di ROCCO PESARINI
In un momento storico come questo, con la fruizione sempre più massiccia di canali a pagamento come Netflix, Sky o Amazon Prime, con il sempre più crescente impoverimento delle reti Mediaset, ormai smarrite tra i programmi di Barbara D’Urso e Maria De Filippi, riproposizioni ormai noiose di programmi come Grande Fratello e cosucce del genere e film che ormai non trovi più nemmeno nei canali pirata per quanto son brutti, saluto con favore – forse anche perché continuo a pagare il canone in maniera obbligatoria – il ritorno in grande stile della rete ammiraglia non solo della Rai ma dell’intera, classica televisione italiana: Rai Uno.

Il Commissario Ricciardi e Mina Settembre, trasposizioni seguitissime della prolifica penna di Maurizio De Giovanni, la Lolita Lobosco di Bari e la magnifica Imma Tataranni di Matera, l’epopea dell’Amica geniale, le sempre imperdibili puntate del Commissario Montalbano (chissà se arriveranno le ultime due che qualcuno paventa), in queste sere Makari con Claudio Gioè, il film su Nada e, entro il fine settimana, quelli su Renato Carosone e Nino Manfredi (tacendo sulla quarta serie di Rocco Schiavone che, però, mi pare andrà in onda su Rai 2, ma comunque in casa di Mamma Rai).
Il tutto in attesa del kolossal, dopo la splendida epopea dei Medici, dedicato alla vita e alle opere di Leonardo Da Vinci.
Aggiungeteci poi film in prima visione di assoluto valore e i sempre splendidi documentari del nuovo Alberto nazionale (Angela) e appare chiaro come la prima rete Rai abbia ripreso con vigore e forza quel ruolo di leadership nel panorama televisivo italiano.
Ma ciò che conta nell’economia di ciò che sto scrivendo non sono i dati dell’audience (che credo comunque elevatissimi) ma la qualità dell’offerta, sia dal punto di vista dell’intrattenimento che della proposta culturale offerta.

Già, Cultura: perché i prodotti mandati in onda non solo son tornati a raccontare “storie” e “personaggi” ma puntano, spesso, anche ad offrire allo spettatore prodotti culturali di assoluto livello (personalmente e colpevolmente confesso che, prima di innamorarmi della serie dedicata al Commissario Ricciardi, non sapevo nemmeno chi fosse Maurizio De Giovanni) magari spingendoli a comprare e leggere libri o visitare posti e luoghi, storici o naturali.
Già, perché le serie mandate in onda in questo periodo, rappresentano, oltre quello già detto, anche uno splendido spot televisivo turistico per le location prescelte per girarvele.

E così abbiamo avuto modo di ammirare Matera grazie a Imma, Bari grazie a Lolita, Napoli grazie a Mina e la Sicilia grazie a Montalbano e alla serie Makari (lo splendido borgo marinaro Macari in provincia di Trapani).
Cultura, intrattenimento e spot turistici: complimenti a coloro che hanno optato in Rai per questa linea “editoriale” televisiva. Ali.
Ci hanno fatto e continuano a farci, ogni sera, dei bei regali.