UNA ROMA AVIDA E IMPICCIONA REGALA IL SECONDO MANDATO A BARDI

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La sola consolazione che rimane agli elettori lucani del centrosinistra, o a quelli che, nonostante tutto, ancora si considerano tali, è che fra 48 ore questa pagliacciata sarà finita, e che i suoi mediocri protagonisti riceveranno il tributo che si meritano . La Basilicata poteva finire sulle pagine nazionali per una dimostrazione di serietà delle forze politiche locali che, di fronte alla inconsistenza gestionale del Governo Bardi, erano riuscite a mettere da parte rancori e dissapori, divisioni e inimicizie, per dare alla comunità regionale un governo migliore, tipo quelli che pure nel passato ci sono stati e che avevano portato la regione ad essere sempre la prima tra quelle meridionali. Invece è emerso il peggio di una classe politica locale,  poco lucida, vecchia nel cuore, il fegato avvelenato da anni di dissapori e veleni, incapace di guardare al di là delle proprie convenienze individuali. Col risultato che molti dei leader regionali si condannano da soli all’uscita di scena con tanto di fischi e pomodori da parte di una collettività delusa oltre ogni dire. L’aver reso la discussione a livello regionale una brutta riunione di condominio, ha di fatto chiamato in causa i vertici  nazionali di quei partiti , PD e Movimento 5Stelle, dandogli  la possibilità di giocare la”loro” partita che trascurava le aspettative della comunità regionale e portava acqua alla bislacca strategia in atto di una coalizione –competizione tra la Schlein e Conte che giocano ad andare insieme e a farsi contemporaneamente le scarpe l’un l’altro. Da qui l’ignobile sceneggiata di persone della società civile  che, a loroinsaputa, entrano in scena e subito ne escono , di partiti alleati messi da parte, di figurine cacciate ora dalla tasca di uno ora da quella dell’altro, nonchè di   una continua ricerca di  occasioni per “stoppare” o per “strappare”. Adesso siamo alle ultime battute di questo avanspettacolo, con l’imprenditore Chiorazzo, prima coccolato poi messo da parte senza un minimo di giustificazione, che ha deciso di correre  comunque da solo o con chi ci sta, con Italia Viva che , avendo fiutata l’aria che tirava, si è andata a sistemare dall’altra parte dello schieramento,  con Azione che ha deciso anch’essa di correre a destra, e con lo scheletro di partiti Pd, Cinque Stelle, Psi, Avs, ecc  che si avventurano verso il suicidio sicuro con un candidato cacciato dal cilindro all’ultimo momento, il Presidente della Provincia di Matera, Marrese,il quale , così come stanno le cose,  non ha possibilità alcuna, se non quella di trovare forse  un posticino di consolazione in Consiglio regionale, un secondo Trerotola, insomma.Non è tempo per le analisi, dovendo andare appresso alla cronaca convulsa di queste ore. Ma è certo che la Basilicata, se pure ha impegnato le pagine dei quotidiani nazionali per lo squallido spettacolo di cui si è resa protagonista, porterà in questa campagna elettorale il vero motivo di una disfatta che ora è del Centrosinistra ma che , come un virus, si sta espandendo oltre i suoi confini: E cioè il rapporto malato tra Roma e la periferia, tra i vertici dei partiti e i territori, con i primi che ormai hanno espanso il diritto di decidere su tutto quello che avviene nello Stivale, rendendoli terreni di rendita per i propri interessi politici, controllandone le gestioni con mandatari pilotati , alla stregua  di un nuovo feudalismo partitico. E’ questo il vero motivo della disaffezione dal voto: l’impotenza del cittadino a far valere le proprie decisioni, la messa in gabbia della democrazia attraverso accordi di vertice, il silenziamento delle istanze del territorio. Se il centrosinistra ufficiale perde, dopo aver così testardamente imposto le scelte romane, sia Conte che la Shlein dovranno dar conto non solo delle loro responsabilità nella vicenda, ma anche di aver millantato il nuovo , parlando di “ascolto dei territori” e di “democrazia partecipata”, e di praticare il vecchio vizio di una  nomenklatura che si tiene stretto il potere in ogni angolo del Paese, mortificando la Costituzione che, con le Autonomie Locali, ha inteso un libero e sano esercizio di democrazia decentrata, affidata alla scelta diretta del cittadini. Una campagna elettorale che porti, a livello nazionale,  il tema del diritto di rappresentanza conculcato ai cittadini  può  forse lenire lo sconforto di una sicura sconfitta. Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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