UN CONSIGLIO REGIONALE SPOGLIATO DELLA SUA DIGNITA’

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Il discorso su chi ha ragione tra gli esponenti del Centrosinistra che parlano di un accordichcio con la total e gli esponenti della Giunta che lo considerano un successo , pur importante, è secondario rispetto al tema di come una Istituzione debba agire nel perseguimento dell’interesse comune. Ed è fuori di dubbio che balza evidente il rapporto squilibrato tra Giunta e Consiglio, dove quest’ultimo viene relegato non a luogo di elaborazione e di proposta ma a quello di ratifica. In una Istituzione che sa rispettare i ruoli e gli equilibri tra gli organi, questo problema non esiste, in quanto Costituzione e Statuto delineano ampiamente la divisione di compiti tra Esecutivo e legislativo. Però , giorno dopo giorno, e non da adesso, le competenze proprie del Consiglio sono state erose, si sono diluite fino a rendere l’aula consiliare il palco di un teatrino nel quale prima di iniziare già si sa come va a finire la commedia. In questo sono evidenti le colpe di un Presidente del Consiglio che non difendendo l’organo che rappresenta, si consegna all’irrilevanza politica, mero esecutore della volontà dell’esecutivo e per nulla capace di esaltare e valorizzare il ruolo dell’Assemblea. Chi ha avuto a che fare con presidenti del calibro di Giacomo Schettini, di Romualdo Coviello, Antonio Potenza e Mimmo Maroscia, solo per citarne alcuni , sa con quanta capacità e determinazione questi si facevano carico della rappresentanza dell’intera assemblea, minoranze comprese. Ci fosse la situazione di oggi, la Liquichimica a Mataponto sarebbe passata senza colpo ferire, anzichè dar vita alle barricate in Consiglio ,grazie alle quali si è salvato allora il futuro del metapontino e quello della Basilicata. Una vicenda come la Total, condotta all’insaputa del Consiglio e con una relazione a cose fatte, sarebbe stato uno strappo alle prerogative del consigliere, che rispetto a singole questioni ha il diritto di esprimere prima le proprie proposte, contribuendo a formare quello che si chiama indirizzo del Consiglio. Invece i consiglieri sono stati visti come persone da tenere all’oscuro, in nome di chissà quale segreto insito nelle trattative. E’ così che si persegue il bene collettivo? E’ annullando la partecipazione della minoranza dal dibattito che si onora il voto di quell’elettorato che non ha votato per i vincitori?  A me sembra di no. E se prima il tutto era spiegabile con la scarsa conoscenza che i nuovi decisori avevano dei problemi e la necessità di prendere tempo per impadronirsi della materia, adesso    questa incapacità di affrontare le questioni a viso aperto in un contraddittorio con l’opposizione non sembra una fuga dai problemi ma una pervicace volontà di annullare il confronto in nome di un pensiero unico da far prevalere. Un attacco alla democrazia perpetrato da una destra che pensa di andare avanti come un treno e che, un giorno o l’altro, rischia di infilarsi in una galleria senza uscita, e agevolato da un presidente dell’Assemblea che è del tutto inconsapevole del proprio ruolo e delle responsabilità connesse ad esso. Un problema nel problema.  ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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