UN NUOVO INIZIO DEL CENTROSINISTRA? CI VORREBBE UN MIRACOLO!

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Ancora prima della chiusura dei seggi in Sicilia, il visesegretario del Pd Martina ha lanciato il discorso di un nuovo inizio del centrosinistra, affinchè non fosse strumentalizzato come una confessione di impotenza ed una dichiarazione di sconfitta. Sconfitta che era ampiamente pronosticata perchè essa è solo la risultante di una profonda spaccatura tra la sinistra ed il pd, con due candidati che se fossero andati insieme o fossero stati sostenuti da un accordo avrebbero quanto meno salvato la faccia di una coalizione che in Sicilia non è stata mai amata. A prescindere da chi vince, tra Musumeci e Camcellieri, stamani nessuno dei due schieramenti del centrosinistra potrà uscirne fiero perchè , al di là dei numeri ad un candidato o all’altro, una politica, un partito e un ipotetico schieramento hanno dato il peggio di sè.  Oggi Renzi , Bersani, Fratoianni, Pisapia Civati si trovano di fronte ad un bivio: cancellare questo brutto film che si è visto e scrivere una nuova sceneggiatura, esattamente come scolari che si accorgono di aver fatto un brutto tema e si fanno dare un altro foglio dal prof. per cominciare daccapo , oppure cercare di aggiustare un pò qui un pò là per rabberciare al meglio la sceneggiatura, o il tema, togliendo le cose più incomprensibili . Per la prima operazione ci vuole coraggio, per la seconda basta fatalismo, rassegnazione e la solita improvvisazione di chi campa alla giornata. Ci siamo trovati un’altra volta ad assistere ad un analogo spettacolo e fu quando la Dc si trovò di fronte alla stessa scelta: rimanere uniti facendo appello alle volontà positive e alle energie migliori, magari mettendo da parte quelli che erano sempre pronti ad accendere fuochi e a saldare i conti, oppure , col cinismo proprio di chi è un navigante della politica, aspettare il vento che tira e muoversi nella direzione più utile. Allora finì esattamente con esponenti di primo piano della Dc che scelsero di continuare a darsele di santa ragione e finirono ad uno ad uno nelle reti capienti e attrattive della sinistra, pronta , grazie anche ad una Magistratura di parte, a farsi porto di tutte le navi. Adesso speriamo che non si ripeta quella esperienza, altrimenti vedremmo un Pd minoritario, cooptato fra qualche anno da Berlusconi , esattamente come Renzi ha fatto con Alfano. Che, detto tra noi, ha pagato per aver portato i suoi elettori dal centrodestra al centro sinistra. Questo per dire che la politica come mercato delle vacche, come acquisti e cessioni di di magliette, non è alla lunga vincente. Ci vuole un messaggio comprensibile e un volto definito, sia che si vinca sia che si perda. I cinque stelle stanno lì a dimostrarlo: crescono rimanendo soli. Ora è il momento in cui tutto il centrosinistra deve fare autoicritica e deve assumere decisioni importanti. C’è da salvare il Paese dall’avventura e non ci sono ragioni personali, o di gruppo  che tengano. Non so come si può fare, ma il difficile in questa operazione di coraggio, una sorta di tasso di interesse aggiunto al debito verso gli elettori del centrosinistra, è di trovare anche la maniera per essere credibili. Le parole, le tattiche, le riserve mentali , le promesse  sono tutta merce avariata. Giuseppe Digilio

 

 

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