MARATEA-MONTAGNA: UNA GIORNATA AL COCCOVELLO

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CARMINE MAROTTA

CARMINE MAROTTA

Il monte più carsificato della Basilicata è spesso meta di escursioni da parte di amanti della montagna. In estate si incontrano altre persone che, in gruppo o singolarmente, affrontano le asperità del Coccovello per godere non solo di un panorama mozzafiato a 360 gradi ma anche per toccare con mano stupende morfologie carsiche superficiali che creano un paesaggio unico in Europa. La montagna può essere “affrontata” da più parti con una serie di itinerari che ci danno sempre la possibilità di arrivare in cima a quota 1512 per godere di stupende “immagini cartolina” in qualsiasi direzione volgiamo i nostri occhi. La scelta dell’itinerario dipende molto dal tempo disCOCCOVELLO COPERTINAponibile, dal luogo di partenza, dalla disponibilità di un’auto, da cosa si vuol vedere. Si può partire dalla Dolina di Patricello e tornare alla Dolina di Patricello dopo aver fatto una escursione “geomorfologica” alla scoperta delle doline del Coccovello partendo da quella più famosa dalla quale l’acqua entra nel bacino sotterraneo del monte per fuoriuscire alla Grotta del Dragone ad Acquafredda di Maratea.

dolinapatricello3 dolinesommitali dolinesommitali dolinesommitali1 dolinesommitali2 Altra “bella ed impegnativa passeggiata” che possiamo affrontare è quella che ci vede partire da Acquafreddda di Maratea. Questa escursione impegna l’intera giornata ed è per persone che hanno una ottima esperienza di camminate in montagna. L’ascesa è abbastanza impegnativa e va affrontata distribuendo in maniera equilibrata le proprie forze. Sul monte non vi sono sorgenti per cui bisogna assolutamente portare con se acqua per l’intera giornata secondo le proprie esigenze. Una breve sosta prima di riprendere l’ascesa. Una volta raggiunta la località Acquafredda di Maratea si lascia l’auto nel parcheggio della stazione ferroviaria. Appena fuori dalle case iniziamo l’ascesa al Coccovello costeggiando il Canalone degli Zingari. Un sentiero abbastanza marcato perché utilizzato molto nel passato, e, qualche volta, ancora oggi, da pastori che conducono gli animali verso pascoli più alti. Si arriva, dopo circa un’ora di cammino, in località I Pozzi a circa 700 metri di quota. Qui ci sono alcune case abbandonate, usate in passato dai pastori in estate. Al lato di una di questa un pozzo con acqua piovana di cui non è certa la potabilità perché ristagna per mesi. Le possibilità di prosecuzione sono due: ambedue i percorsi richiedono qualche ora di tempo per raggiungere la vetta. Il primo ci condurrà verso Serra del Tuono per poi effettuare un’ascensione diretta verso la cima. L’alternativa è l’ascensione dalla località i Pozzi direttamente verso la vetta. Effettivamente la seconda strada, quella diretta, richiede non poche doti di escursionismoEscursioniSulCoccovello montano ed una buona esperienza nella scelta dei sentieri. Siamo qui a poco più di 700 metri di quota e dobbiamo risalirne altri 800, circa, di dislivello. Bisognerà saper sfruttare al meglio le nostre energie equilibrandole nell’ascesa. Specialmente nel periodo estivo si consiglia di raggiungere la cima del monte in orari in cui il sole è ancora basso. Il sole sorge dal lato opposto del percorso che stiamo facendo, quindi prima che si alzi sulla nostra testa ci vorrà qualche ora e sarà meglio sfruttare questi momenti per salire al fresco. Sarà bene partire da Acquafredda all’alba, o meglio, un’ora prima dell’alba. Nel periodo invernale o autunnale, considerando che le giornate sono più corte sconsiglio questa ascesa, il tempo potrebbe non essere sufficiente per rientrare con la luce naturale. E’ sempre bene, anche d’estate, mettere nello zaino una torcia a batterie. E’ un peso in più da portare sulle spalle, ma sicuramente potrà esserci d’aiuto se ci attarderemo. A circa quattro ore dalla partenza dovremmo essere in cima a quota 1512. Di qui, se il cielo è libero da nuvole e foschie, potremo gustarci uno spettacolare panorama del Golfo di Policastro: da capo Palinuro, in Campania, all’Isola di Cirella in Calabria. Da nord verso sud: Capo Palinuro, Palinuro, Scario, Policastro, Vibonati, Capitello, Sapri, i ripidi costoni a picco sul mare di Acquafredda di Maratea, le spiaggette di Maratea, il Redentore che, sul Monte San Biagio, domina l’intero Golfo, la costa di Marina di Maratea e l’Isola di Santo Janni, e poi la lunga spiaggia di Tortora, Aieta e Praia a Mare con l’Isola di Dino a poca distanza da Fiuzzi, continuando ancora verso sud si vede il promontorio di San Nicola Arcella e dietro a questo, in lontananza, di fronte a lunghe distese di sabbia, l’isola di Cirella. Nelle giornate particolarmente terse, muniti di un buon binocolo, non è difficile scorgere il vulcano di Stromboli. Guardando verso Nord – Ovest si vedrà il Monte Bulgheria mentre verso  Nord – Est il Monte Sirino che, con i suoi 2000 metri d’altitudine, domina l’intera Valle del Noce. Ad Est il Monte Alpi e più a sud il Massiccio del Pollino. A sud del Monte Coccovello il Graben di Parrutta inciso dal Fiume Noce ed i Monti di Trecchina. Che panorama !!! Il meritato riposo per qualche minuto e subito in cammino per raggiungere la cima opposta a 1267 metri di quota. Ci incamminiamo lungo la dorsale del monte in direzione Est attraversando un’innumerevole serie di depressioni: sono le doline, frutto dell’azione carsica. Doline dalle forme più svariate che hanno così tanto caratterizzato il luogo che persino la toponomastica risente della loro presenza: siamo in località “Le Fossette”. Molto belli e caratteristici sono i miniboschi accresciutisi in ognuna di esse. Tra le rocce è facile vedere gli alberi che prendono forza da questi terreni aridi, ma riccamente fertilizzati dalle terre rosse. Una volta raggiunta la cima Est un frugale pasto e di nuovo in cammino per ripercorrere a ritroso la strada fatta. Nel ritornare indietro è meglio non abbassarsi di quota lungo la fiancata nord del Coccovello. Immergendosi nei boschi si rischia di ritrovarsi, successivamente, sulle ripide pareti della zona L’Aria Antica, a Nord-Ovest. Diverrebbe, poi, estremamente rischiosa la discesa verso valle. Se abbiamo rispettato i tempi in circa 10 – 12 ore siamo di nuovo ad Acquafredda.: stanchi, molto stanchi, ma soddisfatti per aver compiuto una delle escursioni più dure sul monte più carsico della Basilicata. E’ disponibile il libro Escursioni sul Coccovello, al costo di 5 euro, in formato tascabile che contiene numerose indicazioni geomorfologiche ed escursionistiche del Monte che affascina chi ha la possibilità di conoscerlo. Allegato al libro anche una piccola piantina della zona. Comunque il consiglio è sempre quello di farsi accompagnare da guide del luogo esperte di questa realtà montana: il monte Coccovello non è una montagna facile ma ha un fascino immenso.

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Sull' Autore

Carmine Marotta

Carmine Marotta: nato a Trecchina nel 1957, vive a Prato, frequenta il Liceo “Orazio Flacco” di Lagonegro e Scienze Geologiche a Napoli, speleologo dal 1974, fondatore del Gruppo Geo-Speleo "Valle del Noce" e del Centro Europeo di Speleologia Marina, curatore del Catasto delle Grotte Naturali e delle Aree Carsiche della Basilicata dal 1987, numerosi incarichi nazionali in seno alla Società Speleologica Italiana, autore di molte pubblicazioni scientifiche di geomorfologia e speleologia. Suoi i libri per Coscile Editore: Escursioni sul Coccovello, La Grotta delle Meraviglie, Grotte della Valle del Mercure. Inoltre il volume Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata (Ed. Regione Basilicata) e altri testi su ecologia ed escursionismo in Basilicata. Studioso e ricercatore di Storia della emigrazione lucana in Brasile. Suo il libro Casa Confiança (Attucci ed.), bilingue (italiano e portoghese) sulla storia pionieristica dei lucani nello stato di Bahia in Brasile. Collabora con numerosi quotidiani e riviste regionali e nazionali con articoli di geomorfologia, geologia e speleologia. E' volontario in Croce Rossa Italiana e in Protezione Civile.

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