VALLE DEL NOCE, TORNA L’INCUBO DELL’IMPIANTO CHE DISTRUGGE IL TURISMO

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Diciamo subito che la vicenda dell’impianto di trattamento di rifiuti pericolosi che si vuol fare in località San Giorgio del Comune di Tortora è gravissima e che l’assessorato all’ambiente della Regione Basilicata ha responsabilità enormi per come l’ha trattata e per come l’ha sottovalutata. E’ gravissima perchè ha ripercussioni evidenti sulla foce del Noce e sulla costiera marateota, rappresentando una fonte di inquinamento del fiume e del mare nel tratto calabro-lucano. Sulla foce del Noce ,oltre ad insediamenti turistici  abbiamo la potenzialità inespressa del terreno ex Pamafi che, la sola presenza a monte di un impianto così impattante renderebbe inutilizzabile, soprattutto per un tipo di turismo che la Basilicata si è accinta da tempo a portare avanti e che riguarda la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del paesaggio. E proprio per questo il sostanziale nulla osta dato dalla Basilicata è talmente i controtendenza da far pensare che certe pratiche siano passate in mano al primo venuto che ignorando il passato di una vicenda e il futuro di un territorio ha messo una firma quanto meno avventata. Riepiloghiamo brevemente la vicenda partendo dal 27 novembre 2013, quando l’impianto che tratta 110 mila tonnellate di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi fu sottoposto a sequestro preventivo per una serie di violazioni di carattere penale. Venne sospesa L’AIA ( autorizzazione integrale ambientale)  ma , archiviato il procedimento, l’impresa ,a dicembre del 2016, richiese il nulla osta alla riapertura. La Regione Calabria non  convinta di poter andare avanti e dal momento che l’impianto dista appena 200 metri dall’inizio dellarea SIC del Noce, chiede alla Basilicata di pronunciarsi sulla valutazione di incidenza rispetto all’area tutelata. Se la Calabria voleva una mano, la Regione Basilicata ha fatto il contrario e modificando in pieno l’atteggiamento sino ad allora tenuto dalla Giunta Pittella  ha predisposto una Valutazione che è un oltraggio al pudore e all’intelligenza per quanto si dimostra carente e superficiale, omettendo di valutare i rischi di un malfunzionamento dell’impianto ( e sappiamo benissimo quello che è successo a Viggiano), non prescrivendo controlli giornalieri ( che è il minimo per impianti del genere), non suggerendo soluzioni tecnologiche innovative che pure ci sono  e , per ultimo ma non ultimo in ordine di importanza, prendendo per buoni i dati offerti dalla ditta circa le acque di scarico. C’è poi una frase finale che fa rizzare i capelli per l’assoluta disinvoltura con cui si liquida la faccenda, sostenendo che “ non sono attese coincidenze significative a carico del sito ZSC valle del Noce …e pertanto si ritiene non necessaria l’assogettabilità alla procedura di Valutazione di incidenza appropriata. Di fronte a questo comportamento francamente disinvolto e inadeguato, c’è da chiedersi che sta succedendo in un assessorato che è sceso in campo come se volesse far guerra alla ( chiamiamola così ) cultura della mediazione che si sarebbe tenuta nel passato, scordandosi che la Giunta Pittella ha fermanto un colosso come l’Eni ( e forse ne ha pagato le conseguenze), mentre questa alla prima acqua sporca  rischia di bagnarsi  fino ad essere irriconoscibile. Il silenzio su questa questione non è accettabile, mentre sarebbe doveroso un atto di ripensamento. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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