BY rocco rosa (copertina di Antonio Morena))
Montanelli diceva che se non ti fai un nemico al giorno non sei un vero giornalista. Ammetto di essere un fallito della professione. Io finora faccio incazzare solo i cagnolini da salotto , quelli che tra una abbaiata ed una leccata ,passano le giornate alla corte dei potenti. Uno di questi mi ha chiamato pennivendolo. Il guaio è che lo ha fatto pensando di dire una cosa originale, così come originale è la sua chiosa quando si domanda e mi domanda chi c’è dietro questa mia presa di posizione. Evidentemente per questo yes man, è impensabile che dietro un giornalista non ci sia qualcuno che lo manovra , e , a giudicare da quanti si sono fatti ammaliare dal potere, ci sarebbe da dargli ragione. Se non fosse che io non faccio parte della razza, per un problema di educazione infantile. Si perché già dalla prima elementare, si era allora nel dopoguerra, la mia maestra, di origini medio borghesi, vedeva come un affronto alla società il fatto che io , pur povero, volessi andare a scuola e non invece a fare il parrucchiere al salone di mio zio, un parrucchiere affermatissimo e che , beato lui, serviva il meglio della società potentina. Mi umiliava, lo giuro, e mi costringeva a stare all’ultimo bianco perché non dovevo copiare. Ecco, da allora, faccio ogni mestiere che so fare rispondendo solo alla mia mente ed alla mia coscienza. Veniamo al fatto. Ho detto a De Luca che scegliere di mettersi una maglietta di partito è come scavarsi la fossa da solo 1) perché non può più parlare a nome di una città che a suo tempo non ha voluto scegliere un uomo di partito ma un professionista onesto, serio e stimato al di fuori dichiaratamente della politica, (e tra primo e secondo turno, molti cittadini, pur di area diversa, lo hanno scelto per questo, non perché i loro voti andassero a rinforzare Alfano) e ,2 ) perché ,così facendo, Dario de Luca si consegna ad una gestione dualistica della città, con gli assessori che debbono portare il risultato al partito e con lui che lo deve portare alla città. A meno di un miracolo, è da immaginare un ostacolo ogni giorno e un tiro alla fune su ogni cosa. Quando uno perde coscientemente il solo motivo di forza che ha ( e cioè la città che vuole essere governata) e si mette nel teatrino della partitocrazia, per me fa uno sbaglio che porta diritto diritto alle elezioni anticipate. Punto! Poi, siccome mi manca una chiosa adeguata, voglio concludere consigliando ad alcuni politici investiti di responsabilità verso la comunità , di testare quei collaboratori o amici che dicono loro sempre di sì, che assentiscono ancora prima che la domanda sia posta pongano una domanda trabocchetto alla quale una persona sensata dovrebbe rispondere con un no: se risponde con un altro sì, allontanatelo per favore! Vi sta leccando.