Pubblichiamo questa lettera alla camusso, perchè essa non riguarda solo la Camusso ma ha una motivazione più generale, ed è l’insoddisfazione di parte degli iscritti sindacali, di tutit i Sindacati, rispetto all’atteggiamento di conservatorismo assunto dalle tre sigle nazionali. Una ribellione civile della base che non si sente più rappresentata nè interpretata nei nuovi bisogni. In questo senso la letetra ha un valore emblematico
“Gentile signora Camusso Susanna, sono un lavoratore impiegato nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, presso la Direzione Regionale VVF Basilicata e Potenza. Sono stato tesserato ininterrottamente con la Cgil dal lontano 1979, ed ogni parola di Giuseppe Di Vittorio, ogni frase di Luciano Lama, costituivano un dipinto di modello di società libera e democratica, tessuta di relazioni ispirate dai valori di buona fede, trasparenza, correttezza, lealtà e prevenzione dei conflitti. Tali valori li ho poi ritrovati iscritti in un nostro ormai vecchio CCNL. Tali valori li ho visti traditi, calpestati, stuprati in questo ultimo ventennio di vita lavorativa e di militanza sindacale ed anche, più recentemente, in un modo tale da rendere il mio sindacato uguale a tutti gli altri. Ho visto il sindacato, e la minuscola è voluta, proclamare ‘stati di agitazione’ assolutamente infondati ed offensivi della dignità e dell’intelligenza dell’essere umano al solo scopo di intimidire i dirigenti responsabili per far capire chi comanda. Ho visto il sindacato, la minuscola è ancora voluta, preoccuparsi in modo appariscente della posateria della mensa di servizio ed essere oscenamente silenzioso su esigenze come la formazione del personale. Ho visto il sindacato, inutile dire che la minuscola è voluta, difendere i nullafacenti al solo scopo di impedire ai colleghi più volenterosi e diligenti di emergere, in nome di un ‘fanatismo egualitaristico’ che è la prima fonte di ogni ingiustizia. Lo ho visto poi, il sindacato, impegnarsi per dare gli incentivi a tutti. Lo stesso sindacato si è scandalizzato per l’importo pro capite del prefato incentivo, pari a euro 4,00. Anche io sono scandalizzato perché non bisogna dare 4,00 euro a tutti, ma 100,00 euro a chi lavora con amore, serietà e impegno. Lo ho visto, poi, impegnarsi affinché il lavoratore disonesto e negligente non fosse punito come meritava, in nome di un ‘perdonismo di tesserà che tanti danni arreca ad una comunità di lavoro ed a tutto il Paese. Lo ho visto, sempre il sindacato, impegnarsi affinché fosse ‘isolato’ il lavoratore diligente, onesto, rispettoso delle regole e delle procedure perché costituisce un forte ostacolo al ‘pappo-pagnottismo’ ed al ‘praticismo compromissorio’ di cui il sindacato è diventato uno strenuo portabandiera. Lo ho rivisto, sempre il sindacato, nel Pubblico Impiego diventare l’Anti-Stato, il cancro che distrugge ogni funzione vitale del ‘Sistema’. Il sindacato è, oggi, diventato cosa diversa da ‘me’ e non voglio più essere parte del sindacato. Gentile signora Camusso, Le restituisco la tessera, pezzo di carta sgualcito che riflette la delusione di un ‘lavoratore tradito ‘ che ha maturato l’assoluta consapevolezza che per ‘costruire un nuovo vero sindacato’ occorre distruggere, e senza salvare alcunché, l’attuale sindacato, stando molto attenti ai cambiabandiera dell’ultima ora, e ai molti che si riciclano con disinvoltura”. Vito Gentile