LA RIVOLUZIONE INCOMPIUTA DELLA PARITA’ DI GENERE

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armando tita*

 

Da oltre cinquant’anni ho un cruccio, una preoccupazione tormentosa…non ho mai smesso di denunciare fin dalle mie prime collaborazioni (1974)con giornali e riviste, la mancata rivoluzione rosa e democratica lucana e il ruolo subalterno e insignificante delle donne nelle Istituzioni sulle e nelle Pagine di: “Cronache Italiane, Il Meridionale, Il Mulino, Osservatorio Isfol , Il Notiziario lucano e ruvese, Rassegna dell’Economia, il Notiziario GAL, Nodi, Il Lucano, Controsenso, il Cannocchiale, l’Indro, il Quotidiano della Basilicata, La Nuova, la Gazzetta del Mezzogiorno e Talenti Lucani”. Il tutto condito da un meraviglioso MIRACOLO democristiano, tutto lucano. La DC lucana in oltre mezzo secolo non ha mai eletto una DONNA in Parlamento e nel Consiglio Regionale della Basilicata. Un record assoluto nel firmamento politico italiano.(Gradirei essere smentito) Lo dico con garbo e discrezione alle silenziose Margherita Perretti e Ivana Pipponzi. Nel precedente articolo pubblicato il 17/12/2024 su Talenti Lucani “Le Arrabbiate degli anni settanta “ puntavo il dito sulla stagione dei diritti e sulle ragazze determinate e coraggiose che si erano ribellate al nostro “goffo” Patriarcato. Avevo colto nell’oscura coltre dell’atavica rassegnazione lucana uno spiraglio di luce che si era tradotto nel riconoscimento formale e sostanziale di “donne sindaco” e “donne parlamentari” presenti nel panorama politico della Sinistra e successivamente di Rifondazione Comunista. Per queste ragioni e per queste serie motivazioni di fondo, negli ultimi tempi osservo e scruto con particolare attenzione l’operato e le vittorie “stratosferiche” delle Donne Amministratrici impegnate in tre Comuni del Potentino:” Viviana Cervellino, Felicetta Lorenzo e Rossella Centrone”. Viviana Cervellino, Sindaco di Genzano, Felicetta Lorenzo, Sindaco di Rapone e Rossella Centrone, Assessora alla Cultura del Comune di Venosa. Donne determinate e preparatissime che svolgono un ruolo politico di spessore e qualità, in primis, umane, e che vivono la loro esistenza con la passione, l’intensità e la grinta che merita. Viviana Cervellino l’ho incontrata negli studi televisivi di “Cronache Lucane”, l’ho sempre stimata per la sua grande professionalità e la sua vasta preparazione che smentiscono amaramente il suo infelice Cognome, in predicato di guidare la Lista del Centrosinistra alle elezioni regionali, dopo il bulgaro consenso “genzaniano” (76,33%); Felicetta Lorenzo, una mia cara amica “secolare” che stimo particolarmente per l’immenso lavoro politico- culturale svolto con il Mega Progetto Europeo: “ Rapone Paese delle Fiabe”; Rossella Centrone, Assessora alla Cultura dell’ORAZIANA Città di Venosa, che ha onorato la presentazione del mio ultimo Volume: “I Fiammiferi accesi”- Edizioni Il Segno 2024 (con il contributo di Di Consoli, Brancati, Giurato, Coppola, De Rosa, Magno, Nicolia, Lisco, Melillo, Colasurdo e Paturzo)nello splendido scenario della “Fontana Angioina”, gremita in ogni ordine di posti. Sono donne non certamente silenziose e rassegnate, cara Perretti e cara Pipponzi. La recentissima intervista dello scorso otto gennaio di Donatella Merra, ex Assessora regionale a “Oltre il Giardino” di Paride Leporace ha riproposto brutalmente il tema, mai sopito, della “Tutela della Parità di Genere” in Basilicata, pur se confinata in una Querelle infinita (Galella/Merra) riveniente dall’ultima tornata elettorale regionale. Una “Querelle”, che, come riferisce la stessa Merra, non ha mai avuto il conforto di uno “straccio” di dibattito in seno alla Consigliera Regionale di Parità e alla Presidenza CRPO . Pur sottolineando la presenza di una Donna Premier dopo oltre settant’anni di Repubblica bisogna prendere amaramente atto che il numero delle donne elette in Parlamento (31%) è nettamente inferiore alla precedente legislatura (35,3%). L’elezione della “sconosciutissima” (per noi lucani)Maria Elisabetta Alberti Casellati, attuale Ministra per le Riforme Istituzionali, “paracadutata” in Basilicata, rappresenta, purtroppo, una sconfortante eccezione. Nessuna candidata lucana è stata eletta. Nessuna candidata poteva sperare. Il puro maschilismo ha prevalso in ogni Lista alle elezioni politiche del 2022. Puro maschilismo confermato nelle elezioni regionali del 2024. Strano il “mutismo silenzioso” della Commissione Regionale Pari Opportunità e della Consigliera Regionale di Parità sulla quasi totale assenza di elette lucane in Parlamento. Un “mutismo silenzioso” ingiustificato sul piano politico e umano denunciato dalla Donatella Merra con determinazione senza alcun infingimento nell’intervista surrichiamata. Mai ci saremmo aspettati un ruolo così subalterno, così insignificante delle Candidate al  Parlamentino lucano nelle varie Liste regionali, ad eccezione dei Cinque stelle. Bisogna dare atto solo ai Cinque Stelle che sono stati gli unici a puntare sulle donne e a farle eleggere. Un miracolo in salsa lucana dopo quello delle Parlamentari di Rifondazione Comunista, mai verificatosi in settant’anni di storia politica lucana. Le candidature nelle Liste al Parlamento nazionale e al Parlamentino regionale, tranne qualche rara eccezione, non hanno mai avuto presenze significative di Donne. Un fulgido esempio di “femminismo non praticato” e di “machismo duro e puro” da parte della pletora partitocratica lucana della prima, seconda e terza repubblica. Tornando a bomba per riprendere il discorso delle ultime elezioni regionali dobbiamo amaramente constatare che le poche donne presenti nelle Liste dei candidati hanno accettato supinamente un “sub- ruolo” da vere gregarie. Uniche eccezioni le donne del PD che hanno preferito con tanta dignità…l’Aventino. Ora il dubbio ci assale … le donne lucane impegnate in politica e nelle Istituzioni continueranno a tacere e a subire il “fascino” e i “diktat” dei vari “Capi Bastone” o ci sarà un doveroso sussulto al femminile prodromico di una vera e sacrosanta rivoluzione rosa democratica? Noi opinionisti attenti e sensibili aspettiamo con fiducia che le Donne lucane impegnate in politica si esprimano in totale libertà senza alcun vincolo . La presenza delle donne brave, competenti e determinate nei vari Consigli Comunali e nel Consiglio Regionale garantisce una “salvezza spirituale”. Una salvezza spirituale mista a Dirittura morale in grado di alzare l’Asticella e di puntare sui veri VALORI. Qualche anno fa da “sociologo di strada” mi divertivo ad analizzare le profonde trasformazioni avvenute nelle cosiddette “famiglie vip” lucane, tanto assatanate di poteri e di ricchezze quanto di spregiudicatezza e impudenza. Constatavo che la maggioranza delle donne sposate contemporanee lucane seguivano meno i doveri cristiani di moglie preferendo ritrovarsi cariche di allegro denaro con cui vivere alla grande. Lo “stereotipo” della società matriarcale lucana “dura e pura” era del tutto scomparso, forse, confinato in una soffitta e/o in una polverosa libreria, ricca di vecchi libri con pagine ingiallite. Molti sono i mariti “incoraggiati” dalle rispettive mogli a “intrupparsi” nei vari CdA e nelle Partecipate regionali. Le sbalorditive e rumorose attenzioni mediatiche di queste ultime settimane lo stanno brutalmente a dimostrare . Il traffico disumano dei caldissimi telefonini squillanti anche nelle ore notturne è una ulteriore conferma. Il comportamento delle mogli che incoraggiano i mariti sono da stigmatizzare e da condannare e non sono per niente riconducibili alla necessità di attivare politiche di vera parità di genere. A queste mogli indifferenti alla parità di genere devo ricordare uno degli ultimi Rapporti CONSOB sulla Legge Golfo -Mosca, L. n. 120 del 2011 meglio nota come “Quote rosa” che ha fotografato un dato non trascurabile nei board dei CdA delle quotate in Borsa, pari al 42,8% di presenza femminile. Un dato estremamente interessante. Un dato che in Basilicata rappresenta una mera chimera, una mera illusione, una mera utopia. E’ sconfortante che la partecipazione delle donne nei processi decisionali pubblici e privati venga ridotta a un lumicino, il più delle volte spento. A tal proposito cito testualmente il “remoto” articolo della Consigliera Regionale di Parità Ivana Pipponzi pubblicato su Basilicatanet del 9 luglio 2011: “Questa esclusione che la politica e l’economia lucana compie, ormai non è più tollerabile, si trasforma di fatto per le donne lucane in una discriminazione nell’accesso al lavoro e alla rappresentanza. In una regione in cui l’occupazione femminile e meno della metà dell’Obiettivo fissato dall’Unione Europea e lo sviluppo procede a passi molto lenti lasciando fuori donne e giovani con brillanti “curricula” e poche possibilità di dare prova del proprio merito”. Cara Consigliera Pipponzi, pur sconfortati dai silenzi ingiustificati e assordanti dobbiamo amaramente constatare che il “quadro clinico” femminista lucano è notevolmente peggiorato e i “passi” verso lo sviluppo da Lei tanto agognati sono diventati sempre più lenti. La Questione femminile e giovanile lucana caratterizzata da un esodo impazzito e da fughe inarrestabili di ragazze e ragazzi è definitivamente “esalata”. L’Agenda Regionale sull’argomento è terribilmente vuota e le sue pagine sono state ipocritamente strappate. Al contrario le donne amanti della sola mondanità, insensibili e indifferenti alla “Questione di Genere” hanno infelicemente acquisito un ruolo determinante all’interno del proprio nucleo familiare. Noi cittadini lucani, over settanta, nonostante siamo stati testimoni nel passato di un femminismo lucano ingenuo e autoreferenziale non possiamo più accettare questo umiliante ruolo delle donne in politica. Un ruolo che offende la dignità, l’onestà e l’autorevolezza delle donne. A tal proposito chi non ricorda i casi emblematici delle mogli di Poggiolini e Curtò complici delle malefatte dei loro mariti. Chi non ricorda le loro esilaranti performance tra pouf e sacchi d’immondizia. Per auspicare una vera rivoluzione rosa, cara Consigliera Regionale di Parità e cara Presidentessa CRPO, bisognerebbe chiudere con le banalità e premiare le donne libere nel lavoro politico e lontane dall’allegro denaro. Cara Ivana Pipponzi , cara Margherita Perretti basta con questi assurdi silenzi, un po’ di sana autorevolezza e di sana reattività non guasterebbe. Il vostro ruolo guida di Presidente CRPO e di Consigliera Regionale di Parità impone un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. Come ci insegna Oriana Fallaci…vi sono dei momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Abbiamo un urgente bisogno di nuovi “orizzonti valoriali” che solo le donne lucane potranno garantirci nel prossimo futuro. Siamo stanchi di Oche giulive e starnazzanti, ridateci le Tine vaganti (Tina Anselmi), le Oriana Fallaci, le Marisa Bellisario, le Margherita Hack, le Rita Levi Montalcini, donne libere che hanno dato lustro all’Italia contemporanea nelle Professioni, nelle Scienze e nella Politica.

*Sociologo e saggista.

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