1 MAGGIO: IL PROTAGONISMO DEI LAVORATORI INVISIBILI

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Pietro Simonetti

Sono circa 50.000 le lavoratrici impegnate nel lavoro di cura e domiciliari in Basilicata, una buona parte in nero e prevalentemente migranti che si vanno ad aggiungere ai 20.000 stagionali che ogni anno raccolgono i prodotti agricoli e lavorano nel settore zootecnico. In Italia 2.000.000, oltre 1,2 milioni in nero nel lavoro di cura e 1,2 in agricoltura e nei servizi di logistica, 800.000 in nero, sostengono la catena alimentare e l’assistenza. Sono settori dove lavorano anche italiani sottopagati ed in molti casi gestiti dal caporalato. Questi lavoratori e lavoratrici, che in questa fase contribuiscono al raccolto e all’assistenza sono la parte umile e invisibile. Assieme agli operatori della sanità e dei servizi , il commercio e la manifattura rappresentano l’asse principale della struttura economica del Paese in lotta contro il virus.
In questo 1 Maggio, oltre ai ringraziamenti, occorre preparare il terreno per liberare questa gran parte di persone, dallo sfruttamento, dalla invisibilità e per ridare dignità e riportare il lavoro ad essere centrale nella società. Una festa del lavoro incentrata sulla riconsiderazione delle priorità da perseguire a partire dal superamento delle diseguaglianze economiche e sociali ma anche nel godimento dei diritti. Ecco un’ occasione per la regolamentazione dei migranti che sono precipitati nella clandestinità anche per gli effetti delle normative decise dal precedenti governi.
E’ una misura urgente per assicurare la sicurezza e il lavoro in diversi settori e non solo in agricoltura.
In questo momento si parla molto dell’utilizzo della “risorsa Migranti” che rimarrà tale nel tempo anche per questione legata alla demografia, allo spopolamento . Tutto questo comporta un rinnovato ed efficace impegno delle Istituzioni e delle parti sociali: proporre e rivendicare non basta, la lotta rimane, pur nell’ innovazione della strumentazione e delle modalità, la strada che assicura partecipazione e protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. L’industria della paura e della produzione dell’odio, l’individualismo sfrenato e l’illegalità assunti a sistema hanno prodotto danni notevoli e duraturi al sistema sociale democratico. La durezza dell’impegno per uscire vincenti dalla situazione data richiede forza e intelligenza inedite. Ecco la grande attualità del verso di Dante: ”di quell’umile Italia fia salute

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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