di ROCCO PESARINI
E’ morta anche Franca Valeri. Esattamente nove giorni dopo averla subissata di giusti auguri ed omaggi per il suo centesimo compleanno, abbiamo dovuto omaggiarla, tributandole l’ultimo, commosso saluto. Riposi in pace la cara Valeri.
Da anni ormai è iniziato il lento ma inesorabile conteggio di “dipartite eccellenti” di gente (musicisti, attori, scrittori, poeti) che hanno segnato le nostre vite, attraverso film, dischi, romanzi, poesie, opere d’arte.
La Valeri è l’ultima in ordine di tempo. Come dimenticare Morricone o Camilleri (vado a memoria e cito i primi due nomi che mi son venuti in mente)?
Ma il problema non è che queste grandi personalità, geni in alcuni casi, muoiano. E’ normale e fisiologico.
Il vero problema è che non si intravede un seppur minimo ricambio generazionale!
Tra 30, 40, 50 anni è quale “morte eccellente piangeremo”? A quale artista o esponente del mondo artistico, culturale o dello spettacolo dovremo tributare un doveroso omaggio? A chi???
Il tema è già stato affrontato e dibattuto tante volte. In questi anni stanno venendo meno personalità nate e formatesi, artisticamente e umanamente, in un’Italia ormai distante, lontanissima, che non esiste più e che sopravvive solo nei libri, nei documentari, nei giornali.
Il tema non è capire come e perché quella pletora di talenti e geni si sia concentrata in così pochi anni o decenni: esistono in ogni ambito le “golden age” (un po’ come è successo nella musica rock) o, come affermato da sociologi e storici, ad un periodo di oscurantismo e decadimento solitamente segue un periodo di rinascita e di splendore (accadde per il medioevo ed il rinascimento, è accaduto per la seconda guerra mondiale e per il dopoguerra e il boom economico).
Il tema è capire da cosa sia dipeso l’inaridimento, sociale, culturale, artistico, in cui sembra esser incappato il nostro Paese. Non so se siano motivazioni sociali, sociologiche o di combinazioni magiche (le famose golden age prima ricordate). Perché è da questo inaridimento che tra 20, 30, 40 anni non avremo (o non avranno, perché non è detto che io ci sia) nessuno, o quasi nessuno, cui tributare un ricordo, un omaggio, un pensiero, artistico e non.
Nella speranza e nell’attesa che ritorni una “golden age” (magari dopo questa crisi economica o dopo questa emergenza sanitaria) una domanda ora sorge spontanea: ma chi ancora c’è rimasto da omaggiare?
Una decina di nomi, a occhio e croce mi vengono, ma non li nomino volutamente per scaramanzia.
Dovessero abbandonarci anzitempo… e chi ce la fa poi a sopravvivere nell’Italia della D’Urso e della Ferragni!!!
PERCIO’ LANCIO UN APPELLO A QUEI DIECI (O FORSE PiU’) DI CUI SOPRA: NON LASCIATECI SOLI!!!!