UMBERTO AMODEO E L’ASSOCIAZIONE ONLUS ” IL POZZO DELLA FARFALLA”

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Giovanni Benedetto

 

“Io vivo ormai da alcuni anni prigioniero nel mio corpo quasi avessi addosso una pesante armatura ed invece vorrei essere novella crisalide che, abbandonato l’involucro, si libera nell’aria.”
Una frase estratta da uno dei tanti scritti che Umberto Amodeo ha composto durante la lunga malattia invalidante.
Si, una malattia, quella della sclerosi amiotrofica laterale che blocca tutti i muscoli volontari: quelli che partecipano al movimento, ma anche alle funzioni vitali, come la deglutizione, la fonazione e la respirazione.
Umberto ha subito il blocco di tutte le funzioni muscolari citate, l’unico organo, oltre quelli vitali, intatto, era la lucidità del suo cervello e gli occhi, tramite i quali riusciva a comunicare con l’esterno, Anna, sua moglie, era l’interfaccia delle sue braccia, della sua voce, dei suoi pensieri.
Umberto è sempre stato lucido e i suoi scritti hanno lasciato testimonianza di come ha vissuto la prigionia del suo corpo col desiderio di liberarsi di una corazza e volare come una farfalla, la sua voglia di vita l’ha tratta dalla fede e dal calore della moglie e della sua famiglia con cui c’è stato un continuo scambio d’amore che ha aiutato vicendevolmente a vincere gli ostacoli che si presentavano quotidianamente.
L’amore, che nelle sue varie declinazioni, è  anche  sentimento di donazione all’altro, nel caso dell’assistenza quotidiana di una persona che è completamente dipendente,da solo non basta, ci vuole un sacrificio quotidiano una dedizione totale per affrontare insieme a tutta la famiglia, un caso inaspettato a cui non si era preparati.
Umberto ha denunciato la delusione di essere stato scaricato dalla società dell’efficientismo e dagli amici interessati, ma ha trovato alleanza nei nuovi amici e nella famiglia le fondamenta per dare un senso alla sua vita.

 

Banchetto raccolta fondi associazione   ” Pozzo della Farfalla”

Umberto non si è ritirato a vita privata è riuscito a trovare la forza, l’energia psicofisica per rimanere nel sociale e dare un contributo per fare dei passi intorno alla sconosciuta malattia.
Egli nel 1995 fonda la sezione Basilicata dell’Associazione Sclerosi laterale Amiotrofica per sostenere i malati e sopratutto la ricerca: una persona insufficiente per se stessa che si prodiga per gli altri, sempre col suo caratteristico sorriso espressivo e coinvolgente.
Nel settembre del 1999, poco più di vent’anni fa, Umberto sopraffatto dal terribile male lascia questo mondo terrestre per abbracciare quello celeste.
Si distacca dalla moglie Anna e dal piccolo Corrado e lascia un terreno seminato.

Un gruppo del Togo aiutato dall’associazione per le loro attività

Raccoglie i frutti molto bene il figlio Corrado che nel 2009, a dieci anni dalla sua scomparsa, segue gli insegnamenti del papà: offrirsi agli altri, quelli più bisognosi.
Decide con Domenique, un religioso che fa parte integrante della sua famiglia, di assecondare un suo desiderio: potere aiutare il suo paese, il Togo, un territorio stretto e lungo dell’Africa occidentale.
Si sono organizzati fondando l’Associazione: “Il Pozzo della Farfalla”.
La prima opera  oggetto di donazione è  stato proprio un pozzo per l’acqua, simbolo di vita.

Pozzo costruito nel Togo

A distanza di dieci anni l’Associazione è cresciuta con tante persone ed amici al seguito, ed è presente anche in Francia e Belgio e prossimamente anche nel Togo.
Sono stati realizzati tanti altri progetti uno dopo l’altro, sono stati costruiti tre pozzi, una struttura per le attività extrascolastiche e per le assemblee del villaggio, avviate alcune attività artigianali per i giovani del posto.
È in fase avanzata un prossimo progetto dell’associazione che è la costruzione di un Centro di Formazione in Togo per offrire opportunità di lavoro e autosviluppo ai giovani togonesi, lo stesso centro ospiterà la sede dell’associazione nel Tongo.
La struttura sarà dedicata a Domenico Lorusso, potentino, amico e sostenitore, ucciso a Monaco nel 2013 con una coltellata da un balordo del luogo.
Come afferma il presidente, Corrado Amodeo, la missione dell’associazione non è solo di aiutare economicamente gli abitanti del piccolo villaggio del Togo ma di rapportarsi paritariamente con le persone ” diverse” di pelle e culture tralasciando l’esaltazione dell’Io per un continuo e reciproco scambio di conoscenze con l’altro, senza certezze o pregiudizi o paure ma solo per colmare le nostre lacune, sviluppare i nostri sentimenti e arricchire il nostro spirito.

Fine seconda e ultima parte

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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