VA PENSIERO……………..

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ANNA MARIA SCARNATO

Va pensiero…….
Solo dall’alto dei cieli, dalle immagini che dallo spazio i cosmonauti inviano alla terra l’Italia è un tutt’uno di suolo con sfumature dettate dalla diversa morfologia dei territori, dove montuosi, dove pianeggianti, dove colline. Il mare intorno che, solo per definizione e orientamento geografico, prende nomi diversi, ma è acqua che bagna le coste in un movimento che bacia e non ne discrimina alcuna. Nella natura c’è una forza di compensazione che l’uomo dovrebbe imitare. Se la terra si ribella, se il mare distrugge, è perché l’equilibrio delle forze della natura è venuto meno non certo da sé come alcune correnti di pensiero avanzano assolvendo l’uomo. E il pensiero va ai nostri comportamenti, a ciò che non si dovrebbe fare nei confronti della terra, del mare, e in primis dell’uomo, per evitare che negli animi covi il desiderio e la spinta a contestare determinazioni volte a rompere una unità di diversità che rendono bella la nostra Italia. Il popolo del Nord e del Sud non è un popolo diverso da trattare in modo diverso. Noi siamo uno stesso popolo sotto una stessa bandiera, un popolo che tifa squadre sportive diverse che giocano competizioni sportive, con maglie e bandiere di diversi colori. Quando i calciatori provenienti dalle squadre d’ingaggio si ritrovano assieme a giocare nella Nazionale, noi italiani tifiamo per l’Italia, uniti dalla nostra bandiera che alle finestre di casa, nelle diverse piazze, nei bar, al Sud, al Centro e al Nord, sventolano mosse dallo stesso pensiero. Come oggi, 28 gennaio, l’Italia unita era incollata allo schermo per condividere la fatica e la gioia di Sinner, vittorioso in Australia, poiché, come annunciato dal commentatore della diretta, oltre il talento indiscusso dei giocatore, ha vinto il lavoro di squadra. La Politica non è lo Sport con squadre che vivono e vincono in classifica in base alla ricchezza economica e alle scelte dei padroni delle società sportive ma è lo Sport quando tutti i colori diversi delle regioni e le loro economie, le loro risorse insieme fanno vincere l’Italia. E’ difficile allora comprendere che i capricci di un vice ministro vanno contro l’unità dei popoli? A cosa serve il ponte di Messina e i miliardi che costerà se non a “collegare” meglio le terre? Il Sud dell’Italia ha bisogno di coesione umana, e non di guerre ora ideologiche che poi si potrebbero trasformare in odio tra fratelli di una stessa Patria. Se così non è, se nefasta si dimostrerà per il Meridione questa spaccatura che manca di rispetto verso l’uomo, se si vorranno veramente tracciare i confini tra i popoli, del Canto degli Italiani in piedi rimarrà il verso “schiava di Roma” riferito alla determinazione consensuale di ministri e governatori del Sud “all’autonomia differenziata”. La ricerca della libertà del popolo che l’ha ispirato non è più di casa forse nei palazzi di governo. La punizione verso le Regioni del Sud ha ragione d’essere nell’ambizione del centrodestra di assoggettare elettoralmente al suo potere la popolazione residua del Meridione, affamandola e colpevolizzando i precedenti governi, compreso ma non espressa volutamente la reggenza del Ministero con a capo la Meloni. Si dà importanza all’associazionismo, al terzo settore con l’impegno verso le categorie meno abbienti. E l’impegno è visibile sotto i portici delle città dove la solidarietà è il lumicino che tiene in vita i poveri senza casa e famiglia. I volontari provvedono a scaldarli e non dicono alzati, cammina e arrangiati da solo perché tuo padre, la tua famiglia, non hanno saputo badare a te o tu stesso hai preso strade sbagliate. Il governo dice ai meridionali che “siete, quello che avete scelto come governo se si tratta chiaramente del centrosinistra”, rimproverando di scelte elettorali del passato, Allora non si ha scampo. Il governatore Bardi, che la Basilicata ha eletto, rappresenta noi e le nostre condizioni? Per Tajani, ha fatto benissimo e va riconfermato. No, ha portato avanti la svendita del nostro territorio già iniziata da qualche altro governatore regionale che sicuramente vorrà ripartecipare alla gara prossima. E’ tempo di coraggio per i lucani ed ogni altro cittadino meridionale tradito, è l’ora di scelte diverse. Basta non farsi prendere dalla sindrome di Stoccolma e sottomettersi per timore a chi ci vuol privare dell’unità nazionale, confinandoci nel deserto territoriale e umano, come gli “immigrati da espatriare”, addormentati e “torturati” nel CPR di Palazzo S. Gervasio (PZ) da persone che avrebbero dovuto prendersi cura di loro diversamente, come i cosiddetti irregolari di cui disfarsi cedendoli all’Albania. Il Sud non vuole la guerra poiché ama la pace, l’unità tra i popoli e testimonia sempre l’accoglienza e il calore verso chi cerca un’altra Patria. Testimone della resilienza, resiste all’anticiclone africano di questi giorni, resiste al gelido freddo del Nord che “schiaffeggia”. E il pensiero va ……E sorprendentemente la voce intona “Oh bella ciao”, dedicata al voto libero che può cambiare il futuro che non si vede roseo all’orizzonte che vogliono imporci. Sì, i governi si scelgono democraticamente e senza condizionamenti. “Va pensiero ….va, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal “ (Va pensiero…va e posati sui pendii e sulle colline, dove profuma tiepida e deliziosa l’aria della nostra terra natale). “O mia Patria, sì bella e perduta! O membranza sì cara e fatal! (O mia Patria, sì bella e perduta. Oh ricordo così caro, ma così doloroso). “Arpa d’or dei fatidici vati, perché muta dal salice pendi? Le memorie del petto riaccendi, ci favelli del tempo che fu! (Arpa d’oro ispiratrice dei grandi poeti, perché taci e ti abbandoni al pianto? Riaccendi nel nostro cuore i ricordi. Parlaci ancora della nostra Storia gloriosa!) “Traggi un suono di crudo lamento” (Fai risuonare un canto di crudo dolore). Non dimenticheremo chi ha tradito tutto ciò.

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