I cittadini lucani che anelano alla vaccinazione vagano in una nebbia londinese con le due Asl che vanno avanti alla giornata e non sono in grado di programmare oltre il primo step dedicato agli ultraottantenni. Qui le cose sono avvantaggiate dalla partecipazione dei medici di famiglia che hanno messo a disposizione la loro anagrafica degli utenti mettendo in condizione gli uffici delle due aziende di stabilire un calendario e di chiamarlI nei diversi punti di vaccinazione. Domani si parte nelle due città capoluogo e per Potenza il tendone del katar avrà l’onore dei riflettori dei media locali, visto il polverone scandalistico che la vicenda della sua donazione ha suscitato. Il problema serio è che per vaccinare questa fascia di anziani, se ne andrà tutto marzo, vuoi perchè i vaccini arrivano col contagocce, vuoi perchè non si è ancora messo a punto la macchina organizzativa per le altre fasce d’età. Si sa solo che si darà precedenza per fasce di età e per una condizione di comorbilità, cosa alquanto approssimativa perchè chi ha un tumore viene ad avere lo stesso diritto alla priorità di chi ha il diabete. Si sa anche che il Dipartimento ha messo in mezzo le Poste Italiane per fare da tramite con gli utenti , attraverso una piattaforma predisposta dall’azienda postale nella quale riceve le prenotazioni e assegna il giorno e la sede di vaccinazione relativamente al comune di residenza. Una organizzazione che non è il massimo dal punto di vista dell’efficienza, sia perchè una prenotazione al computer non è cosa da tutti, sia perchè una graduatoria di priorità redatta in base a criteri oggettivi e inappuntabile non è stata predisposta, creando inevitabilmente le premesse per polemiche e sospetti. A questo si aggiunga una assoluta incertezza su quando e quanti vaccini arriveranno per cui l’assalto alla prenotazione diventa un assalto ai forni di manzoniana memoria. Insomma dal Dipartimento esce poca roba, a dimostrazione del fatto che i problemi della sanità sono tutti in un vertice operativo ( qui l’assessore non c’entra) che ,o perchè privo di personale o perchè estraneo al territorio, prende la questione sottogamba, semplicemente dicendo alle asl di sbrogliarsela alla meglio. Vorremmo sbagliarci, ma si sta andando un’altra volta di corsa a sbattere contro un muro. r.r.
VACCINI, SI CAMMINA NELLA NEBBIA
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