by ROCCO ROSA (copertina di ANTONIO MORENA)
In questi giorni, il Comune di Sappada, provincia di Belluno, è passato agli onori della cronaca per aver vinto ( o quasi) una battaglia storica: passare dalla regione Veneto a quella del Friuli Venezia Giulia. Il 95 per cento della popolazione si era espressa anni fa per questa scelta e, nonostante si dovesse passare da una regione a statuto ordinario ad una a quello speciale, il miracolo si sta avverando. Il disegno di legge costituzionale ha già incassato il via libera della Commissione Affari istituzionali del Senato e attende il passaggio in aula. E sì che non sono state rose e fiori le cose che si sono detti i due Governatori, quello del Veneto, Zaia, e quella del Friuli, la Serracchiani: il primo a minacciare di portare “Bolzano al mare” , cioè una unica regione al posto delle attuali tre, la seconda a dire che è pronta ad annettersi l’intera provincia di Belluno. Queste cose riecheggiano battaglie di cittadini cui però non è stato dato ascolto e che anzi sono stati praticamente snobbati nelle loro aspirazioni: quelle del Cilento, dove oltre 30 Comuni hanno chiesto con tanto di delibera consiliare di passare alla Basilicata, regione alla quale non solo li lega la storia, ma anche affinità e interessi economico-territoriali. L’atteggiamento di diplomazia istituzionale ( che volgarmente si chiamerebbe “meno siamo e meglio stiamo”) tenuto dai nostri governanti del passato, ci ha nuociuto enormemente ed i risultati li si vedono adesso che si incomincia a parlare seriamente di accorpare le regioni che sono sottodimensionate. Non si illuda chi pensa di poter contrastare nelle aule parlamentari questo disegno. Renzi per ora non fa nulla perché aspetta che gli passi il referendum costituzionale sulle riforme: incassato quello si farà la campagna elettorale sul tormentone delle Regioni. E dopo gli scandali, gli sprechi, l’attacco incessante di una stampa nordista che vuole una Italia comandata da Milano, il Nord che non vedrebbe male la Padania, chi si opporrà ad un ridisegno costituzionale che magari finirà col prendersela solo con il Molise e la Basilicata?. Si è visto come è finita la storia del Senato: con una soluzione così pasticciata da scontentare tutti: quelli che volevano una sola Camera e quella che volevano la riduzione a metà del numero di Deputati e di quello dei senatori. Ricordo mio fratello che, più piccolo di me, ma ben piantato, che mi consigliava: quando fai a botte, attacca per primo: lo cogli di sorpresa e lo spaventi. Ecco è arrivato il momento di incominciare ad agire. E si che da Lauria a Sapri ci separa un tiro di schioppo.