Le elezioni amministrative in Basilicata del 2025 non saranno solo un momento di rinnovo delle amministrazioni locali, ma un banco di prova decisivo per gli equilibri politici regionali. Con otto comuni chiamati al voto, tra cui il capoluogo Matera, il risultato avrà un impatto significativo sia a livello locale che nelle strategie delle principali forze politiche, a pochi mesi dalle elezioni regionali che hanno confermato un cdx atipico alla guida della Regione con il presidente Vito Bardi.
La particolarità di questa tornata è che ben quattro sindaci uscenti sono oggi consiglieri regionali, un segnale di quanto le dinamiche politiche locali e regionali siano sempre più intrecciate. Questo conferisce al voto un valore che va oltre la dimensione strettamente comunale: le amministrative saranno una verifica di midterm per la tenuta dei partiti e delle coalizioni, oltre che un test per il radicamento nei territori.
I Comuni al Voto sono otto e così suddivisi per provincia:
Provincia di Matera
1. Matera
• Popolazione: 59.748 abitanti (censimento 2021)
• Sindaco uscente: Domenico Bennardi (M5S) Matera è l’unico capoluogo di provincia al voto e l’unico comune sopra i 15.000 abitanti, quindi soggetto a un possibile ballottaggio. Bennardi è stato il primo sindaco pentastellato della città, rendendo il voto un test laboratorio di apertura ai partiti ed è stato fortemente significativo quale alternativa al Pd . Le forze sempre di csx erano M5S, Verdi(AVS) , Psi, Volt e civici.
2. Bernalda
• Popolazione: 11.964 abitanti
• Sindaco uscente: Domenico Tataranni (Lega)
• Scenario: Tataranni, oggi consigliere regionale della Lega, ha trasformato Bernalda in un fortino del Carroccio. La sfida sarà mantenere il controllo del comune e consolidare il peso del partito nella zona.
3. Irsina
• Popolazione: 4.441 abitanti
• Sindaco uscente: Nicola Morea (Azione)
Morea, oggi consigliere regionale di Azione, rappresenta una figura chiave per il Terzo Polo in Basilicata. Il risultato dirà molto sulla capacità del partito di mantenere consenso.
4. Montalbano Jonico
• Popolazione: 6.796 abitanti
• Sindaco uscente: Piero Marrese (CSX)
Marrese, ex candidato presidente del centrosinistra alle regionali, ha avuto un ruolo di primo piano nella politica regionale. La partita a Montalbano sarà un segnale della tenuta del centrosinistra dopo la sconfitta di marzo.
Provincia di Potenza:
1. Atella
• Popolazione: 3.681 abitanti
• Sindaco uscente: Gerardo Telesca (CSX)
Un comune con una forte tradizione di centrosinistra, che ora deve confermare il proprio radicamento.
2. Lavello
• Popolazione: 13.028 abitanti
• Sindaco dimissionario: Antonio Carretta (CSX)
Dopo Matera, è il comune più grande al voto. La dimissione di Carretta ha creato un’incertezza politica che rende la sfida apertissima.
3. Senise
• Popolazione: 6.635 abitanti
• Sindaco uscente: Giuseppe Castronuovo (CSX)
• Scenario: Castronuovo è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza nel marzo 2024 (BCC). Questo fattore potrebbe condizionare la campagna elettorale.
4. Tolve
• Popolazione: 2.990 abitanti
• Sindaco uscente: Pasquale Pepe (Lega)
Primo comune lucano a guida leghista, Tolve rappresenta un test cruciale per la Lega di Salvini, considerando che Pepe oltre ad essere stato già senatore del Carroccio , è ora consigliere regionale.
Per il centrodestra, la sfida principale sarà confermare il trend vincente delle regionali e rafforzare la propria presenza nei territori. La Lega, in particolare, avrà gli occhi puntati su Bernalda e Tolve, due comuni dove i sindaci uscenti sono ora consiglieri regionali.
Un’eventuale affermazione del centrodestra, soprattutto in comuni storicamente amministrati dal centrosinistra, confermerebbe che la vittoria regionale non è stata un caso isolato, ma l’inizio di un ciclo politico destinato a durare.
Al contrario, una debacle potrebbe aprire nuove tensioni e prospettive alla coalizione csx, soprattutto per le prossime politiche.
Per il centrosinistra, questa tornata rappresenta un banco di prova fondamentale per il rilancio, dopo la sconfitta alle regionali.
Il rischio è la frammentazione, soprattutto a Matera , Lavello e Senise dove le divisioni interne potrebbero favorire il centrodestra.
La sfida in comuni come Montalbano Jonico e Senise, amministrati da sindaci di area progressista, sarà decisiva per capire se il centrosinistra è ancora in grado di esprimere una leadership solida nei territori o se il declino avviato alle regionali è destinato a continuare.
Il caso più emblematico è Matera, dove il Movimento 5 Stelle si gioca una prova di maturità politica.
Il sindaco uscente Bennardi, il primo pentastellato a guidare la città, rappresenta una figura divisiva: se da un lato ha mantenuto una certa popolarità, dall’altro la sua amministrazione ha dovuto affrontare difficoltà e critiche.
Il M5S non può permettersi di ancorarsi alle ritrosie del Voluto cambio di passo : dovrà dimostrare di essere in grado di agevolare la costruzione di una coalizione ampia, dialogando con il centrosinistra e le realtà civiche, per evitare di isolarsi.
Il doppio turno potrebbe essere un vantaggio, ma solo se il Movimento saprà accettare anche il voto moderato e progressista al secondo turno.
Sebbene si tratti di elezioni locali, i risultati potrebbero avere implicazioni a livello nazionale. La Basilicata è una regione storicamente oscillante tra centrodestra e centrosinistra, e una vittoria netta di uno schieramento potrebbe essere interpretata come un segnale di tendenza politica più ampia.
Nei prossimi giorni, le alleanze e le candidature definitive delineeranno meglio il quadro politico. Una cosa è certa: queste elezioni non saranno solo una sfida locale.
UNA TORNATA ELETTORALE DAL FORTE PESO POLITICO
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