CODICE DEGLI APPALTI, IL DOVERE ETICO DELLA TRASPARENZA

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Gerardo Lisco

Qualche giorno fa ho avuto modo di apprezzare l’articolo del direttore di Talenti Lucani, Rocco Rosa, in merito alla trasparenza rispetto agli appalti pubblici e agli affidamenti diretti. Il tema toccato è fondamentale per esprimere un giudizio relativamente all’ attività di una amministrazione pubblica.La riflessione del Direttore Rocco Rosa è ancora più pregnante di significato alla luce dei recenti correttivi apportati con il D.lgs. n. 209/2024 c.d. decreto “ correttivo” al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 , comunemente conosciuto come Codice dei contratti pubblici o anche Codice degli Appalti. E’ cosa nota che il Codice degli appalti ha alzato la soglia per gli affidamenti diretti, nello specifico si può procedere con affidamenti diretti per lavori fino a 150.000,00 euro; mentre per forniture e servizi il tetto è 140.000,00 euro.  L’affidamento diretto deve come comunque rispettare una serie di criteri fissati dallo stesso legislatore, uno di questi è il principio di rotazione richiamato espressamente dall’art. 49 del Codice degli appalti. Tale principio vieta l’affidamento  o l’aggiudicazione di un appalto al contraente uscente nei casi in cui due consecutivi affidamenti abbiano a oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico , oppure nella stessa categoria di opere, oppure nello stesso settore di servizi. Il successivo comma 3 del suddetto articolo 49 del Codice degli Appalti prevede che la stazione appaltante possa ripartire gli affidamenti in fasce in base al valore economico . In questo caso il divieto di affidamento o di aggiudicazione è relativo allo sola fascia. L’oggetto di questa mia riflessione non vuole essere l’analisi complessiva del D.lgs. n. 36/2023 e alla luce dei correttivi apportati di recente, vuole essere una riflessione politica che riguarda il principio di trasparenza nella gestione del denaro pubblico. Sia chiaro non sto sostenendo che ci siano stazioni appaltanti che non rispettino la norma o peggio, sto semplicemente sostenendo che ai fini della trasparenza e quindi della buona amministrazione della cosa pubblica, regolamentare la materia degli affidamenti diretti è un segno importante che deve essere dato alla cittadinanza. Il correttivo apportato dall’art. 17 del D.lgs. n. 209/2024 al comma 4 dell’art. 49 consente di derogare al divieto di reinvito  del contraente uscente motivando la contemporanea sussistenza dei seguenti presupposti, quali la struttura del mercato, l’effettiva assenza di alternative e l’accurata esecuzione del precedente contratto e la qualità della prestazione resa. Il principio di rotazione si presenta a tutti gli effetti come un limite soprattutto per quanto riguarda gli affidamenti diretti. Senza questa norma la possibilità di affidare all’amico di turno  sarebbe stato legalizzato. Il legislatore non obbliga le stazioni appaltanti di dotarsi di regolamento, rientra nella discrezionalità propria dell’amministrazione. Il fatto che non sia un obbligo se il codice degli appalti venisse esaminato alla luce del principio di trasparenza regolamentare alcuni aspetti sarebbe un dovere etico oltre che nell’interesse della stessa pubblica amministrazione. L’art. 52 del D.lgs n.36/2023 in merito ai controlli de requisiti degli operatori economici di cui all’articolo 50 , comma 1 , lettere a) e b) , per gli importi inferiori a 40.000,00 euro sono gli stessi operatori economici ad attestare con dichiarazione sostitutiva di notorietà il possesso dei requisiti di partecipazione e di qualificazione richiesti. La stazione appaltante è obbligata a verificare le dichiarazioni , anche previo sorteggio, di un campione predeterminato ogni anno. Come per la corretta applicazione dell’art. 49 anche rispetto a quanto previsto dagli artt. 50 e 52 dotarsi di specifico regolamento è quanto meno etico. Approfondendo ulteriormente la materia , alla luce anche dei continui chiarimenti e note interpretative da parte tanto dell’ANAC quanto dello stesso Ministero dei Trasporti, per non parlare della giurisprudenza , dotarsi di specifici regolamenti è un atto che caratterizzerebbe in positivo l’azione politica di una amministrazione.

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Sull' Autore

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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