DI ARMANDO TITA
Avverto l’esigenza da uomo della sinistra del vecchio conio, libero, senza padrini e senza padroni e mai intruppato, di dare qualche consiglio al neo Commissario del PD lucano Daniele Manca, sconosciuto all’opinione pubblica regionale. A tal proposito chiediamo a Taruffi di astenersi dai commenti dopo il disastro delle regionali. Caro Commissario Manca, Noi militanti della Sinistra lucana, dopo le squallide performance del PD regionale e le “Baruffe Chiozzotte” di goldoniana memoria, dei vari “Baruffi/Taruffi”, attendiamo ancora le scuse ufficiali della dirigenza nazionale. Sarebbe un bel gesto, il primo gesto di un Commissario politico che auspica una profonda trasformazione del Partito. Ho dedicato caro Commissario Manca, la mia vita di opinionista di molte testate regionali…dal Quotidiano della Basilicata a Controsenso, dalla Nuova al Roma, dalla Gazzetta del Mezzogiorno a Talenti Lucani al PD regionale a far data dal 22 agosto 2007 (IL PD lucano nasce senza un passato) fino al recente 29/03/2025 ( Il Grigiore ermetico che avvolge il PD lucano). L’agonia del PD regionale, in totale assenza di attività celebrali con elettroencefalogramma piatto dura da molto tempo. Con questo PD lucano non si va da nessuna parte. Un PD e una sinistra senza un progetto di società che ha paura di tutto e vuole regolare il Nulla. Un PD lucano che si autoesclude e non riesce più a fare notizia, a fare seria cronaca politica, una sorta di partito alla “Bruneri–Canella”, lo smemorato di Collegno. Lo ripeto caro Commissario Manca, Noi uomini di Sinistra del vecchio “conio”, siamo impossibilitati da tempi “immemori” a riconoscerne l’identità . Dopo i ritorni nel recente passato dei “figliuol prodighi ” Vito De Filippo ( inserito fulmineamente da Del Rio nel Gruppo Parlamentare PD) e Piero Lacorazza premiato per il suo lungo Aventino con la Vice direzione PD del “Dipartimento Mezzogiorno”, oggi capogruppo PD alla Regione, eravamo costernati e profondamente avviliti per le dimissioni del vivace, estroso, arguto suo collega, Commissario PD Stefàno, noto per la sua strabocchevole e sterminata esuberanza. Caro Senatore Manca sono seriamente convinto che i mali del Pd lucano abbiano origine da quella sciagurata gestione commissariale dell’on.le Stefàno protrattasi per ben due anni.Due anni silenziosi di vuoto a perdere. Uno dei peccati originali della diaspora odierna del Pd lucano.
Un PD lucano che ha adottato il “credo” deleddiano (Grazia Deledda, “Canne al vento”) da “secoli”.Una diaspora completata dalle già richiamate e spettacolari performance durante le ultime elezioni regionali del duo Baruffi/Taruffi, inviati speciali della Schlein, che hanno costruito un meraviglioso quadro di “Baruffe Chiozzotte” di goldoniana memoria, per continuare a restare in tema e per completare la disarmante e scioccante situazione del partito. Un cedimento totale alla serietà politica. Gli intellettuali sofferenti, le donne del Pd, oggi, terribilmente escluse, i giovani dei vari Galà (dall’Hotel Giubileo alle Manifestazioni di Libera), dove “cazzo” erano nei due anni del “Commissariato” del muto Stefàno e in queste umilianti performance pre-elezioni regionali e dei Comuni Capoluoghi di Potenza e Matera (Chiedo scusa per il “brutale” francesismo)? Il nostro caro Stefàno era riuscito in due anni di gestione commissariale con il suo silenzioso, cheto, tranquillo comportamento a dilapidare quel poco di patrimonio elettorale “residuale” del PD lucano. Lo avevo definito in un articolo pubblicato sulla Prima Pagina della Gazzetta del Mezzogiorno/edizione Basilicata, una sorta di Pastore errante dell’Asia, di leopardiana memoria. Un Pastore distratto che non ha mai avuto il coraggio “democratico” di organizzare una vera e seria assemblea degli iscritti, di ascoltare il popolo dei Circoli, i vecchi militanti della Sinistra lucana, i cassintegrati, le donne, gli intellettuali organici, i giovani in fuga e i giovani disoccupati, gli stessi sindacati CGIL CISL UIL, un vero campione del vuoto assoluto e del nulla cosmico. Una sorta di “muto” agevolato dagli organi nazionali del PD che non hanno mai avvertito il bisogno di un dovuto e sacrosanto resoconto di tale assurda gestione. Lo Stefàno ha preferito rivolgere la sua attenzione alla Luna, pure essa “ silenziosa”, con il suo accorato appello: “Dimmelo tu Luna a che serve la vita di un pastore, conduce le greggi “ silenziose”, pure loro, attraverso i campi; poi essendo stanco si riposa quando fa sera: non ha altri desideri”. Nel passato siamo stati fieri antagonisti della “fusione fredda” tra ex Dc ed ex PCI. Non abbiamo mai apprezzato certe folgorazioni dorotee lucane …da anticomunisti viscerali a fautori delle candidature bolsceviche, lo stesso dicasi dei comunisti, antidemocristiani secolari, costretti a votare obtorto collo il “doroteo” di turno… Il capolavoro lo si ebbe con il duo Molinari /Gruosso, partecipai alla presentazione delle candidature, una marea di ex democristiani e di ex comunisti imbarazzatissimi, ruppe il ghiaccio il compagno Urbano, sindacalista CGIL, magnificando l’incontro tra forze cattoliche e comuniste per combattere il rigurgito fascista, lo interruppe bruscamente una signora…”Ma quale fascismo, noi siamo qui per Peppino Molinari che ha aiutato i nostri figli a trovare un “posto”… fine della trasmissione”. L’importante era lo scranno sicuro al Parlamento. Sono i fulgidi esempi del binomio lucano “catto-comunista” di convenienza. Ci siamo battuti sulle pagine del Quotidiano della Basilicata di Paride Leporace, come leoni, per la “Questione” del Pantheon PD lucano per mettere da parte affari e organigrammi ed occuparsi di vicende nobili. Abbiamo scosso il vecchio Quartier generale del Partito Democratico regionale dell’epoca senza mai ottenere risultati concreti. Per dirla, alla Giancarlo Tramutoli, è stato creato intorno al PD lucano un “Grigiore Ermetico” pauroso, senza pathos, senza passioni, senza alcuna emozione affettiva, un trionfo del puro minimalismo. Un grigiore ermetico caratterizzato da odi viscerali che spuntano in ogni vicenda politica e amministrativa, le ultime squallide performance di Potenza e Matera lo dimostrano plasticamente. Qualche tempo fa sempre sulla Gazzetta/Basilicata citavo lo stupendo Corrado Guzzanti con il “suo” Prodi che ripeteva come un mantra: “Io non esisto, mi ha creato D’Alema”. In Basilicata molti dirigenti PD sono stati costruiti da D’Alema nel vecchio Laboratorio PCI e nella Sinistra Giovanile…da Luongo a Folino, da Lacorazza a Speranza. Ho cercato in un fortunato editoriale pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno con molto sarcasmo e molta ironia di rivolgere la mia attenzione ai mitici figli di Zeus (D’Alema) Castore e Polluce (Lacorazza e Speranza) generati dall’uovo di Leda (Sinistra giovanile) congiuntasi con Zeus(D’Alema) trasformatosi in cigno. Avevo sperato in una nuova spedizione degli Argonauti
(PD e cespugli vari)per la riconquista del vello d’oro (Regione Basilicata). Di fronte a una crisi così patogena come quella dell’agonizzante e “transumante” Giunta Bardi, i due dioscuri non sono riusciti ad unirsi e a fermare l’imperversare dei venti contrari. Transeat sullo squallore successivo fino alla candidatura del povero Dr. Lacerenza, spinto nell’Arena, a sua insaputa, candidato presidente/gladiatore, per un giorno, nell’ilarità generale dell’opinione pubblica nazionale e dei Giornaloni (Corriere della sera, in primis). Repetita iuvant, dopo queste umilianti performance non sono ancora pervenute le dovute scuse dei dirigenti PD, nazionale e regionale, per questo miserevole comportamento politico. Ahimè, Ahinoi …Non ci sono mai state. Lo faccia Lei come primo ATTO DOVUTO nei confronti dei tanti militanti Pd, umiliati e mortificati. Certi comportamenti sono rivelatori di una totale assenza di vera coscienza politica. Resta, purtroppo, la rabbia, la nostra malinconia, vissuta come disincanto di un sogno svanito. Un sogno svanito per decine di migliaia di cittadini della Sinistra lucana che avevano creduto in una società più equa, più solidale e si sono risvegliati con più arroccamenti e più chiusure. Sedici anni di clientele spudorate, di sfacciati e sfrontati nepotismi e di omissioni terrificanti, in primis, su Acqua e Petrolio, senza alcun pudore e senza aver mai creato una vera e autorevole leadership carismatica . Vi ringrazio molto, cari Dirigenti PD, per le angosce che stiamo vivendo. Ci siamo svegliati dopo trent’anni di “surrogati di democrazia” imposti dai vari dorotei, basisti, catto-comunisti e pan-socialisti (“Polpettoni” generalizzati e onnicomprensivi), con l’assolutismo del Re Sole, le bieche transumanze del Consiglio regionale e le tante, tante fiamme tricolori, molto amate dai camaleonti lucani dell’ultima ora.