“ Una crisi che il Paese non capirebbe”

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ANNA MARIA SCARNATO

Parole pronunciate dal Presidente del Consiglio nell’ultimo tentativo di recuperare l’unità di una maggioranza di governo e del suo esecutivo che , in parte, ha sempre mostrato di non remare nella stessa direzione, minacciando prima o poi l’abbandono.  Renzi mai, in verità, ha dato l’impressione di trovarsi ben accompagnato come anche la Bellanova che non si è mai compreso se esprimesse un suo giudizio sulle scelte che si andavano a proporre e a votare o veniva mandata ” a servizio”, come spesso ci mandavano i “ grandi”  di casa a noi da piccoli, cioè a sbrigare una comanda con la promessa” d’nù ntrattien”, che nell’immaginario infantile rappresentava un regalo, una gratificazione. E si obbediva fino a portare “a fine” un servizio. Ed è successo quel prima o poi  già paventato varie volte .

Noi, caro Presidente Conte, noi italiani, non è vero che non avremmo capito la crisi . Molti desideravano che si ponesse fine ad uno stillicidio al quale sia i 5 Stelle che il PD con LEU  hanno fronteggiato cercando più volte un incontro di mediazione che garantisse  coesione per una continuità governativa , necessaria al periodo storico che si sta vivendo. La crisi era nell’aria, come il virus, e la genesi non nella trasmissione del contagio da un animale all’uomo, ma nell’istinto    dell’uomo stesso in crisi di identità e nel disorientamento psicologico di una appartenenza figlia di divisioni e incomprensioni, sempre insoddisfatto e proteso a conquistare posizioni sempre più in alto.

Si è persuasi che definirsi italiano e innamorato della Patria  presupponga un corretto confronto e un contributo operativo e sincero più che esternazioni offensive e lesive della dignità delle persone . Ancor più se si è nelle Istituzioni e si fondano dissensi sulla base di temi strumentali allo sfascio e al nascondimento delle proprie responsabilità. E più che sui bisogni della gente , si perde tempo a fantasticare sui propri desideri e ambizioni con l’intento di giudicare e guardare l’altro con aria di sufficienza ispirata ad un amor di sé, ad una sete di potere assoluto . E’chiaro che siffatta gente è incapace di contribuire a scrivere anche con sacrificio e a denti stretti la storia di un Paese poiché è incapace di comunicare  e ascoltare gli interlocutori e la comunità che gli sta intorno fatta da altri partiti, da compagni di un passato politico vissuto insieme e con i quali ha operato scelte condivise, spesso contestate ma sempre riuscite ad andare in porto per la forza prevaricatrice, l’affabulazione naturale del capo politico, il Matteo, e la tolleranza degli altri per il bene comune. Quando il buon senso non prende il posto  di una volontà  di combattersi su un terreno che non  è politico ma  di interesse di parte  e pura propaganda, l’unità non si può ricomporre per andare avanti. Si preferisce spingere per  il fallimento di un progetto di governo che pure ha concesso il giusto spazio nei negoziati tra le forze politiche diverse  e caricarsi il “merito” di aver salvato  banche e banchieri  con i soldi dello Stato. Quì l’interesse e l’attenzione è stata massima. Di contro   per il  governo che rappresenta un intero Paese che soffre oggi più che mai, Renzi e i suoi “ fratelli”  hanno decretato la fine .

E gli italiani capiscono, Presidente , eccome. E quantunque si abbandoni la poltrona e ci si appelli in ritardo ad un dialogo che è solo fumo negli occhi per nascondere di avere provocato una crisi e convincere  che non è questione di pretese di un migliore accomodamento, per i cittadini” il dado è tratto”. Questa volta  il risolutore assoluto dei problemi del Paese che attende che, nel Salone delle Galere, gli si passi la campanella da suonare per il fallimento degli altri , per tutti noi italiani è personaggio e storia che si ripete e che non meritano una replica poiché la forza a cui si fa affidamento , in realtà è una evidente debolezza di nascita e di percorso. La politica non è questa . La politica è ben altro, è un alto ideale e in alto deve rimanere.  Gli sguardi verso il basso sono quelli forse abituati a guardare e a nutrirsi di “becchime” dal quale non ci si riesce più a distogliere. Altro intorno è tutto un disturbo e contestabile.

 Ma tornando all’interesse e al bene del nostro Paese, in questi giorni di convulsi pensieri che comunque riescono ad operare un rewind ,  non sfugge ricordare quando nel 2016 si approvò la legge 199 contro lo sfruttamento dei lavoratori da parte del caporalato e la sanatoria per i lavoratori stranieri  e la Bellanova definì questi provvedimenti una risposta di civiltà , continuando a collaborare con la ministra Lamorgese e Catalfo a infliggere negli anni di questo governo colpi maggiori al lavoro clandestino. Se è’ nobile e condivisibile liberare l’uomo dalla schiavitù del caporalato,  altrettanto riuscire a liberarsi dall’obbedienza cieca a “caporali assoluti” della politica. Ciò  è un dovere verso se stessi ed è un dovere verso la politica  e le Istituzioni che la interpretano. E adesso il partito di Renzi possibile  non abbia avuto a cuore altri   diritti della comunità da meritare di essere difesi come  giustamente nel 2016? Avremmo compreso gli sforzi ed anche accese discussioni, ma niente si è visto se non scene recitate .   Avremmo apprezzato, Presidente Conte, che i dissidenti , per fare solo un esempio ,   avessero dimostrato di avere  a cuore la sorte delle fasce più deboli,  in sede di stesura della bozza,e  vi avessero fatto notare che, tra le strategie a carattere etico da adottare in caso di evoluzioni pandemiche, quelle  in atto o di prossimi e improvvisi attacchi da parte di agenti patogeni e virulenti , secondo il piano di prevenzione compreso nel Recovery plan, si va a togliere dignità alle persone avanti in età, malate e con scarse aspettative di vita quando la valutazione fatta dai medici  rileva  di utilizzare le risorse , le cure mediche e strumentali  solo per le fasce d’età  con caratteristiche tali da poterne ricavare beneficio. In questa bozza, dietro alla motivazione di non doversi accanire terapeuticamente nei confronti di persone con poche aspettative di vita, c’è di fatto la negazione  del diritto di una parte  di cittadini alle cure , alle medicine e ai sistemi di protezione di fronte al quale vige l’uguaglianza, a prescindere dalle specifiche condizioni personali ed altre riferibili a risorse  materiali non adeguate alle numerose esigenze che un contagio comporta. L’esclusione di cittadini da un diritto inderogabile  non potrebbe mai essere   giustificabile e ancor più se di cittadini fragili si tratta. E allora chi  si definisce scienziato della politica e unico in competenze gestionali della cosa pubblica,  se avesse studiato meglio , distraendosi dal pensiero fisso del fallimento degli altri, avrebbe  potuto proporre di modificare la bozza del DPCR pretendendo di usare i miliardi destinati alla  Sanità per costruire altri ospedali attrezzandoli per eventuali emergenze, rimettendo in sesto strutture sanitarie in disuso, spendere fondi per attrezzature sanitarie che si sono rivelate insufficienti, formare medici anche  di  altre specializzazioni per affrontare periodi  di emergenza straordinaria. Per accogliere tutti, giovani e meno giovani , sani e pazienti con malattie pregresse.  Rifacendosi all’art.13 della Costituzione che parla di libera scelta di un uomo, di un ammalato di ricevere cure o di rifiutarle, era necessario far notare che nessuno, neanche un medico deve poter valutare chi potrebbe vivere e scampare  a una pandemia e quindi essere curato e chi , invece , ricevere cure palliative al pari di una estrema unzione che prepara  ad un’attesa morte.  Se tutti possono scegliere di curarsi o meno, lo dice l’art. 13, perché, poi, per loro devono decidere altri in caso di evoluzione  di pandemie? E’ qui che  avreste condotto una battaglia di civiltà, ex ministro Bellanova, come quella che giustamente intraprendesti per i lavoratori e per gli immigrati.

Avete deciso per altre strade evidentemente. Quando  vi sarete purificati dalle” tossine” contagiose, possibile ancora  se  solo  si cambiasse  aria e musica, quando il confronto tra un ego smisurato ed un io più cosciente dei danni che comportamenti perpetrati nel tempo  arrecano al Paese , solo allora  potreste tornare ad essere persone sensibili e mature, alzare lo sguardo e   divenire consapevoli della rabbia degli italiani che vivono la difficoltà di questo grave momento storico e gustare la pace e la forza che è dentro un sorriso degli anziani delle case di riposo , rimasti vivi e felici di vaccinarsi e testare per primi un vaccino, speranzosi verso una vita futura,  non più capaci di rendersi forse conto di come si farebbe a meno di loro ritenuti un peso che le risorse non potrebbero sostenere. Sono loro i forti che non abbandonerebbero mai la baracca in difficoltà.  Se avete deciso di agitare le acque già pericolose  e far affondare un Paese , molti  elettori avranno capito come   alleggerire il  quasi 2% del peso dei vostri consensi, ritenendolo zavorra inutile e dannosa.  Alla prossima tornata dove si spera di non trovare tra voi nostri candidati lucani , troppo intelligenti per non comprendere di trovarsi su una barchetta che sta affondando. Li attendiamo su rive diverse.

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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