SISMA, LA REGIONE SI MUOVA PER TEMPO

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Il terremoto del reatino-ascolano ha ricordato a tutti che il rischio sismico è presente ovunque e che lungo l’intera catena appenninica  bisogna attrezzarsi in maniera straordinaria per evitare nuovi morti e nuove distruzioni fisiche. L’ impegno  al Sud è reso più pesante da una serie di condizioni negative che scoraggiano il consolidamento, il primo dei quali è la desertificazione dei borghi e dei comuni montani, da dove la gente è partita per non farvi ritorno. I nostri paesi, quelli più direttamente arroccati sulle montagne che segnano gli sconvolgimenti orografici prodotti da tanti terremoti, sono  da proteggere dal sisma e dallo scarso interesse dei proprietari a spendere soldi per case che nessuno abiterà. Eppure il valore di questi borghi è immenso, non solo dal punto di vista storico culturale ma per il futuro di un turismo che ormai sempre più privilegia cose uniche , nelle quali tradizioni ambiente, storia e gastronomia confluiscono in una offerta originale e irripetibile. L’enorme successo che hanno riscosso i borghi toscani e quelli umbri dice, senza ombra di dubbio, che la strada da percorrere è di lavorare con gli strumenti dell’ingegneria moderna per consolidare, preservare, recuperare e ridare funzionalità agli edifici pubblici e privati, per nuove funzioni che possono riguardare anche gli investimenti turistici. Casa Italia annuncia una svolta nel rapporto tra Governi nazionali e rischio sismico, annunciando un piano pluriennale di difesa del tessuto edilizio i cui contorni sono tutti da definire.  A prima vista il contributo per mq non è una buona soluzione perché tende a far lievitare i prezzi e perché , per i motivi sopraccennati, non coglie l’interesse dei proprietari delle case ereditate nei paesi del Sud. Più efficace potrebbe essere la partecipazione dello Stato ad un mutuo trentennale  che , a partire dalle situazioni di maggiori pericolo, ogni proprietario dovrebbe fare, a rischio di vedersi demolire l’abitazione. Cioè:  io Stato riconosco che la tua casa è pericolosa e ti do un tempo per consolidarla, ti do un mutuo a tasso zero e ti aiuto a pagarlo. Se non ti muovi subentra l’inagibilità totale e con essa gli strumenti per il Comune di intervenire nelle situazioni di rischio. Questo sia per i condominii nelle città, sia per le case individuali nei paesi, sia per le prime che per le seconde case. Insomma un meccanismo semplice che eviti la burocrazia, la creazioe di enti ad hoc, la intermediazione e la speculazione. Di questo si dovrebbe parlare in regione, che è interessata come poche a questo problema. Una iniziativa legislativa da portare a livello nazionale sarebbe il segno che qui abbiamo lo sguardo un po’ più lungo. Giuseppe Digilio

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