Questo 2017 si preannuncia in salita per la Ferrari. Sono anni che la scuderia del Cavallino non ha la strada spianata verso il titolo ma quest’anno è successo qualcosa che non doveva succedere. Hanno dichiarato legali delle soluzioni che a Maranello ritenevano illegali.
Riavvolgiamo il nastro e torniamo a quando Simone Resta aveva chiesto alla FIA se un certo tipo di sospensioni potessero essere utilizzate in gara. Si tratta di un sistema che in gergo viene chiamato «sospensioni intelligenti» che garantisce un’aderenza eccezionale alle vetture e che ha permesso, ad esempio, il gran recupero della Red Bull nel corso del 2016.
Con questo sistema si spiega come mai le vetture dei Bibitari facevano le più alte velocità di punta con un motore – il Renault ritargato Tag Heuer – che non era certo il migliore della griglia. Le vetture schiacciate al suolo nei rettilinei sviluppano una sorta di effetto suolo che diminuisce l’attrito aerodinamico e migliora le performances. Un sistema portato allo stato dell’arte anche dalla Mercedes e che invece, a Maranello, non è stato applicato.
Una soluzione del genere è al limite dell’illegalità e quando la Ferrari ha fatto ricorso era sicura che avrebbe vinto. Ma da Parigi, in spregio alla certezza del diritto, è arrivato soltanto un: «potrebbero essere dichiarate illegali». Sembrava una pietra tombale sui progetti di tedeschi e austriaci e il panico aveva già invaso il paddock. Se da Stoccarda arrivavano dichiarazioni spensierate (ma che assomigliavano ai vari «ho fiducia nella magistratura» di tutti gli inquisiti), a Milton Keynes, sede della Red Bull Racing, nessuno ha proferito parola.
Pochi giorni fa si è però tenuto un meeting a Ginevra che ha rimescolato le carte. In buona sostanza si è stabilito che la questione verrà analizzata da un’ulteriore direttiva della FIA per far chiarezza sulla questione. Da quanto riporta Motorsport.com «Verranno dichiarati legali i dispositivi che hanno solo un impatto sul fronte meccanico della monoposto, e tutto il gruppo “sospensione” deve essere chiaramente indipendente dall’assicurare un’influenza aerodinamica». Ma mascherando il meccanismo come uno scambio di energia impressa alle sospensioni, i furbetti potrebbero ancora farla franca.
Partire ad armi impari anche quest’anno sarebbe una condanna a morte per tutte le speranze ferrariste sul titolo piloti. Gli avversari hanno avuto un inverno per sviluppare questo sistema, sul quale Simone Resta (tecnico di Maranello) era sicuro la FIA si sarebbe esposta in senso nettamente contrario. Ma tra Parigi e Ginevra la scelta non è stata chiara e perciò c’è da sudare freddo.
In più il Cavallino Rampante sembra essere nei guai anche in casa propria. Giusto ieri Sebastian Vettel ha provato una versione rielaborata della SF15T per testare le gomme da bagnato prodotte dalla Pirelli. Ma è andato a muro. E in assenza di pezzi di ricambio il test è stato cancellato.
La Pirelli ha bisogno di migliorare il drenaggio delle gomme da bagnato estremo e anche le loro capacità di scaldarsi. Anche perché da quest’anno, dopo le Safety Car, le vetture partiranno dalla griglia e non più lanciate. E sulla griglia mancheranno le termocoperte che le pre-riscaldavano fino a trenta secondi dal via. Un lavoro necessario perché la differenza di prestazione tra le gomme intermedie e quelle full-wet lo scorso anno era troppo esigua, al punto da costringere Charlie Whiting a mandare in pista la SC ogni due gocce di pioggia.
Vettel però è andato a muro dopo pochi giri sul circuito di Fiorano. Non fa ben sperare quindi la performances delle nuove Pirelli, che però hanno dovuto affrontare temperature molto basse e la grande difficoltà tecnica del circuito di prova Ferrari. Ma quello che non fa ben sperare è anche la mancanza di pezzi di ricambio che la SF15T Mule (una versione “B” per simulare il carico delle nuove vetture 2017). Che potrebbe far pensare a rallentamenti nella catena di montaggio, o più verosimilmente, in quella di produzione.
Addirittura F1AnalisiTecnica.com suggerisce che la Ferrari abbia riaperto il progetto della vettura. Questo significa che, dopo le prime gare di calvario, dovrebbe arrivare un aggiornamento importante su tutta la vettura. Che potrebbe stravolgere completamente la filosofia costruttiva della nuova monoposto. Insomma, le grane sembrano non finire mai…

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