Il lucano è stato creato per amare la sua donna ed ancor prima che egli la conoscesse già l’amava. Ne amava i suoi sconosciuti lineamenti, già ne ascoltava la voce, ne udiva il canto, già si sentiva sfiorato dai capelli di lei mossi dal vento. Già ne consolava tristezze, e ne asciugava le lacrime. Sognava di lei, come madre dei suoi piccoli. Con lena lavorava di già, per assicurarle il necessario, Tutto questo, ancor prima, di incontrarla. Cosa avrebbe affrontato per lei… Se lei avesse desiderato la luna, il lucano sarebbe salito al cielo, e dal cielo ne sarebbe disceso con la luna, per soddisfarla, così che lei ne potesse cogliere gioia. Quando la vide per la prima volta guardarlo con interesse ne fu talmente felice da mettere sù una serenata per lei. La gente del villaggio taceva ed ascoltava, partecipe. Non era un fatto privato, era una emozione collettiva. E lei, confusa, emozionata, oltre le tendine della finestra, faceva capolino tra i fiori del davanzale. Poi tutti si riversarono per strada, la gioia prendeva tutti e tutti ne donavano. Calici di vino, sollevati al cielo e tutti in coro, inneggiarono all’amore.
CARA, CERCAMI
CERCAMI IN UN FRULLIO DI ALI…
IN UN VOLO, RAVVIVATO DAL SOLE.
CERCAMI DOVE NON C’È…
L’OMBRA ATROCE DI PENOSI SILENZI.
CERCAMI DOVE LA SPERANZA
NON SOLLEVA ILLUSIONI.
CERCAMI IN UN MONDO
SENZA TIMORE DEL DOMANI.
CERCAMI NEL BATTITO DEL CUORE
CHE NON DISDEGNA UN CONFORTO.
CERCAMI, SENZA CHE LE LABBRA TUE
BACINO PER RICONOSCENZA.
CERCAMI, SOLO SE MI AMI LIBERAMENTE
SENZA TINTINNIO DI CATENE
CERCAMI, PER ESSERE TE STESSA
DOVE AMARE NON È VENTURA.
CERCAMI, ANCHE SE SONO AL TUO COSPETTO
COME, È DA ME, CERCARE TE: SEMPRE.
