Le Regioni hanno dato l’ok al Decreto del presidente DragHi per l’assegnazione di risorse dedicate all’assunzione di figure professionali incaricati di gestire le procedure legate al PNRR. Si tratta di mille esperti per un totale complessivo di risorse ad essi destinati di 320 milioni. Alla Basilicata ne toccano 7 che dovranno essere messi sotto contratto triennale entro il 31 dicembre di quest’anno. Le risorse professionali spaziano da ingegnere civile, ingegnere ambientale, ingegnere elettronico, geologo, biologo, architetto , ingegnere chimico, perito chimico, ingegnere energetico, esperto in procedure di appalti e via dicendo. Tutte queste figure dovranno essere prese da un albo predisposto sulla base di selezioni dal MIMS e dal Ministero della P:A. Discutibile il criterio delle risorse assegnate alle Regioni: il 30 per cento come quota fissa per tutti e il 70 per cento in base alla popolazione censita, così che ancora una volta il Nord fa la parte del leone. Non solo, ma proprio la carenza di personale al Sud, costretto a non poter assumere per problemi di bilancio determina un a forbice tra chi si è già organizzato con i piani particolari e chi non l’ha ancora fatto, per cui divena paradossale che lo stesso DPCM, appena approvato contenga scadenze che sono già passate. Ma ancora una volta il Sud va in ordine sparso, non si fa sentire nella Conferenza delle Regioni, subisce le iniziative delle regioni più organizzate e arranca a tenere il passo di quelle che rispettano i tempi. Non a caso il DPCM in questione dice chiaramente alle regioni che possono applicare i poteri sostituvi dello Stato. Diteci cosa va fatto e lo facciamo noi. Invitalia ringrazia. Non a caso il Sindaco di Napoli, Manfredi, denuncia questo divaricazione inaccettabile sostenendo che il paradosso di questa dinamica è che, per la necessità di agire velocemente, il Pnrr anziché ridurre i divari territoriali rischia di acuirli. Tra l’altro non appaiono modesti i soldi che gli Enti locali, soprattutto i Comuni sono chiamati a gestire, vale a dire una quota compresa tra il 34 e il 37 per cento dei fondi europei. Qui se non ricorriamo a mezzi eccezionali, a strumenti inusuali e a colpi di fantasia, si rischia di rimanere a piedi per via di una macchina che non sappiamo guidare.
Tabella 1 – Riparto delle risorse tra le Regioni e le Province autonome (migliaia di euro)
Quota fissa 70% / Quota variabile 30%
2020 (30%) (70%) Totale
Piemonte |
4.311.217 |
4.435 |
14.702 |
19.137 |
Valle d’Aosta I Vallée d’Aoste |
125.034 |
4.435 |
426 |
4.861 |
Liguria |
1.524.826 |
4.435 |
5.200 |
9.635 |
Lombardia |
10.027.602 |
4.435 |
34.197 |
38.632 |
Provincia Autonoma Bolzano I Bozen |
532.644 |
4.435 |
1.816 |
6.251 |
Provincia Autonoma Trento |
545.425 |
4.435 |
1.860 |
6.295 |
Veneto |
4.879.133 |
4.435 |
16.639 |
21.074 |
Friuli-Venezia Giulia |
1.206.216 |
4.435 |
4.114 |
8.548 |
Emilia-Romagna |
4.464.119 |
4.435 |
15.224 |
19.659 |
Toscana |
3.692.555 |
4.435 |
12.593 |
17.028 |
Umbria |
870.165 |
4.435 |
2.967 |
7.402 |
Marche |
1.512.672 |
4.435 |
5.159 |
9.594 |
Lazio |
5.755.700 |
4.435 |
19.628 |
24.063 |
Totale Centro-Nord |
39.447.308 |
57.654 |
134.526 |
192.180 |
Abruzzo |
1.293.941 |
4.805 |
5.746 |
10.551 |
Molise |
300.516 |
4.805 |
1.335 |
6.139 |
Campania |
5.712.143 |
4.805 |
25.368 |
30.173 |
Puglia |
3.953.305 |
4.805 |
17.557 |
22.361 |
Basilicata |
553.254 |
4.805 |
2.457 |
7.262 |
Calabria |
1.894.110 |
4.805 |
8.412 |
13.216 |
Sicilia |
4.875.290 |
4.805 |
21.652 |
26.456 |
Sardegna |
1.611.621 |
4.805 |
7.157 |
11.962 |
Totale Mezzogiorno |
20.194.180 |
38.436 |
89.684 |
128.120 |
Totale |
59.641.488 |
96.090 |
224.210 |
320.300 |