Il terminal dei bus interurbani di viale del Basento in questi giorni è affollatissimo, in una città che ha visto emigrare migliaia di persone e che vede studiare nelle università del centro-nord un esercito di giovani potentini è normale che per le feste comandate si torni a casa. Soprattutto nelle ore pomeridiane e serali nei pressi del terminal si accalcano centinaia di persone, i famigliari in attesa non trovano posto nel parcheggio appositamente creato a fianco della autoconcessionaria Citroen perché occupato dalle auto dei pendolari che ogni giorno si recano sui luoghi di lavoro.Ognuno si arrangia come può, di sicuro non possono andarsene lontano perché sarebbe oltremodo scomodo scarrozzare con i trolley e altre mercanzie per cui diventa giocoforza assistere all’indecoroso spettacolo delle auto p
archeggiate fra gli stalli, sulle strisce pedonali, in doppia fila, nell’incrocio e sui marciapiedi.
Quando ad arrivare contemporaneamente sono due o tre bus, per qualche minuto si paralizza il traffico, si creano lunghi incolonnamenti che si estendono fino all’incrocio con via Appia.
La scelta di delocalizzare il terminal di piazza Zara fu operata dall’Amministrazione del Sindaco Santarsiero sulla spinta delle proteste degli abitanti del posto che lamentavano rumori ed inquinamento dell’aria ma è apparso subito evidente che la scelta di utilizzare un tratto di strada, viale del Basento, per realizzare il terminal non è stata oculata. Si privilegiò la posizione: a due passi dalla stazione Centrale e un tiro di schioppo dal principale accesso alla viabilità interregionale, ma non si tenne conto della esiguità degli spazi esistenti, rispetto alle esigenze di una stazione per l’arrivo e partenza degli autobus.
Si è intervenuti su una strada strategica per la mobilità cittadina che serve il polo commerciale-direzionale che si è sviluppato, senza alcuna programmazione e pianificazione comunale, in quella che è, solo nel none, “zona industriale”: poche fabbriche e tante attività insediate nell’area gestita dal Consorzio ASI hanno congestionato gli spazi e generato molto traffico veicolare, non supportato adeguatamente da infrastrutture come i parcheggi e i marciapiedi. Manca un bagno pubblico e una fontana, i passeggeri e i famigliari non hanno un posto al chiuso dove attendere, d’estate patiscono il caldo, d’inverno sopportare le intemperie.
A complicare le cose la presenza della pista pedonale che in tanti continuano a chiamare “Parco fluviale del Basento” che molti potentini frequentano quotidianamente per svolgere attività fisica, decine le persone che utilizzano l’auto per arrivare in riva al fiume e che saturano, semmai trovano posto, i pochi parcheggi creati con l’obbligo di sostare una sola ora.
Si lamentano anche i lavoratori pendolari che utilizzano il treno e i bus per raggiungere i luoghi di lavoro, essi vorrebbero garantito un parcheggio fin dalla mattina presto ed utilizzano quelli realizzati a servizio del terminal bus saturandolo, sono meno di 50 i posti disponibili, già dalle prime ore del mattino non tenendo conto dei cartelli che consentono la sosta per una sola ora.
Due esigenze, entrambe legittime, quelle dei pendolari e quelle dei viaggiatori che utilizzano i bus, che si scontrano e che evidenziano una scelta sbagliata nella realizzazione di una importante infrastruttura. ( LA FOTO DI COPERTINA E’ DI TRMTV)
