2035: AUTOMOBILI DEL FUTURO!

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PATRIZIA BARRESE

Era il 1985, anno in cui la saga cinematografica del “Ritorno al futuro” e le peripezie da fantascienza di Steven Spielberg appassionavano generazioni di spettatori per stravaganze, bizzarrie e le diavolerie di uno scienziato che a partire da una autovettura, trasformava una macchina per viaggiare nel tempo. Macchina che ha fatto storia per il modo di ricavare energia: prima a partire da plutonio e scariche dei fulmini, poi ricavando l’energia necessaria introducendovi dei rifiuti. Tante macchine nel cinema di fantascienza hanno anticipato con grande precisione l’utilizzo delle auto elettriche.

Ma già nel 1886, l’industria automobilistica apportava modifiche al funzionamento delle auto proponendo veicoli prima alimentati a gas, poi a benzina fino alle auto ibride ed elettriche. La tecnologia avanza e noi con essa perché le nuove modalità di trasporto del futuro ci lanciano in pista verso una nuova era: 2035 e la macchina del tempo. Non è il titolo di un nuovo evento cinematografico ma, la nuova generazione di trasporti, vedrà la trasformazione delle attuali autovetture in veicoli futuristici che non saranno esemplari della fantascienza ma lo sviluppo di tecnologie emergenti che richiederanno il passaggio dall’auto a benzina a quella elettrica.

E’ sempre più attuale la discussione sull’utilizzo delle fonti di energia e l’emergenza climatica, e a partire dal 2035 in Europa sarà vietata la vendita di auto con motore a benzina e GPL per fare largo all’elettrificazione, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo della “neutralità climatica”. Il piano Fit-for-55, garantisce che entro il 2050 tutte le nuove auto devono essere a emissione zero senza emettere CO2. Attualmente le auto elettriche hanno un costo maggiore rispetto all’auto in uso a benzina ma l’innovazione e la richiesta ambientale si appresteranno a ridurre i costi di acquisto dei futuri veicoli. 

Un provvedimento che, se da un lato sorride e auspica la salute del pianeta, già compromessa, dall’altro mina la serenità occupazionale della forza lavoro impiegata nelle fabbriche automobilistiche con conseguenze economiche del nostro Paese a livello di intere filiere produttive. Ammettiamo che, tra il garantire l’obiettivo delle emissioni zero e salvaguardare il posto di lavoro già barcollante, in un sondaggio di preferenza, la difesa occupazionale assume la priorità per assicurare il normale benessere familiare. Il nostro Paese inoltre è tecnologicamente preparato per convertire intere linee produttive e rispondere alle esigenze di “avanguardia ” richieste dal Parlamento europeo? A turbare gli equilibri già precari dei posti di lavoro insorge la necessità di nuove competenze e professionalità del capitale umano – dagli operai ai dirigenti – che deve operare alle future logistiche industriali. 

Stellantis, tra i leader mondiali nella produzione di veicoli e i marchi iconici del Made in Italy automobilistico, è pronto a guidare la trasformazione verso la “mobilità sostenibile”; già nel 2021 aveva presentato una prima strategia di elettrificazione e anticipato i “veicoli del futuro”, tuttavia dalla Basilicata alla Lombardia i tagli del personale procedono con lo stesso entusiasmo con cui è vista la svolta epocale verso il cambiamento del 2035. Nel settore industriale lucano si parla sia di impianti produttivi dedicati alla messa in opera di nuove batterie sia ai nuovi crossover ma l’impegno umano con la propria manodopera e gli obiettivi di trasformazione da realizzare in tempi brevi saranno fattibili per l’intero Paese? Tra bretelle autostradali rimaste incompiute per lungaggini burocratiche e quelle realizzabili in tempi biblici, quanti decenni passeranno per intervenire sull’ammodernamento dell’infrastruttura stradale per installare punti di ricarica elettrica e di rifornimento di idrogeno? 

Nello scenario geopolitico, a detenere il potere economico e strategico la Cina si afferma leader indiscusso e non è un’utopia che i reali fornitori di questa svolta tecnologica siano i paesi dove il cobalto – per la produzione di batterie – è presente in grande quantità e viene presto estratto. Anche la Russia è tra i maggiori produttori di metalli ma vista la situazione critica con l’Ucraina, saranno molti i paesi, Italia in primis, a risentire delle problematiche annesse perché molti settori industriali che necessitano del cobalto riscontreranno difficoltà di approvvigionamento. Alla luce di quanto emerge, il benessere del Pianeta forse rimane in sordina, pensare al “futuro” miglioramento della salute pubblica riducendo il numero di malattie respiratorie e migliorando la qualità della vita nelle città è subordinato alle numerose incognite economiche e occupazionali che dovremo risolvere.

 

Tuttavia bisogna guardare al futuro, passare al green e puntare a nuove energie alternative per realizzare gli obiettivi della normativa europea sul clima, trasformeremo la nostra società e la nostra economia per costruire un futuro sostenibile. Siamo solo all’inizio di questa prima scintilla di rivoluzione globale su quattro ruote, e chissà…la fantascienza del “Ritorno al futuro” potrebbe essere presto una nuova realtà, artefici di essere proiettati con un’auto in tempi futuri per rimediare ai problemi presenti, perché il mondo non è più lontano, nostalgicamente svaniranno “le stazioncine sul Basento, squallide, segnate d’oleandri”, e “guideremo il modo in cui il mondo si muove”.

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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