UN POTENZA SEMPLICEMENTE INGUARDABILE

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  ROCCO SABATELLA

Quella di Torre del Greco è stata, senza tema di smentita, la peggiore prestazione stagionale del Potenza. Ed era normale che sarebbe arrivata un’altra sconfitta. Il paradosso è stato che dove non era arrivata la Turris a concretizzare le tante occasioni da rete create, compreso un rigore parato da Alastra a D’Auria, ci ha pensato il Potenza ad auto condannarsi alla sconfitta con l’autogol di Hristov al secondo dei quattro minuti di recupero. Che ha completato, direi inevitabilmente, una serata molto negativa sotto tutti gli aspetti. Non c’è da salvare niente perché la prestazione è stata confusa e disorganizzata dall’inizio alla fine. E non c’è stato mai un momento in cui si potesse minimamente pensare che la situazione sul campo potesse cambiare. Tutto il Potenza, compreso il tecnico Marchionni, è stato lineare e coerente nel giocare, ma sarebbe più corretto dire nel non giocare, allo stesso modo, male, per novantasei minuti complessivi. Nonostante ciò la Turris ci stava mettendo del suo per non vincere sbagliando occasioni a ripetizione fino al punto che senza la sfortunata e goffa deviazione nella propria rete di Hristov, la formazione di Menichini aveva in pratica regalato il  pareggio a questo Potenza senza capo né coda. La conseguenza di questa sconfitta è che la situazione di classifica si è fatta delicata perché allo stato il Potenza ha un margine di soli quattro punti sulla zona play out che comincia proprio con la Turris a quota ventotto punti. Il che significa che da adesso il Potenza deve guardarsi esclusivamente le spalle e fare al più presto possibile i dieci punti necessari per blindare la salvezza. Che rimane, a meno di clamorosi exploit nelle prossime undici gare di Sbraga e compagni che sarebbe come fare sei al supenalotto, l’obiettivo massimo che si può raggiungere e su cui ci si deve concentrare. Sono da condividere le parole pronunciate da Caturano a fine partita che senza giri di parole si è addossato con la squadra tutte le colpe per l’oscena prestazione e allo stesso tempo ha lanciato un appello a tutto l’ambiente e soprattutto a se stesso e ai suoi compagni che questo è il momento di ricompattarsi e di reagire per raggiungere l’obiettivo primario della salvezza. Era necessario questo preambolo per mettere l’accento subito sulla situazione che si è creata e indicare su che cosa ci si deve concentrare per  le prossime undici partite. La cronaca della partita passa in secondo piano e serve, ove mai ce ne fosse bisogno, a dimostrare come il Potenza sia stato praticamente assente sul campo e abbia reso facile il compito alla Turris che non voleva saperne di arrivare alla vittoria. L’inizio di gara è stato molto equilibrato e per quindici minuti non è successo niente. La prima fiammata è di Pace che supera due avversari sulla sinistra e serve Saporiti libero per tirare in porta da buonissima posizione. Il centrocampista perde l’attimo propizio e l’occasione sfuma. Un fuoco di paglia. Poi è solo Turris che produce tanto in fase offensiva. Tentativi a ripetizione di D’Auria sventato da Sbraga, di Jallow alto, ancora di D’Auria che si presenta solo davanti ad Alastra ma s’incarta e la difesa libera e una punizione dal limite in posizione centrale sempre dell’indemoniato D’Auria che sfiora il palo, Nel frattempo per cercare di arginare i campani Marchionni aveva ordinato alla squadra di sistemarsi con il 4/4/2. Solo a fine primo tempo ci accorgiamo che in campo c’è anche Asencio che aggancia bene in area e tira, però, alto. Le cose peggiorano nella ripresa quando Marchionni mette dentro Volpe per Pace e Maisto per Steffè ammonito continuando con il 4/4/2.  Dopo un occasione per Nocerino che cicca il pallone a pochi metri dalla porta, è Saccani che tira alto. Al minuto settanta da una punizione di Casarini il pallone viene deviato da un difensore rossoblù sulla traversa e poi in corner. Sul corner l’arbitro vede un fallo di Sbraga su Jallow e concede un rigore generoso alla Turris. D’Auria si fa ipnotizzare da Alastra che respinge il tiro dagli undici metri. Scampato il pericolo, Marchionni inserisce Rossetti per Caturano impalpabile e non per colpa esclusiva sua e Spaltro per tornare al 3/5/2. Nella Turris entrano Giannone, Cum e Pavone. Il primo e unico tiro in porta del Potenza con facile parata dell’ex Marcone arriva al primo minuto di recupero ed è di Volpe che poco prima aveva rischiato grosso per aver colpito senza violenza un avversario. L’arbitro Madonia non prende, giustamente, nessun provvedimento per Volpe. Al minuto novanta due il definitivo patatrac viene servito: punizione dalla destra di Casarini, colpo di testa di Jallow che sarebbe finito fuori e deviazione, forse di tacco, di Hristov nella propria porta. Un bel regalo per i corallini. Preoccupanti le dichiarazioni nel post gara di Marchionni che dice  che non riesce a spiegarsi i motivi di questa prestazione così deludente. E se non lo sa lui che vive a contatto tutti i giorni con la squadra, non si capisce chi lo dovrebbe sapere. Oltre alla sconfitta, la gara con la Turris ha portato altre due conseguenze negative. Sbraga e Saporiti, diffidati e ammpniti salteranno per squalifica la gara di domenica prossima con il Giugliano.
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Rocco Sabatella...

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