domenico friolo
Caro Direttore, grazie del tuo spronarmi a narrare e poetare su Talenti Lucani, in un passaggio a sud che non guasta ma attiva luce sul passato di questa nostra terra Lucana.
A fine anno, avrò settanta anni… in questa nostra regione, da me percorsa il lungo ed in largo, il mio sguardo attento ha colto disagi, gioie, speranze, amore.
Ogni angolo di questa terra racconta la sua storia, ogni albero, ogni calanco, ogni vetta, ogni valle, suggerisce una storia e porge mille emozioni. 
Salire, arrampicarmi sui rilievi dal Vulture al Pollino, dagli Alburni al Cervati, all’Orsomarso, perché sono lucani anche questi rilievi era fonte di gioia e adesso costituiscono dolci ricordi che non hanno prezzo.
Come quello di raggiungere la località detta: “”ngapa la serra””su una piccola cava di pietre, sull’orizzonte oltre Barrata, ad un tiro di schioppo di Potenza, e vedere il mare Adriatico.
Ma quanti potentini lo sanno ? Inoltre è anche ottima zona per raccogliere ” marruchedd”” .
Non racconto oggi dei posti già noti di questa terra, ma mi soffermo sui greti delle fiumare al sud.
Esempio, il panorama che si gode da Colobraro non solo appaga la vista ma fa capire la potenza della natura e dell’uomo che hann
o modellato il circondario.
Si vedono, da questo borgo, scendere dai rilievi del Pollino, enormi letti di fiumare: il Ragone, la Fiumarella, il Sarmento, unirsi tra loro e poi, ai piedi del paese, confluire nel Sinni, di cui si vede il lago, oltre monte Cotugno. Fanno da cornice all’orizzonte il massiccio del monte Raparo, l’aguzza vetta del monte Alpi, i rilievi del lagonegrese.
Ma come se non bastasse, se spostiamo lo sguardo a sud, Colobraro offre ai sui piedi Valsinni, ed il fiume Sinni allargarsi a dismisura sotto Rotondella, che procede verso l’azzurro infinito del mare Io
nio, oltre la fertile piana Metapontina.
Altro che film spettacolari…
Come dicevo, potenza della natura e dell’uomo, in quanto la diga di Senise, la sua capacità sono opere dell’ uomo, gli enormi letti delle fiumare è opera della natura, delle due acque.
La nostra Lucania, è un vero incanto.
Dopo i miei viaggi di lavoro che erano anche viaggi alla scoperta delle meraviglie lucane rientravo a Potenza , ed a sera, nel capoluogo, mi recavo in centro, nel mio guscio cittadino, per rilassarmi tra i miei amici passeggiando e discutendo per via Pretoria. Ed è a questo momento e a questa via ai potentini tanto cara che dedico questa poesia. A risentirci, Rocco
POTENZA È SEMPRE POTENZA.
MI GIUNGE L’ECO DEI RICORDI
E DELLE DELLE PAROLE MAI DETTE,
UN INFUSO DOLCE AMARO, RUFFIANO,
INEBRIANTE, MISTERIOSO
CHE ARPIONA LA NOSTALGIA
EMANATA DA UNA CITTÀ DI PROVINCIA:
LA MIA POTENZA.
ORA NE HO RECESSI D’AMORE
CRUDELI E DOLCI, AGGROVIGLIATI
A QUELLE PAROLE CELATE,
NEI SENTIMENTI RIFLESSI NELL’ANIMA.
ORA, VAGO MIRAGGIO VETUSTO
AD INVOCARE L’ETÀ DEI GIORNI
SOGNANTI, VISSUTI IN QUEL TRATTO
DI VIA CON ORGOGLIO PRETORIANO,
IN UN ANDIRIVIENI LIETO E GAIO
A DISEGNARE LE SERE POTENTINE.
VIA PRETORIA:
STRETTA TRA MIRIADI LUCI,
INSEGNE COLORATE E LUMINOSE,
FESTAIOLE, ATTRAENTI, SUSCITANTI
QUEL TIPICO SOBRIO MORMORIO:
PARVENZA CIVETTUOLA D’ELITE
A SERA, DOVE DONNE IMPETTITE,
IMBELLETTATE CHE ELEGANTEMENTE
MUOVEVANO IL PASSO,
OFFRENDO SPETTACOLO, FASCINO,
ALTA MODA E GRAZIA FEMMINILE
NEL FIERO “STRUSCÌO” SERALE
DI UNA DOLCE UNICA, ORIGINALE
BELLA, FRESCA E RUFFIANA POTENZA.
TRA INCHINI DI DOTTI RIVERENTI
I BORSALINI SOLLEVARSI IN RISPOSTA
E POI… QUELLA GENTILE FRASE,
TIPICA CORTESIA DEL MERIDIONE:
” LE POSSO OFFRIRE UN CAFFÈ ? “…
“”CERTAMENTE, PERÒ OFFRO IO””
…E COME PER INCANTO SI APRIVANO
LE PORTE DEL GRAN CAFFÈ ITALIA:
LA CITTÀ S’INEBRIAVA NEL GUSTO,
NELL’AROMA DEL GRAN CAFFÈ ITALIA,
NELLA CARA ANTICA VIA PRETORIA.
Poesia di Domenico Friolo 2013-3