VALLE DELL’IDROGENO O VALLE DI LACRIME?

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Credo che la comunità regionale abbia diritto a saperne di più su questa strategia energetica della Basilicata ,con particolare riguardo alla cosidetta valle dell’idrogeno, che si presenta bene come un pacchetto ben confezionato e con tanto di fiocchetto per le feste di Natale , ma il cui contenuto è ignoto a tutti quelli che non appartengono alla cerchia dei diretti interessati. A lume di naso, siccome purtroppo non siamo una regione all’avanguardia ma una che va a ruota dei vari convogli, siano essi pubblici o privati, dovremmo andare con la mente ad un analogo progetto che l’Eni ha candidato per Ravenna , ma che proprio in questi giorni ha avuto la sfortuna di essere scartato malamente dalla Commissione esaminatrice dell’UE . A fronte di una richiesta di cofinanziamento per 150 milioni, l’idea era di catturare la CO2 negli immensi serbatoi costituiti dai pozzi esauriti dell’Adriatico. Progetti con la stessa finalità, ma con tecnologie diverse, sono stati invece finanziati alla Norvegia, alla Svezia, al Belgio e ai paesi Bassi. Da parte del cane a sei zampe si minimizza, ma , come riporta la stampa più informata, il progetto non aveva una portata innovativa basandosi su una tecnologia matura. Ora, le condizioni che ci sono a Ravenna esistono anche in Val basento con una miriade di pozzi esauriti e l’idea che l’Eni voglia puntare sul bilancio tra quanto produce in Val d’agri di c02 e quanto ne mette sotto il tappeto della valle del basento, è troppo realistica per essere sottovalutata. A latere di questa iniziativa c’è poi la proposta di produrre idrogeno da idrocarburi, il cosidetto idrogeno grigio. Che poteva essere una avventura positiva per il prossimo decennio se l’Unione Europea non avesse messo lo stop ai motori endotermici , un errore evidente che costringe case automobilistiche affermate come Stellantis a rincorrere gli altri nell’elettrico, quando una transizione un po’ meno rapida avrebbe consentito di migliorare ulteriormente la tecnologia e affrontare un mercato con prodotti veramente puliti. E dunque mancando la richiesta da parte del settore automobilistico, c’è da domandarsi  quali carte restano nel processo di produzione di idrogeno, se attraverso il metano o attraverso gli idrocarburi. La produzione di idrogeno da metano oggi è interessante dal punto di vista energetico ma ha costi non competitivi, mentre quello che utilizza il petrolio li ha, ma non risponde ai dogmi della transizione. E quindi al cittadino comune, in mancanza di informazioni certe che pure interessano la comunità, il territorio e l’avvenire di famiglie intere, non può che attaccarsi alla speranza che questa volta le compagnie petrolifere e l’imprenditoria a valle possano farsi il segno della croce e dare esempi virtuosi nella realizzazione di una valle dell’idrogeno che prenda questo elemento per svilupparne le potenzialità, migliorarne la resa, renderlo il più pulito possibile e sperimentando la tecnologia più moderna da seminare in regione per un processo verticale di filiera che abbracci la ricerca in tutte le direzioni e produca start up in tutti i settori. L’alternativa, anche questa volta ,sarebbe una valle di lacrime. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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