LA SPREGIUDICATEZZA NORMATIVA CHE UMILIA I LUCANI

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Armando Tita

La politica politicante ha sempre approfittato del “ferragosto” e delle “feste natalizie” per mettere su provvedimenti ambigui, opachi e di dubbia utilità per la cittadinanza. Qui in Basilicata, nei Palazzi di Via Verrastro la “massima” di Mao: “Grande confusione sotto il cielo quindi la situazione è eccellente” è stata recepita, accolta e accettata nella sua interezza e nella sua totalità. Può il lucano di dignità essere così umiliato ?. Può una seria opinione pubblica sopportare un tale decadimento morale ? La spregiudicatezza normativa e di “bilancio” che si è “abbattuta” sulla Regione Basilicata in questi ultimi mesi dopo l’infelce debutto del Consiglio regionale che ha ridetermnato l’indennità consiliare di ben duemila euro al mese con la l. r. n. 22 del 12 agosto 2024 , ha definitivamente sancito la rottura tra istituzioni e società. Mai si erano verificati “episodi” così gravi e così impudenti nella vita amministrativa e politica della Regione Basilicata. Un uso spregiudicato delle normative regionali a favore dei consiglieri con una velocità alla Speedy Gonzales. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare in aula le proposte di legge sulla rivalutazione delle indennità di  consiglieri e assessori regionali in carica, e sugli incarichi ad ex consiglieri regionali e parlamentari già fruitori di assegno vitalizio(sic!!!) Provvedimenti che sfiorano il “trumputinismo” odierno e pongono le basi per un vero “Marchesato del Grillo”. Ve lo ricordate il Marchese del Grillo interpretato da uno splendido Alberto Sordi : “Noi siamo Noi e Voi popolo non siete un c.zo” (Vanto diritti di primogenitura da oltre vent’anni).La genesi di tutti questi mali è ascrivibile a un peccato che si è consumato negli ultimi tempi …nella bieca transumanza selvaggia senza alcun pudore dei gruppi politici presenti in Consiglio regionale, senza mai dimenticare il “Piano di ristrutturazione degli Uffici regionali” ad opera del Generale. Una ristrutturazione atipica e incomprensibile con l’approdo ingiustificato di tanta dirigenza “napoletana”. Ho dedicato negli anni e nei mesi scorsi ampi reportage sul Piano “monopresidenziale” accettato supinamente da tutta la Giunta e dall’intera struttura, cosiddetta, funzionale, della Regione. Uno strano modus operandi che ci riportava indietro nel tempo. Una concezione semi-dittatoriale con funzionari regionali meri “arredi urbani”. Una sorta di novello Re Sole, in salsa lucana. Constatavamo amaramente che, in questi ultimi anni,grazie ai terrificanti “suggelli” e alle spregiudicate “rimborsopoli”, la fiducia nei politici e nella burocrazia regionale dei cittadini lucani si era sempre più affievolita. Oggi, questa fiducia, mutuando il giochino della “ battaglia navale” è definitivamente naufragata, “affondata”.  Il caro Presidente Bardi , invece di umanizzare e democratizzare  le strutture regionali burocratiche e sanitarie, di  promuovere una dimensione più sociale nella sua interezza ha creato un assurdo monopresidenzialismo burocratico. Eppure i segnali c’erano tutti. Nelle precedenti elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Matera, centrosinistra e centrodestra erano stati umiliati dai Cinque stelle. Oggi, ahinoi, la sperimentazione Cinque stelle materana è miseramente fallita. Siamo tornati nella pura mediocrazia di sempre con una confusione politica, quasi patogena, che ci sconforta ulteriormente e non promette bene. Il sottoscritto con i suoi reportage sul “Vicinato” e sul Pasolini materano “Qui ho trovato il sole, il sole vero. Il sole ferocemente antico” aveva sperato nei veri e nei concreti  cambiamenti della Capitale Europea della Cultura 2019. Cambiamenti volti a riformare queste oligarchie partitocratiche (di ieri e di oggi) rozze e clientelari con il superamento degli obsoleti modelli organizzativi regionali e comunali e avviando ampi processi democratici di inclusione e di onesta semplificazione delle procedure. Semplificazioni che avrebbero dovuto riguardare lo sviluppo, la ricerca , l’offerta dei servizi e la “formazione continua” del personale. Matera poteva essere una “palestra politica”che avrebbe potuto creare buoni esempi e buone pratiche. Tutto è stato vanificato da un miserevole comportamento “politicante”e da una miserevole chiusura. Grazie alla “confusione” odierna forse è arrivato il momento di uscire finalmente dalla supponenza e aumentare il tasso di serietà e di vera e concreta “ Inclusione sociale “ facendo crescere la sfera dei diritti degli ultimi. Sono queste le tematiche serie che ogni amministratore comunale e regionale foriero dell’ “Human Governance” dovrebbe affrontare con quelle progettualità “erga omnes” tanto amate dal FSE e valide per tutti…non per pochi fortunati meglio conosciuti come “amici del giaguaro”. Progettualità “erga omnes” considerate dai politicanti buzzurri di ieri e di oggi come mero chiffon de papier, “chiffon de papier pour torcher les culs-blancs “. (un pezzo di carta igienica… per pulire i c.li bianchi) L’Human Governance che Noi auspichiamo per Matera e per l’intera P. A. lucana ha radici essenzialmente culturali . Cultura della P. A. e del cittadino che impone una impostazione gestionale democratica, aperta e inclusiva con la centralità dell’individuo/cittadino attraverso l’approccio metodologico del “customer satisfaction” ormai relegato in soffitta da oltre trent’anni. Una sorta di indagine conoscitiva nella quale venivano coinvolti migliaia di cittadini e migliaia di aziende attraverso il filtro del questionario, predisposto ad hoc, sia per il miglioramento  della qualità dei servizi erogati, sia per l’intensificazione degli investimenti nelle tecnologie innovative dell’informazione e della comunicazione.  Sarebbe bello se la nuova Amministrazione Comunale di Matera attraverso l’approccio metodologico del “customer satisfaction”, adottato con successo dalla Regione Basilicatacon i Progetti Artigianato (1991) e Forestazione(1993), imponesse una corretta gestione delle risorse umane e un corretto rapporto con i cittadini/utenti. Il “customer satisfaction” del recente passato ha evidenziato criticità e ritardi ingiustificati costringendo la “Struttura funzionale” pubblica e burocratica a porvi rimedio con flessibilità e semplificazioni procedurali. Possiamo sperare, per dirla alla Sergio Lepri, che cuore e cervello siano collocati al centro delle serie problematiche dopo anni di stucchevole politica politicante. Possiamo sperare di ritrovare il sole , il sole vero. Il sole ferocemente antico di Pier Paolo Pasolini. Notate bene, cari amici e cari lettori, ho iniziato e concluso l’articolo con la “politica politicante”. Politica politicante non più sopportabile per noi lucani di dignità, senza padroni e senza padrini.
*Sociologo e saggista
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