valerio lottino
La prima partita del 2018 ha regalato ai tifosi potentini un match avvincente ed emozionante come pochi. Che sia stato dal vivo, tramite lo schermo di un computer o di uno smartphone, l’Alfredo Viviani fin dal 1° minuto è sembrato una vera e propria bolgia. La Curva Ovest in primis e il settore Distinti in secundis hanno reso la casa rossoblu un palcoscenico invidiabile anche a squadre di categoria superiore. A completare l’opera vi era la Cavese, anch’essa una nobile decaduta in attesa di risalita. Insomma gli ingredienti per respirare, almeno per un giorno, aria di calcio professionistico vi erano tutti e le attese sono state ampiamente mantenute.

foto di Giuseppe Di Tommaso
Vedere una partita come quella giocata tra i leoni e gli aquilotti, soprattutto per l’altissima posta in palio, con le due squadre scontratesi a viso aperto non è assolutamente usuale. D’altronde se c’era una squadra con maggior pressione per la vittoria questa era sicuramente la Cavese che, è bene ricordarlo, è dietro il Potenza e non poteva permettersi ulteriori passi falsi. Il pareggio per i rossoblu invece va sostanzialmente bene, nonostante l’amaro in bocca rimasto per come si era inizialmente messa la partita. Infatti una squadra che ambisce alla vittoria del campionato, non può permettersi di gestire il vantaggio iniziale in maniera superficiale. Se il primo gol è stato fortuito, il gol del momentaneo vantaggio cavese è nato da un errore di valutazione del nostro centrale Bertolo (senza nulla togliere alla prodezza del talentuoso Manzo). In un momento cruciale del match, e dell’intera stagione, certi errori difensivi dovrebbero essere evitati, soprattutto da chi è considerato un punto di forza ed esperienza della squadra. Stesso discorso vale per Diop, uno dei migliori in campo, espulso per la seconda volta in una fase delicatissima del match. Se c’è una cosa su cui deve lavorare intensamente mister Ragno è proprio questa: mantenere la concentrazione alta per tutti i 90 minuti ed evitare cali di tensione. D’ora in poi la squadra del patron Caiata affronterà 16 finali e per giocarle al meglio deve sempre sfoggiare il suo abito migliore: le assenze per squalifiche evitabili, così come errori dovuti alla scarsa concentrazione, fanno solamente male alla compagine lucana.

foto di Andrea Mattiacci
Capitolo a parte, anche se non basterebbe un libro per decantare la sua grandezza, merita il giovane trentasettenne Carlos França, in assoluto il giocatore più forte visto a Potenza negli ultimi decenni: un grande uomo, un professionista esemplare, un calciatore stratosferico. Il secondo gol stagionale in acrobazia, sempre nella stessa porta e sempre in un Viviani gremito, rimarrà per sempre impresso negli occhi degli oltre 5000 spettatori presenti sugli spalti. E’ un calciatore che è impossibile non amare e che deve essere idolatrato dai più giovani: la sua voglia di non mollare mai, il suo cuore immenso e la sua umiltà immune alle lodi che gli vengono quotidianamente tessute devono essere tramandate a chi si affaccia per le prime volte in un campo di calcio. Mai un’uscita fuori luogo, mai una reazione sconsiderata, mai un atteggiamento da condannare. L’ultimo giorno di mercato estivo ha riservato davvero un diamante per la tifoseria potentina, un fuoco capace di accendere anche gli animi più freddi. Per questo ogni tifoso potentino, dal più passionale al meno passionale, spera vivamente che l’infortunio del bomber brasiliano sia il meno grave possibile. La sua presenza nel rettangolo verde è fondamentale tanto per le sue giocate quanto per la sua esperienza. In un momento cruciale come questo, dove nel giro di un mese e mezzo si affronteranno Altamura prima ed Audace Cerignola poi, la fortuna non può e non deve giocare contro di noi: il nostro credito nei suoi confronti, dopo tante sofferenze, è ancora lontano dall’essere saldato.