscentia commesse aleatorie. Giuseppe Digilio

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