
DOMENICO FRIOLO
Tra il 1952 ed il 1953 il quartiere del Purgatorio si identificava in una calata detta via Monte Carmelo, abitata per lo più dalla famiglia Cirigliano e numerosi discendenti, che a volte avevano lo stesso nome e per distinguerli si ricorreva ai soprannomi: così presero voga i Campanari, i Corvi, i Bumm, Zì Maria la sacrestana. I figli dei figli venivano indicati con l’aggiunta di una erre, esempio: I Corvi divennero Ri Corvi, discendente dei corvi, e quando questo sistema veniva colmato, i nipoti dei corvi venivano chiamati con un nuovo personale soprannome che veniva da altri forgiato , spesso dovuto a uno sfottò, ad una passione, ad un episodio comico. Per cui ai discendenti dei miei bisnonni in questione, i Cirigliano fu dato il nomignolo di “black”. Zì Tore ne era il capostipite. Fu così soprannominato per la sua passione per la caccia in quanto nell’attimo precedente a sparare contro la selvaggina, usava dire ” mó u black. ” Ovvero: ora lo blocco. Per cui Salvatore Cirigliano veniva identificato nel paese come: U Black. Questa particolare usanza dei soprannomi, in Lucania era diffusa ed alcuni soprannomi erano efficacissimi e anche belli.. Ma ora torniamo a Zì Tore U Black, con questa poesia che lo descrive.