Una città “esclusiva”

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Potenza continua ad essere una città “esclusiva”.

Ma esclusiva non nel senso etimologico di particolare, peculiare, tipico ma intesa come una città che esclude chi non fa parte di un particolare gruppo, giro, clan che dir si voglia o, come dice un mio amico, “cerchio magico”.

Senza fare per ora nomi, luoghi e circostanze (ma non ne mancherà l’occasione) e nonostante passino gli anni, mutino, solo apparentemente, gli equilibri politici, sociali, umani, l’”esclusività” continua, ahi noi, ad esser uno tratto distintivi di questa città.

E se vengono sempre ascoltati i soliti, magari quelli che, in quel dato momento fanno parte del “cerchio magico” dominante, senza alcun reale ed effettivo ascolto e coinvolgimento di tutti coloro che invece, a vario titolo, si spendono e si impegnano per la città, il refrain “Impegnati per la tua città” inizia a diventare, a tutti gli effetti, senza sconto alcuno, un vuoto slogan di una stupidità quasi irritante e inaccettabile.

Sogno una città che inizi ad essere, finalmente, inclusiva, aperta all’ascolto, al dialogo e al riconoscimento dei meriti di tutti, senza distinzione in base al clan amorale, ideologico e familistico di riferimento prevalente in quel momento.

Perché diversamente resteremmo (il condizionale è d’obbligo) quell’esteso agglomerato urbano, fatto di tanta verticalità verso l’alto, di tante scale dove si scende e si sale, dove il talento e la voglia di fare, di realizzare e di realizzarsi non mancano, ma che farà sempre più fatica a risolvere i propri annosi problemi di sentirsi comunità.

Problemi che si sono tradotti e continuano a tradursi nella mancanza totale di IDENTITA’ (inteso non come bieco campanilismo insulso) e di VISIONE (su ciò che la nostra città, per il bene suo e di tutti noi) dovrebbe puntate ad essere.

Liberiamo Potenza da questa “esclusività”, da questo macigno, da questa zavorra inaccettabile.

E consentiamole di diventare quella bella comunità che merita di essere.

 

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