VACCINI, NERVI SCOPERTI E SONNO DELLA RAGIONE

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giuseppe melillo
Il governo di Singapore ha annunciato che non pagherà più le cure mediche a chi non si vaccina per scelta.
Il sonno della ragione genera mostri, è il titolo di un dipinto dello spagnolo Goya. Eppure se la Guernica di Picasso è stato l’opera rappresentativa dei totalitarismi del XX secolo, il quadro di Goya potrebbe rappresentare la società in questo primo quarto del XXI secolo.
Non pagare le cure mediche a chi non si vaccina è la cifra della crisi della ragione della nostra società. L’ho sentito ripetere più volte e letto in numerosi post sui social. Una crisi trasversale, incapace di affrontare con raziocinio le diverse posizioni.
Si invocano soluzioni che parlano alla pancia e toccano i nervi scoperti da una crisi sociale che si va diffondendo al pari della pandemia/sindemia.
Da un lato c’è chi definisce i vaccinati degli schiavi, dei covidioti, proni al sistema e alle big pharma, dall’altro c’è chi pensa che i non vaccinati siano degli untori, spera nella loro marginalizzazione e addirittura invoca il diniego alle cure sanitarie.
Immagino che il passo successivo sarà quello di non curare gli alcolisti, i tossicodipendenti o non soccorrere chi non ha usato casco o indossato la cintura di sicurezza in auto o vietare le terapie anticancro ai fumatori.
Se “Il valore di uno Stato è, a lungo andare, il valore degli individui che lo compongono”(J.S. Mill, La libertà) allora siamo in presenza di un processo di decomposizione dello Stato che il Covid ha solo accelerato.
L’assenza della memoria storica, l’incapacità di una discussione e la presenza di un confronto sempre più al ribasso, infarcito di slogan e parole svuotate, crea il terreno fertile alla generazione di mostri, che richiedono poi un “potere forte”.
Un potere generatore di azioni forti, istintive e di pancia, che provocano fratture nei componenti della società, un potere che apre le gabbie dell’irrazionale.
Contro il sonno della ragione è auspicabile un rafforzamento del senso della ragione, nel senso illuminista, depotenziando i mostri che si alimentano degli scontri tribali, dove entrambe le fazioni affermano la volontà di ricostruire mondo migliore.
Eppure sta storia di costruire un mondo migliore imponendo la propria idea l’ho già letta parecchie volte.
La volontà di “un mondo migliore” spesso nasce da una situazione diffusa di crisi. E la responsabilità della crisi è sempre sistemica, il Covid non nasce perché certe persone si rifiutano di vaccinarsi. I vari covid sono il frutto (marcio) di una globalizzazione e di un mercato deregolamentato. Lo scontro tra contrari e favorevoli è uno degli effetti ma non la causa. Effetti che aumentano con la tendenza a polarizzare ogni discussione tra anime belle e anime brutte (naturalmente quelle brutte sono gli sempre gli altri).
Spero che vinta la battaglia al Covid riappaia la ragione e ci accompagni lontano da un “futuro-primitivo” e si riaprano lealmente discussioni tra rapporto salute e cure sanitarie , interessi delle persone e quelli economici. Evitare la discussione comporterebbe non curare le ferite aperte.
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Sull' Autore

Sviluppo territoriale, passione per l'antropologia e i fenomeni di massa. Collaborazione per enti pubblici e privati, nella formazione, sviluppo territoriale e culturale. Ha collaborato con Inturjoven, dipartimento del turismo dell'Andalusia, Università degli studi della Basilicata, cattedra di antropologia culturale, APT (Agenzia Promozione Territoriale) Regione Basilicata Consorzi Turistici GAL ( Gruppi di Azione Locale) Enti di Formazione, in ambito culturale / territoriale e turistico. Settori di competenza: branding e identità, e sviluppo locale

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